Garanzie per Kyiv, crepe a Berlino
In un’iniziativa che potrebbe ridisegnare gli equilibri di sicurezza europei, gli Stati Uniti e i principali leader del continente sembrano pronti a offrire all’Ucraina “garanzie di sicurezza legalmente vincolanti” in caso di accordo di pace con la Russia. Questo impegno, discusso a Parigi, rappresenterebbe un segnale fortissimo della determinazione occidentale. Parallelamente, la tensione tra Washington e Mosca rimane alta, con il presidente Trump che ha smentito le accuse russe di un attacco ucraino alla residenza di Putin, citando l’assenza di prove da parte dei servizi segreti americani. Nel mio piccolo, vedo questi passi come un tentativo di stabilire paletti chiari di fronte all’autoritarismo, un prerequisito essenziale per qualsiasi pace duratura.
Incertezze tedesche e inflazione percepita
Il panorama politico tedesco mostra segnali di frammentazione con la rottura nel Brandeburgo della coalizione tra i socialdemocratici (SPD) e la nuova formazione populista BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht). Il premier Dietmar Woidke ha dichiarato che “la base per una maggioranza democratica” non esiste più, aprendo a un periodo di instabilità in uno stato federale chiave. Sul fronte economico, sebbene l’inflazione in Germania per il 2025 si sia normalizzata al 2,2%, la percezione comune è quella di un costo della vita ancora elevato. Questo scollamento tra dati e vissuto quotidiano evidenzia come la stabilità dei prezzi, dopo anni di shock, non si traduca immediatamente in un maggior benessere percepito per famiglie e imprese.
Sussulti sui mercati energetici e finanziari
Le tensioni geopolitiche globali continuano a riverberarsi sui mercati. Il prezzo del gas ad Amsterdam ha chiuso la giornata in rialzo del 2,4%, attestandosi a 28,07 euro al megawattora. Questo aumento, seppur contenuto, è un termometro sensibile delle preoccupazioni degli operatori riguardo alla stabilità delle forniture. In questo clima, la Borsa di Milano ha terminato le contrattazioni in lieve calo (-0,20%), appesantita soprattutto dal settore bancario, mentre lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, è rimasto stabile a 69 punti. Per me, questa volatilità è un costante promemoria di quanto le nostre economie siano interconnesse e vulnerabili agli shock esterni.
La scommessa italiana sulla Transizione 5.0
Mentre l’Europa naviga in acque incerte, l’Italia punta sull’innovazione con il piano “Transizione 5.0”. Secondo fonti del Ministero delle Imprese, sono disponibili 2,75 miliardi di euro, derivanti in parte da una rimodulazione del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’UE. A queste risorse si aggiungono 1,3 miliardi già stanziati per la precedente “Transizione 4.0”. L’obiettivo è incentivare gli investimenti delle imprese in digitalizzazione e sostenibilità. Personalmente, credo che il successo di queste iniziative non si misurerà solo dai fondi stanziati, ma dalla capacità di liberare il potenziale innovativo del settore privato senza creare nuove complessità burocratiche.
Nuovi sviluppi e analisi vi attendono nella prossima edizione di The Gist.
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