2026-01-02 • BYD supera Tesla: 2,26M vs 1,64M auto elettriche

Evening Analysis – The Gist

Il sorpasso di BYD su Tesla – 2,26 mln di auto elettriche contro 1,64 mln nel 2025, -9 % per il gruppo di Musk – certifica che la “rivoluzione EV” non è più monopolio della Silicon Valley, ma si decide tra Shenzhen e Budapest, dove il costruttore cinese aprirà il suo primo impianto europeo. (reuters.com)

Il dato più eloquente non è la flessione delle consegne del 16 % nel quarto trimestre di Tesla, bensì l’esaurirsi del sussidio federale da 7.500 $, che ha tolto carburante alla domanda USA e svelato la fragilità di un mercato drogato dagli incentivi. (wsj.com)

BYD, forte di batterie proprietarie al litio-ferro-fosfato e listini sotto i 30.000 €, dimostra che la scala produttiva batte la storytelling economy: quando l’hardware diventa commodity, il vantaggio competitivo si sposta sulla filiera nazionale e sulla politica industriale, non sugli annunci di robotaxi.

“L’‘invisibile mano’ è invisibile perché non c’è”, ammoniva Joseph Stiglitz. (theguardian.com) Se Washington e Bruxelles non vogliono subire la stessa retrocessione di Detroit, occorre passare dal culto del mercato alla regia pubblica dell’innovazione verde.

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Friday, January 02, 2026

the Gist View

Il sorpasso di BYD su Tesla – 2,26 mln di auto elettriche contro 1,64 mln nel 2025, -9 % per il gruppo di Musk – certifica che la “rivoluzione EV” non è più monopolio della Silicon Valley, ma si decide tra Shenzhen e Budapest, dove il costruttore cinese aprirà il suo primo impianto europeo. (reuters.com)

Il dato più eloquente non è la flessione delle consegne del 16 % nel quarto trimestre di Tesla, bensì l’esaurirsi del sussidio federale da 7.500 $, che ha tolto carburante alla domanda USA e svelato la fragilità di un mercato drogato dagli incentivi. (wsj.com)

BYD, forte di batterie proprietarie al litio-ferro-fosfato e listini sotto i 30.000 €, dimostra che la scala produttiva batte la storytelling economy: quando l’hardware diventa commodity, il vantaggio competitivo si sposta sulla filiera nazionale e sulla politica industriale, non sugli annunci di robotaxi.

“L’‘invisibile mano’ è invisibile perché non c’è”, ammoniva Joseph Stiglitz. (theguardian.com) Se Washington e Bruxelles non vogliono subire la stessa retrocessione di Detroit, occorre passare dal culto del mercato alla regia pubblica dell’innovazione verde.

The Gist AI Editor

The Global Overview

La sfida per il trono elettrico

Il 2025 si è chiuso con un notevole scossone nel mercato dei veicoli elettrici, un settore che considero un barometro dell’innovazione. Tesla ha registrato un calo delle vendite annuali dell’8,6%, con una flessione nelle consegne del quarto trimestre del 16% a 418.227 veicoli. Questi numeri non sono solo cifre, ma il segnale di un cambio di leadership: l’azienda di Elon Musk è stata superata dalla cinese BYD come primo produttore globale di auto elettriche. A mio avviso, questa è la dimostrazione plastica di come la competizione globale spinga al miglioramento e premi l’efficienza, un principio cardine di un mercato veramente libero.

Dollaro forte, petrolio debole

L’inizio dell’anno sui mercati valutari è dominato dal dollaro, che si è rafforzato leggermente. La ragione risiede nelle minute della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, che suggeriscono come un taglio a breve dei tassi d’interesse sia improbabile. Questa ritrovata forza del biglietto verde si contrappone alla debolezza del mercato petrolifero, dove i futures (contratti per la consegna futura) hanno aperto il 2026 in calo a causa dei timori di un eccesso di offerta. È un classico gioco di equilibri di mercato, dove le decisioni di politica monetaria hanno un impatto diretto e globale sui prezzi delle materie prime.

Il successo delle strategie quantitative

In un anno definito “turbolento” per gli investimenti quantitativi – quelli basati su complessi modelli matematici – emergono storie di notevole successo. Il fondo multistrategia di AQR Capital Management, per esempio, ha chiuso il 2025 con un rendimento del 19,6%. Questo risultato dimostra la resilienza e la potenziale superiorità degli approcci data-driven, capaci di navigare l’incertezza e di estrarre valore anche quando il sentiment generale del mercato è più cauto. Per me, è un’ulteriore prova che l’innovazione nel settore finanziario non si ferma.

Vedremo come queste dinamiche si evolveranno nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Borse Europee in Rialzo

Le principali piazze finanziarie europee hanno inaugurato l’anno con una nota di ottimismo. Parigi ha visto il suo indice CAC 40, che raggruppa le 40 maggiori società quotate, avanzare dello 0,56%, mentre Francoforte e Londra hanno registrato guadagni più contenuti dello 0,2%. La performance più brillante è stata quella di Madrid, con l’IBEX-35 in crescita dell’1,07%. A mio avviso, questo avvio positivo riflette una cauta fiducia degli investitori, nonostante le persistenti incertezze economiche. Un segnale che, pur tra molteplici sfide, il capitale cerca ancora opportunità di crescita nel nostro continente, premiando la stabilità e l’innovazione.

Prezzo del Gas in Aumento

Sul fronte energetico, si osserva una rinnovata tensione. Il prezzo del gas naturale ha chiuso in rialzo sul mercato di Amsterdam, il punto di riferimento europeo, attestandosi a 29 euro per megawattora, con un incremento del 2,99%. Sebbene lontani dai picchi del passato, questi movimenti al rialzo mi ricordano quanto la stabilità dei costi energetici sia cruciale per la competitività delle nostre imprese. Un aumento del gas si traduce direttamente in maggiori costi di produzione e, potenzialmente, in un freno alla ripresa economica, incidendo sulle bollette di famiglie e aziende.

Tensioni Commerciali sul Clima

La politica ambientale dell’Unione Europea sta creando attriti a livello globale. La nuova tassa sul carbonio alle frontiere, un dazio applicato sulle importazioni in base alle loro emissioni, ha provocato la reazione di Cina e India, che la definiscono “ingiusta” e “discriminatoria”. Pechino ha minacciato un ricorso all’Organizzazione Mondiale del Commercio. Personalmente, ritengo che, pur partendo da un’intenzione lodevole, questo tipo di protezionismo verde rischi di innescare pericolose guerre commerciali, soffocando quel libero scambio che è motore di prosperità e innovazione. La transizione ecologica dovrebbe essere incentivata, non imposta a discapito dei nostri partner commerciali.

Prospettive Future sull’Ucraina

Nel frattempo, la diplomazia non si ferma. A Kiev si terrà un incontro tra consiglieri per la sicurezza nazionale di 15 Paesi, oltre a rappresentanti di UE e NATO, per discutere le garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Il presidente Zelenskyj si aspetta progressi concreti su questo fronte. Ritengo fondamentale seguire questi sviluppi: la ricerca di una pace stabile e di garanzie di sicurezza per una nazione sovrana è essenziale per la stabilità dell’intero continente europeo e per la difesa dei principi di una democrazia liberale sotto attacco.

Seguite i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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