Venezuela, i mercati esultano
L’intervento americano in Venezuela, con la destituzione del presidente Nicolas Maduro, ha innescato una reazione euforica sui mercati. Wall Street ha aggiornato i suoi massimi storici, spinta dai titoli del settore della difesa e, prevedibilmente, dai giganti petroliferi come Chevron e Halliburton. L’obiettivo dichiarato da Donald Trump è un “accesso totale al petrolio e alle altre risorse del Paese”. A mio avviso, questa dinamica, sebbene complessa, potrebbe aprire opportunità inaspettate anche per la diplomazia europea. In questo scenario, il governo italiano lavora per la liberazione del cooperante Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni, sperando che il nuovo assetto faciliti il dialogo. Intanto, la leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, invoca una transizione rapida verso la democrazia.
Vertice di Parigi per l’Ucraina
A Parigi, i leader della “Coalizione dei Volenterosi” si sono riuniti per definire i prossimi passi a sostegno dell’Ucraina. Al centro del dibattito non vi è solo il supporto militare, ma soprattutto la struttura di future garanzie di sicurezza in vista di un potenziale cessate il fuoco. L’incontro, a cui partecipano anche inviati del presidente Trump, mira a consolidare una visione comune tra Stati Uniti ed Europa per una pace che sia “giusta e duratura”. Per me è un segnale che, nonostante le divergenze, si cerca un approdo pragmatico per stabilizzare il fianco est del nostro continente, un passo fondamentale per la sicurezza a lungo termine.
Scricchiolii politici in Germania
In Germania, la stabilità politica del Brandeburgo è a rischio. Il ministro delle Finanze regionale, Robert Crumbach, ha lasciato il partito BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht), un movimento populista di sinistra, per chiedere di entrare come indipendente nel gruppo parlamentare socialdemocratico (SPD). Questa mossa potrebbe segnare la fine della coalizione “rosso-viola” che governa il Land. Personalmente, ritengo che episodi come questo evidenzino la crescente frammentazione dello scenario politico tedesco e le difficoltà nel creare alleanze di governo stabili, un fattore di incertezza da non sottovalutare per l’intera architettura politica europea.
Vi invito a seguire i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.
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