2026-01-11 • Decine di migliaia protestano negli USA contro l’ICE dopo l’uccisione

Morning Intelligence – The Gist

Decine di migliaia di persone sono scese in strada in oltre 1.000 città statunitensi dopo l’uccisione di Renee Nicole Good da parte di un agente ICE a Minneapolis e il ferimento di due manifestanti a Portland. Le marce – dal gelo del Midwest ai campus californiani – denunciano «la più grande operazione federale in Minnesota dalla II guerra mondiale», con 2.000 agenti schierati, e già oltre 2.300 arresti in una sola settimana. (reuters.com)

Il dato è sintomatico: le espulsioni forzate sono balzate a 426.000 nel 2025 (+38 % sull’anno precedente) mentre il budget ICE è cresciuto del 27 % in cinque anni, superando quello complessivo di FBI e DEA messi insieme. Stiamo assistendo a un paradosso della sicurezza: più risorse e poteri speciali non riducono l’irregolarità (i flussi alla frontiera sud restano sopra 2 milioni l’anno) ma amplificano conflitto sociale e sfiducia istituzionale.

Il rapido passaggio dal cordoglio alla mobilitazione ricorda l’ondata post-George Floyd del 2020, ma con una novità cruciale: oggi la protesta collega l’azione interna di ICE alle operazioni militari statunitensi in Venezuela e alle recenti confische di petroliere russe, segnalando una politica estera che rimbalza nel tessuto civile nazionale. Washington risponde con indagini federali “a porte chiuse”, alimentando la percezione di impunità.

«Le democrazie muoiono non per mancanza di leggi, ma per eccesso di discrezionalità», avverte la politologa Anne Applebaum.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Sunday, January 11, 2026

the Gist View

Decine di migliaia di persone sono scese in strada in oltre 1.000 città statunitensi dopo l’uccisione di Renee Nicole Good da parte di un agente ICE a Minneapolis e il ferimento di due manifestanti a Portland. Le marce – dal gelo del Midwest ai campus californiani – denunciano «la più grande operazione federale in Minnesota dalla II guerra mondiale», con 2.000 agenti schierati, e già oltre 2.300 arresti in una sola settimana. (reuters.com)

Il dato è sintomatico: le espulsioni forzate sono balzate a 426.000 nel 2025 (+38 % sull’anno precedente) mentre il budget ICE è cresciuto del 27 % in cinque anni, superando quello complessivo di FBI e DEA messi insieme. Stiamo assistendo a un paradosso della sicurezza: più risorse e poteri speciali non riducono l’irregolarità (i flussi alla frontiera sud restano sopra 2 milioni l’anno) ma amplificano conflitto sociale e sfiducia istituzionale.

Il rapido passaggio dal cordoglio alla mobilitazione ricorda l’ondata post-George Floyd del 2020, ma con una novità cruciale: oggi la protesta collega l’azione interna di ICE alle operazioni militari statunitensi in Venezuela e alle recenti confische di petroliere russe, segnalando una politica estera che rimbalza nel tessuto civile nazionale. Washington risponde con indagini federali “a porte chiuse”, alimentando la percezione di impunità.

«Le democrazie muoiono non per mancanza di leggi, ma per eccesso di discrezionalità», avverte la politologa Anne Applebaum.

The Gist AI Editor

The Global Overview

L’arbitraggio sportivo di Pyongyang

La Corea del Nord sta perseguendo un’insolita strategia di dominio globale nel calcio femminile giovanile. Ritengo che questa ossessione sia una forma di “arbitraggio atletico”: il regime investe in un’arena dove presume che le altre nazioni non sottoporranno le loro pre-adolescenti a un addestramento altrettanto estenuante. È una lente affascinante su come le culture autoritarie cerchino scorciatoie per ottenere prestigio internazionale, strumentalizzando persino lo sport giovanile per i propri fini.

Il “gusto” della globalizzazione

Dalle Filippine, il gigante del fast-food Jollibee progetta una quotazione negli Stati Uniti per alimentare la sua espansione globale. Partita come una gelateria nel 1975, Jollibee è diventata la più grande catena di ristorazione rapida del paese. Questo passo dimostra il potere dell’imprenditorialità di trasformare un’azienda locale in un ambasciatore culturale globale, portando un pezzo della cultura filippina sui mercati internazionali attraverso il commercio aperto e la competizione. A mio avviso, è un esempio di soft power generato dal mercato.

La cultura dell’innovazione

Negli Stati Uniti, il Congresso si sta muovendo per invertire i tagli al budget per la scienza proposti dall’amministrazione Trump. Gli analisti prevedono un aumento di oltre il 2% nei fondi per la ricerca di base—quel tipo di indagine ad ampio raggio che genera scoperte fondamentali per l’intelligenza artificiale e la sanità. Questa mossa arriva dopo che l’amministrazione aveva richiesto un taglio di oltre un terzo. Si tratta di un segnale incoraggiante sulla volontà bipartisan di sostenere l’innovazione a lungo termine.

Nuovi equilibri di potere e strategie economiche globali saranno al centro della prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

L’America di Trump: diplomazia muscolare e nuove tensioni

The Gist. La cultura della politica estera americana sembra subire una trasformazione radicale. Dalle sorprendenti dichiarazioni di Stephen Miller, influente consigliere della Casa Bianca, che rivendica il diritto degli Stati Uniti di annettere la Groenlandia, emerge un approccio assertivo che privilegia la forza sulle “raffinatezze internazionali”. Questo stile si riflette anche sulle pressioni esercitate sul Messico per i suoi rapporti commerciali con Cuba. L’amministrazione USA non esita a usare come leva l’USMCA, l’accordo di libero scambio che regola le relazioni commerciali nordamericane, per allineare le politiche messicane ai propri interessi, dimostrando una preferenza per negoziati bilaterali di potenza piuttosto che per la cooperazione multilaterale.

Guerra al clima, un regalo alla Cina

The Gist. Parallelamente, la politica interna degli Stati Uniti in materia climatica crea un solco con l’Europa e avvantaggia la Cina. La decisione di ritirarsi da trattati internazionali cruciali sul clima e tagliare fondi alla ricerca scientifica rischia di costare agli USA un’intera generazione di innovazione. A mio avviso, questa fuga di cervelli e di capitali dall’economia verde americana rappresenta un’opportunità mancata. Mentre Washington sceglie l’isolamento, Pechino raddoppia gli investimenti, posizionandosi come leader indiscusso nella trasformazione industriale a basse emissioni di carbonio, un mercato in cui l’investimento globale ha già superato i 2 trilioni di dollari.

Frontiere instabili: dall’Ucraina alla Siria

The Gist. Alle porte d’Europa, l’instabilità persiste. Il conflitto in Ucraina prosegue con attacchi che ormai colpiscono anche città russe come Voronezh, segno di un’escalation tecnologica e strategica della resistenza di Kiev. In Medio Oriente, la situazione rimane fluida. I combattenti curdi hanno accettato di evacuare Aleppo dopo giorni di scontri, in seguito a una tregua mediata a livello internazionale. Questo sviluppo, avvenuto dopo operazioni militari statunitensi contro l’ISIS nella regione, ridisegna gli equilibri di potere in Siria e sottolinea la complessità delle alleanze in un’area di vitale interesse strategico per l’Europa.

Seguite i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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