2026-01-05 • L’arresto di Maduro da parte degli USA apre una fase nuova in America Latina. Mercati

Evening Analysis – The Gist

La cattura lampo di Nicolás Maduro da parte di forze speciali USA – un’operazione di due ore che Washington rivendica come “guerra al narcotraffico” – apre una fase inedita in America Latina. Mentre l’ex presidente affronta oggi il giudice federale di New York, la Casa Bianca annuncia che “gestirà” temporaneamente il Paese, con l’obiettivo dichiarato di rimettere mano al più grande giacimento petrolifero del mondo. (reuters.com)

Il mercato reagisce in modo schizofrenico: il Brent sale appena dell’1,4 % a 61,6 $/barile, segno che l’offerta globale resta ampia; l’oro, invece, balza del 2,2 % a 4.424 $/oncia, record storico, confermando la corsa ai beni rifugio. (reuters.com)

Questa discrepanza rivela un paradosso: la finanziarizzazione spinge gli investitori a scommettere sull’apertura dei rubinetti venezuelani, mentre la storia – da Panama 1989 all’Iraq 2003 – insegna che i vuoti di potere nei petrostati generano instabilità prolungata e ondate migratorie. Ignorare il rischio sovrano potrebbe trasformare il “premio” energetico in un boomerang macro-finanziario.

“Ogni atto di forza crea la propria inerzia morale”, avvertiva Zygmunt Bauman; mai come oggi la velocità dell’azione militare contrasta con la lentezza della ricostruzione istituzionale.

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Monday, January 05, 2026

the Gist View

La cattura lampo di Nicolás Maduro da parte di forze speciali USA – un’operazione di due ore che Washington rivendica come “guerra al narcotraffico” – apre una fase inedita in America Latina. Mentre l’ex presidente affronta oggi il giudice federale di New York, la Casa Bianca annuncia che “gestirà” temporaneamente il Paese, con l’obiettivo dichiarato di rimettere mano al più grande giacimento petrolifero del mondo. (reuters.com)

Il mercato reagisce in modo schizofrenico: il Brent sale appena dell’1,4 % a 61,6 $/barile, segno che l’offerta globale resta ampia; l’oro, invece, balza del 2,2 % a 4.424 $/oncia, record storico, confermando la corsa ai beni rifugio. (reuters.com)

Questa discrepanza rivela un paradosso: la finanziarizzazione spinge gli investitori a scommettere sull’apertura dei rubinetti venezuelani, mentre la storia – da Panama 1989 all’Iraq 2003 – insegna che i vuoti di potere nei petrostati generano instabilità prolungata e ondate migratorie. Ignorare il rischio sovrano potrebbe trasformare il “premio” energetico in un boomerang macro-finanziario.

“Ogni atto di forza crea la propria inerzia morale”, avvertiva Zygmunt Bauman; mai come oggi la velocità dell’azione militare contrasta con la lentezza della ricostruzione istituzionale.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Venezuela, scacco al regime e l’oro brilla

L’arresto del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti e la sua successiva comparizione in un tribunale di New York hanno immediatamente innescato una corsa verso i beni rifugio. Il prezzo dell’oro è aumentato in risposta ai crescenti rischi geopolitici, confermando il suo ruolo di asset tangibile in scenari di forte instabilità. Nel frattempo, l’efficacia delle sanzioni americane è già messa in discussione: secondo il servizio di monitoraggio TankerTrackers.com, da quattro a sedici petroliere avrebbero già eluso il blocco navale imposto sul greggio venezuelano, un segnale della perenne resilienza dei mercati, anche quelli ombra, di fronte alle coercizioni statali.

Cieli USA: meno regole, più responsabilità?

