2025-12-31 • Proteste a Teheran per il crollo del rial e alta inflazione spingono

Morning Intelligence – The Gist

Le proteste dei bazarì di Teheran – scatenate dal crollo del rial a ≈ 1.390.000 per dollaro e da un’inflazione annua che sfiora il 52 % – segnano una nuova faglia nella Repubblica islamica. Il governo Pezeshkian, rompendo con la tradizione repressiva, offre «dialogo» ai manifestanti mentre il governatore della banca centrale presenta le dimissioni (reuters.com).

L’Iran non è solo un caso interno: la svalutazione erode la capacità di importare grano, farmaci e componenti industriali, accentuando la dipendenza da barter-oil con Russia e Cina. Nelle ultime 24 ore il timore di un default “silenzioso” ha spinto il Brent sopra 62 $/barile, contro un calo medio del 18 % registrato nel 2025 (reuters.com).

Storicamente i mercanti del Grand Bazaar furono il barometro politico del 1979 e di nuovo nel 2019 contro il rialzo del carburante: quando l’economia colpisce il ceto commerciale, la coesione del regime vacilla. Oggi — con sanzioni ONU riattivate e GDP previsto a -1,7 % nel 2025 — Teheran rischia una spirale simile a quella dello Zimbabwe post-2000, dove la moneta implose prima della resa politica.

“Le valute crollano quando la società smette di credere al futuro promesso dallo Stato”, ricorda l’economista Branko Milanović. Il compito di Pezeshkian è quindi ricostruire fiducia prima che il rial diventi metafora di un potere che si sgretola.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Wednesday, December 31, 2025

the Gist View

Le proteste dei bazarì di Teheran – scatenate dal crollo del rial a ≈ 1.390.000 per dollaro e da un’inflazione annua che sfiora il 52 % – segnano una nuova faglia nella Repubblica islamica. Il governo Pezeshkian, rompendo con la tradizione repressiva, offre «dialogo» ai manifestanti mentre il governatore della banca centrale presenta le dimissioni (reuters.com).

L’Iran non è solo un caso interno: la svalutazione erode la capacità di importare grano, farmaci e componenti industriali, accentuando la dipendenza da barter-oil con Russia e Cina. Nelle ultime 24 ore il timore di un default “silenzioso” ha spinto il Brent sopra 62 $/barile, contro un calo medio del 18 % registrato nel 2025 (reuters.com).

Storicamente i mercanti del Grand Bazaar furono il barometro politico del 1979 e di nuovo nel 2019 contro il rialzo del carburante: quando l’economia colpisce il ceto commerciale, la coesione del regime vacilla. Oggi — con sanzioni ONU riattivate e GDP previsto a -1,7 % nel 2025 — Teheran rischia una spirale simile a quella dello Zimbabwe post-2000, dove la moneta implose prima della resa politica.

“Le valute crollano quando la società smette di credere al futuro promesso dallo Stato”, ricorda l’economista Branko Milanović. Il compito di Pezeshkian è quindi ricostruire fiducia prima che il rial diventi metafora di un potere che si sgretola.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Tech-transfrontaliera: un disgelo?

Nonostante il persistente gelo geopolitico, i capitali per l’innovazione cercano nuove vie. A mio avviso, la notizia che Meta stia finalizzando un’acquisizione da 2,5 miliardi di dollari per una startup di intelligenza artificiale con legami cinesi segnala un pragmatismo di mercato che sfida la retorica della divisione. L’operazione, una delle più grandi per Meta, potrebbe aprire una nuova era per gli investitori statunitensi, dimostrando che l’accesso a tecnologie all’avanguardia può avere la priorità sulle tensioni politiche. È un segnale che, in un mondo ideale, l’innovazione non dovrebbe avere passaporto.

Guerra tra titani dei media

Nel frattempo, la battaglia per il dominio dei contenuti digitali si fa più intensa. Warner Bros. Discovery si appresta a respingere l’offerta di acquisizione da parte di Paramount Skydance, ritenendo superiore una proposta precedente di Netflix. Questa saga di offerte e controfferte non è solo una questione finanziaria; riflette la brutale fase di consolidamento di un settore che cerca disperatamente un modello di business sostenibile nell’era dello streaming. Le decisioni prese oggi delineeranno il panorama dei media che consumeremo domani, con implicazioni dirette sulla pluralità e la scelta a disposizione del pubblico.

