The European Perspective
UE-Mercosur: un affare spento?
La Francia ha annunciato che voterà contro la ratifica dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il blocco sudamericano del Mercosur (che include Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay). La decisione di Parigi, spinta dalle proteste degli agricoltori, mette a rischio un patto negoziato per oltre vent’anni. A mio avviso, sebbene le preoccupazioni sulla concorrenza sleale siano legittime, chiudere le porte a uno dei più grandi mercati del mondo rappresenta un’occasione mancata per la crescita e la cooperazione internazionale. Il Presidente Emmanuel Macron ha definito l’intesa “un accordo d’altri tempi”, segnalando una crescente inclinazione verso politiche più protezionistiche che, a mio parere, raramente giovano alla prosperità a lungo termine.
Il pieno divario: prezzi del carburante in Germania
Un’analisi del Bundeskartellamt, l’autorità tedesca per la concorrenza, ha evidenziato una notevole disparità nei prezzi del carburante tra le diverse regioni della Germania. I consumatori nell’ovest del paese tendono a pagare meno per benzina e diesel rispetto a quelli nell’est. Questa differenza non è casuale, ma riflette dinamiche di mercato complesse, inclusa una minore concorrenza tra le stazioni di servizio nelle aree orientali. Dal mio punto di vista, questa situazione dimostra come una struttura di mercato meno competitiva si traduca direttamente in costi più alti per i cittadini, sottolineando l’importanza di politiche che favoriscano una reale concorrenza a vantaggio del consumatore.
Biotecnologia e fertilità: una nuova frontiera
Una scoperta scientifica rivoluzionaria potrebbe cambiare radicalmente il settore della fecondazione in vitro (FIV). I ricercatori sostengono di aver “ringiovanito” ovuli umani, riducendo quasi della metà i difetti legati all’età tramite l’iniezione di una proteina chiave. Questa innovazione offre nuove speranze alle donne più anziane, per le quali i tassi di successo della FIV sono drasticamente più bassi: secondo dati recenti, la percentuale di nati vivi per embrione trasferito crolla dal 35% per le donne sotto i 35 anni ad appena il 5% per la fascia 43-44 anni. Vedo in questa notizia un brillante esempio di come l’innovazione e l’imprenditorialità nel campo biotecnologico possano non solo creare nuovi mercati, ma anche affrontare sfide umane profonde.
Vi invito a seguirci per non perdere i prossimi sviluppi nel prossimo numero di The Gist.
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