Il Dipartimento dei Trasporti statunitense intende ammorbidire l’applicazione delle norme a tutela dei consumatori nel settore aereo. La proposta mira a ridurre le modalità con cui il governo sanziona le compagnie per le violazioni. Questa mossa solleva una domanda fondamentale per chi, come me, nutre un sano scetticismo verso l’iper-regolamentazione: un intervento statale meno asfissiante potrebbe davvero favorire un mercato più competitivo e responsabile, lasciando che siano i consumatori a premiare o punire le compagnie con le proprie scelte? A mio avviso, la libertà di scelta si rivela spesso più efficace di mille normative.

La musica globale punta sull’India

Universal Music Group ha annunciato un investimento da 90 milioni di dollari per una quota di minoranza in Excel Entertainment, uno studio cinematografico e di contenuti digitali di Bollywood. L’operazione non è solo un accordo finanziario, ma il riconoscimento del potenziale di crescita esponenziale del mercato indiano della musica registrata. È un chiaro esempio di come il capitale, quando è libero di muoversi, fluisca naturalmente verso le aree che promettono maggiore innovazione e dinamismo, superando i confini nazionali per scommettere sull’imprenditorialità locale.

Per scoprire come si evolveranno questi scenari, l’appuntamento è alla prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Prezzi dell’energia e venti geopolitici

I mercati energetici europei mostrano segnali contrastanti. Da un lato, osservo con sollievo un calo deciso del prezzo del gas, sceso di oltre il 5% sulla piazza di Amsterdam (il Title Transfer Facility, o TTF, che è il principale hub di riferimento per lo scambio di gas naturale in Europa), attestandosi poco sopra i 27 euro per megawattora. Questa è una boccata d’ossigeno per le bollette di famiglie e imprese. Dall’altro, la situazione in Venezuela, con l’arresto di Nicolas Maduro e l’intervento americano, getta un’ombra sul mercato petrolifero. La produzione venezuelana è crollata a un terzo rispetto ai livelli di metà anni 2000 e, sebbene un suo pieno ritorno sul mercato globale possa far scendere i prezzi del greggio a lungo termine, l’instabilità attuale crea incertezza.

L’asse franco-americano sull’Ucraina

Vedo segnali di un pragmatismo che mancava nel dossier ucraino. L’Eliseo ha confermato che l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner parteciperanno a un incontro della “Coalition of the Willing” a Parigi. Questa mossa, che segue gli sforzi diplomatici europei per mantenere Washington agganciata alla ricerca di una soluzione, sembra indicare un riavvicinamento tra le posizioni europee, ucraine e americane. L’obiettivo è definire i dettagli chiave di un possibile cessate il fuoco, un passo fondamentale per porre fine a un conflitto che continua a drenare risorse e a minare la stabilità del continente.

Fragilità politica nel motore d’Europa

La stabilità politica della Germania, pilastro dell’economia europea, mostra qualche crepa. Nel Brandeburgo, il ministro delle Finanze Robert Crumbach ha lasciato il BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht, un partito nato da una scissione della sinistra radicale), mettendo a rischio la coalizione di governo regionale con i socialdemocratici della SPD. Questo tipo di instabilità locale, in un’economia così interconnessa come quella dell’UE, può avere ripercussioni ben più ampie, minando la fiducia degli investitori e rallentando processi decisionali cruciali. Personalmente, ritengo che la frammentazione politica sia un rischio crescente per la governabilità.

Infrastrutture critiche nel mirino

A Berlino, l’attacco rivendicato da un “Vulkangruppe” estremista, che ha causato un blackout per 45.000 famiglie e oltre 2.000 aziende, è un preoccupante campanello d’allarme. Al di là dell’atto in sé, questo episodio espone la vulnerabilità delle nostre infrastrutture essenziali. Per un’economia moderna, la sicurezza della rete elettrica non è negoziabile. È la spina dorsale su cui si reggono tutte le attività produttive e la vita quotidiana dei cittadini. L’incidente dimostra quanto sia fondamentale investire nella protezione di queste reti da minacce sia fisiche che informatiche.

Analizzeremo le prossime mosse dei mercati e della diplomazia nella prossima edizione di The Gist.


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