Le sfide del “Made in USA”

L’intersezione tra tecnologia e nazionalismo economico offre spunti di riflessione. Il progetto Trump Mobile, che prometteva uno smartphone color oro di fabbricazione americana, è in ritardo sulla tabella di marcia, e l’enfasi sul “Made in USA” è stata attenuata. Questa vicenda evidenzia una verità fondamentale: le catene di approvvigionamento globali sono complesse e profondamente integrate. Volerle recidere per decreto politico si scontra spesso con la realtà industriale e con i costi che ne derivano, limitando di fatto l’innovazione e le opzioni per i consumatori.

Le grandi manovre nel settore tecnologico globale sono appena iniziate; ne analizzeremo i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Il Blitz di fine anno dell’UE sulla Salute: un Regalo per l’Industria?

A Bruxelles, le ultime settimane dell’anno hanno visto un’accelerazione legislativa sul fronte della salute, ma a ben guardare, i maggiori beneficiari sembrano essere i colossi dell’industria farmaceutica e alimentare. Mentre l’obiettivo dichiarato è migliorare la salute dei cittadini europei di fronte all’invecchiamento della popolazione, le misure approvate, come il “Biotech Act”, sembrano più orientate a soddisfare le esigenze delle grandi corporazioni che a promuovere un mercato veramente libero e competitivo per l’innovazione. Personalmente, ritengo che quando la regolamentazione viene scritta con un occhio di riguardo per gli operatori già dominanti, si finisce per soffocare le piccole imprese emergenti e limitare la scelta per i consumatori.

Borse Europee in Festa: Milano Guida il Rally di Fine Anno

Segnali incoraggianti arrivano dai mercati finanziari, con Piazza Affari a Milano che chiude una seduta brillante. L’indice principale, il FTSE Mib, ha guadagnato l’1,14%, chiudendo a 44.944 punti e sfiorando la soglia psicologica dei 45.000, un livello che non si vedeva dal 2001. Questo indice, che rappresenta le 40 aziende italiane a maggiore capitalizzazione, è un termometro della fiducia degli investitori nell’economia del paese. La performance positiva non è isolata: anche Francoforte (+1%), Madrid (+0,9%) e Parigi (+0,7%) hanno registrato guadagni, dipingendo un quadro di ottimismo diffuso tra gli investitori nel Vecchio Continente. Lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, si è attestato a 69,2 punti base, un indicatore che, pur in leggero rialzo, segnala una percezione del rischio ancora contenuta.

Manovra Italiana: tra Responsabilità e Austerità

In Italia, il governo ha incassato il via libera definitivo alla legge di bilancio con 216 voti favorevoli e 126 contrari. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l’ha definita una manovra “seria e responsabile”, focalizzata su priorità come famiglie, lavoro e sanità, data la scarsità di risorse. Dall’altra parte, le opposizioni la bollano come una misura di “austerità” che favorisce i più ricchi. Al di là dello scontro politico, credo che l’approccio di definire priorità chiare in un contesto di risorse limitate sia l’unica via percorribile per una gestione prudente delle finanze pubbliche, anche se il dibattito su chi debba sostenere il peso maggiore del risanamento rimane sempre aperto.

Iran, la Protesta si Allarga agli Studenti

Dall’Iran giungono notizie di un’ondata di malcontento che si sta allargando. Le proteste, inizialmente animate dai commercianti contro il carovita e la svalutazione della moneta, ora vedono la partecipazione attiva degli studenti di diverse importanti università. Centinaia di studenti si sono uniti alle manifestazioni a Teheran e in altre città, segnalando che il disagio economico sta permeando strati sempre più ampi della società. Questo è un segnale da non sottovalutare: quando la gioventù colta scende in piazza, le rivendicazioni economiche si saldano spesso a una più profonda richiesta di libertà e diritti individuali.

Vi invito a seguire i prossimi aggiornamenti per capire come si evolveranno questi scenari nel prossimo numero di The Gist.


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