2026-01-08 • Gli USA si ritirano da 66 organismi internazionali, inclusa l’UNF

Evening Analysis – The Gist

La Casa Bianca ha annunciato il ritiro immediato degli Stati Uniti da 66 organismi internazionali, inclusa la Convenzione quadro ONU sul clima (UNFCCC) e agenzie chiave su lavoro, migrazioni e diritti umani. Il provvedimento, firmato ieri da Donald Trump, consolida la più ampia ritirata multilaterale americana dal 1945. (reuters.com)

I tagli seguono alla caduta verticale dei contributi statunitensi al sistema ONU: da 14,1 miliardi $ nel 2024 a soli 3,38 miliardi $ nel 2025 (-76 %). (reuters.com) A fine Ottocento il Senato bocciò la Società delle Nazioni; oggi Washington replica quel passo, ma in un contesto globalizzato in cui il 40 % degli aiuti umanitari ONU dipende ancora da fondi USA. La storia suggerisce che vuoti di leadership vengono prontamente colmati: dopo il ritiro dal TPP, è stata Pechino a scrivere le nuove regole commerciali dell’Asia-Pacifico.

Per l’Europa, il disimpegno USA accelera la necessità di “autonomia strategica”, mentre economie emergenti perderanno accesso a capacità tecniche su clima ed energia proprio quando la transizione richiede governance comune. Il paradosso: Washington invoca sovranità ma affida al Tesoro il controllo delle entrate petrolifere venezuelane e minaccia dazi sui partner, mostrando che l’unilateralismo genera dipendenze selettive anziché vera indipendenza.

“Quando le istituzioni falliscono, i problemi non scompaiono: cambiano semplicemente indirizzo”, avverte l’economista Dani Rodrik.

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Thursday, January 08, 2026

the Gist View

La Casa Bianca ha annunciato il ritiro immediato degli Stati Uniti da 66 organismi internazionali, inclusa la Convenzione quadro ONU sul clima (UNFCCC) e agenzie chiave su lavoro, migrazioni e diritti umani. Il provvedimento, firmato ieri da Donald Trump, consolida la più ampia ritirata multilaterale americana dal 1945. (reuters.com)

I tagli seguono alla caduta verticale dei contributi statunitensi al sistema ONU: da 14,1 miliardi $ nel 2024 a soli 3,38 miliardi $ nel 2025 (-76 %). (reuters.com) A fine Ottocento il Senato bocciò la Società delle Nazioni; oggi Washington replica quel passo, ma in un contesto globalizzato in cui il 40 % degli aiuti umanitari ONU dipende ancora da fondi USA. La storia suggerisce che vuoti di leadership vengono prontamente colmati: dopo il ritiro dal TPP, è stata Pechino a scrivere le nuove regole commerciali dell’Asia-Pacifico.

Per l’Europa, il disimpegno USA accelera la necessità di “autonomia strategica”, mentre economie emergenti perderanno accesso a capacità tecniche su clima ed energia proprio quando la transizione richiede governance comune. Il paradosso: Washington invoca sovranità ma affida al Tesoro il controllo delle entrate petrolifere venezuelane e minaccia dazi sui partner, mostrando che l’unilateralismo genera dipendenze selettive anziché vera indipendenza.

“Quando le istituzioni falliscono, i problemi non scompaiono: cambiano semplicemente indirizzo”, avverte l’economista Dani Rodrik.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Emergenza sulla ISS

La NASA valuta di concludere in anticipo una missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale a seguito di un’emergenza medica che ha colpito un astronauta. L’incidente non solo sottolinea gli immensi rischi umani dell’esplorazione spaziale, ma solleva anche interrogativi sulla sostenibilità dei modelli di finanziamento statale. A mio avviso, questa crisi evidenzia come l’iniziativa privata, spinta da incentivi di mercato, potrebbe offrire un approccio più dinamico all’innovazione e una gestione del rischio più rigorosa rispetto ai programmi governativi, spesso lenti e burocratizzati.

La scienza dei mercati energetici

Anche sulla Terra, la “scienza” dei mercati si dimostra più affidabile della pianificazione centrale. Negli USA, le scorte di gas naturale sono diminuite, una flessione ampiamente prevista dagli analisti di mercato. Nel frattempo, in Venezuela, i benefici derivanti dal controllo statale delle sue immense riserve petrolifere sono ormai considerati “modesti e incerti”. Ritengo che questi dati contrapposti dimostrino un principio fondamentale: il valore non risiede nella mera proprietà di una risorsa, ma nella capacità di un sistema libero e competitivo di estrarla, innovare e distribuirla in modo efficiente.

Seguite i prossimi aggiornamenti su questi fronti nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Intelligenza Artificiale: Libertà o Licenza?

L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa, come Grok di X, ci pone di fronte a un bivio cruciale. Da un lato, la libertà di innovare e di espressione; dall’altro, la proliferazione di “deepfake” sessualmente espliciti e non consensuali. Una recente ricerca del Trinity College di Dublino è allarmante: quasi tre quarti dei post analizzati sulla piattaforma di Elon Musk erano richieste di immagini manipolate di donne e minori. Mentre le autorità in Francia, Regno Unito e Irlanda valutano risposte normative, la vera sfida per noi europei è trovare un equilibrio: proteggere i diritti individuali senza soffocare una tecnologia promettente con regolamentazioni premature che potrebbero ostacolare la prossima generazione di imprenditori digitali.

Scacchiere Geopolitico: La Mossa della Groenlandia

Le recenti dichiarazioni del presidente Trump sulla sua volontà di annettere la Groenlandia per conto degli Stati Uniti scuotono le fondamenta della cooperazione transatlantica. Al di là dell’apparente stravaganza, questa mossa solleva interrogativi pragmatici per l’Europa sulla stabilità della NATO, l’alleanza militare che ha garantito la nostra sicurezza per decenni. Per un’Europa che crede nella cooperazione e in una forte democrazia liberale, questo è un promemoria che la nostra sovranità strategica e la nostra capacità di difesa non possono più essere date per scontate.

Mercati Energetici: Il Respiro del Gas

Una boccata d’ossigeno per le economie europee arriva dai mercati energetici. Il prezzo del gas naturale, misurato dal contratto di riferimento europeo TTF, ha visto un calo deciso, chiudendo a 27,7 euro per megawattora grazie alle previsioni di un clima più mite. Questa flessione del 3,7% non è un dato astratto: si traduce in un potenziale alleggerimento delle bollette per famiglie e imprese, riducendo la pressione inflazionistica. È la dimostrazione di come le dinamiche di mercato, in questo caso le previsioni meteorologiche, influenzino direttamente il nostro potere d’acquisto e la competitività industriale.

Il quadro che emerge è complesso e in continua evoluzione; vi invito a seguirne gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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