2026-01-17 • UE e Mercosur firmano accordo di libero scambio: taglio del 90% dei

Evening Analysis – The Gist

L’Unione Europea e il Mercosur hanno firmato oggi ad Asunción un accordo di libero scambio che abbatte oltre il 90 % dei dazi su un mercato da 700 milioni di persone e un quarto del PIL mondiale. (ft.com)

I sostenitori celebrano una boccata d’ossigeno per l’industria europea – in affanno per i costi energetici cresciuti del 38 % dal 2021 – e per gli esportatori agro-alimentari sud-americani. Ma la politica racconta un’altra storia: Francia e Polonia temono una “latte-dipendenza” da Pampas e Cerrado, mentre Bruxelles promette 52 miliardi di euro di sussidi verdi per placare i trattori in strada. (theguardian.com)

Il paradosso è evidente: l’Europa, che chiede a Pechino di ridurre le sovvenzioni, ne aumenta di proprie per rendere digeribile un accordo che esalta la concorrenza; Mercosur, che da anni denuncia il neo-colonialismo delle materie prime, accetta quote limitate di valore aggiunto pur di ottenere accesso tariffario. Siamo di fronte a un “libero scambio sorvegliato”, anticamera di futuri contenziosi climatici e sanitari.

Come ricorda l’economista Mariana Mazzucato, “un mercato è sempre un costrutto politico”. La domanda, dopo 25 anni di negoziato, è se la politica europea saprà ora spiegare ai propri cittadini perché questo costrutto valga il prezzo pagato.

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Saturday, January 17, 2026

the Gist View

L’Unione Europea e il Mercosur hanno firmato oggi ad Asunción un accordo di libero scambio che abbatte oltre il 90 % dei dazi su un mercato da 700 milioni di persone e un quarto del PIL mondiale. (ft.com)

I sostenitori celebrano una boccata d’ossigeno per l’industria europea – in affanno per i costi energetici cresciuti del 38 % dal 2021 – e per gli esportatori agro-alimentari sud-americani. Ma la politica racconta un’altra storia: Francia e Polonia temono una “latte-dipendenza” da Pampas e Cerrado, mentre Bruxelles promette 52 miliardi di euro di sussidi verdi per placare i trattori in strada. (theguardian.com)

Il paradosso è evidente: l’Europa, che chiede a Pechino di ridurre le sovvenzioni, ne aumenta di proprie per rendere digeribile un accordo che esalta la concorrenza; Mercosur, che da anni denuncia il neo-colonialismo delle materie prime, accetta quote limitate di valore aggiunto pur di ottenere accesso tariffario. Siamo di fronte a un “libero scambio sorvegliato”, anticamera di futuri contenziosi climatici e sanitari.

Come ricorda l’economista Mariana Mazzucato, “un mercato è sempre un costrutto politico”. La domanda, dopo 25 anni di negoziato, è se la politica europea saprà ora spiegare ai propri cittadini perché questo costrutto valga il prezzo pagato.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Commercio globale: tra accordi storici e nuove minacce

L’Unione Europea e il Mercosur hanno firmato uno dei più grandi accordi di libero scambio al mondo, un’intesa in cantiere da oltre 25 anni. Questo trionfo della cooperazione arriva però mentre il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, avverte che “forze potenti” stanno minando i legami globali. A mio avviso, questo evidenzia la perenne tensione tra l’apertura economica, che genera prosperità, e le spinte isolazioniste che minacciano il progresso.

Venezuela: il ritorno degli operatori petroliferi

Intanto, i mercati non si fermano. Giganti del trading petrolifero come Vitol e Trafigura, insieme ad armatori greci, stanno tornando a operare in Venezuela dopo la deposizione di Nicolás Maduro. Questo rapido riposizionamento dimostra la capacità del capitale di muoversi agilmente laddove la politica crea nuove opportunità, un esempio pragmatico di come l’imprenditorialità risponda ai cambiamenti geopolitici.

La scienza smonta le paure

Sul fronte scientifico, uno studio che ha esaminato quasi 2,5 milioni di bambini nati in Svezia ha smentito l’esistenza di un legame tra l’uso di paracetamolo in gravidanza e l’autismo. Questa è una vittoria per l’approccio basato sui dati, che ritengo fondamentale per contrastare l’allarmismo e tutelare la libertà di scelta individuale basata su fatti concreti anziché su timori infondati.

Iran: retorica e controllo

Infine, i segnali che arrivano dall’Iran mostrano un regime che si sente saldo al potere. Mentre il leader supremo definisce Trump un “criminale”, le autorità allentano le restrizioni su internet imposte durante le proteste. È una doppia mossa che proietta un’immagine di forza all’esterno e di controllo all’interno, un classico manuale autoritario che merita attenta osservazione.

Scopri i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

La Fragilità Digitale dell’Individuo

La nostra società digitale mostra crepe inquietanti, e il caso finlandese ne è un esempio lampante. L’attacco hacker al centro di psicoterapia Vastaamo ha esposto le informazioni private, incluse le note delle sedute, di circa 33.000 persone. Questo non è solo un crimine, ma una profonda violazione della sfera più intima dell’individuo, che mi porta a riflettere su quanto le nostre vite digitalizzate siano vulnerabili. Il fatto che i dati sensibili non fossero nemmeno crittografati dimostra una negligenza che nessuna regolamentazione, come il GDPR europeo, è riuscita a prevenire. La sicurezza dei dati personali deve essere una priorità assoluta, non un onere burocratico.

Iran, una Tregua sulla Repressione?

Dall’Iran arrivano segnali contraddittori. Da un lato, il Presidente Trump e il ministro degli Esteri Araghtschi confermano una sospensione delle esecuzioni capitali dei manifestanti. Dall’altro, il bilancio della repressione rimane terrificante: attivisti per i diritti umani denunciano l’uccisione di almeno 3.400 persone nelle recenti proteste. Mentre in città europee come Düsseldorf migliaia di persone manifestano in solidarietà, personalmente osservo con scetticismo le dichiarazioni del regime. Una vera svolta per la libertà individuale in Iran richiederà ben più di una temporanea clemenza, ma un cambiamento sistemico che ponga fine all’autoritarismo.

L’Artico, Nuovo Scacchiere Globale

L’Artico si sta trasformando da frontiera ghiacciata a epicentro di competizione geopolitica. Lo scioglimento dei ghiacci, diretta conseguenza del cambiamento climatico, apre nuove rotte marittime e l’accesso a immense risorse naturali, attirando le mire di potenze come Russia, Cina e Stati Uniti. L’insistenza del Presidente Trump per l’acquisizione della Groenlandia non è un capriccio, ma il segnale di una crescente militarizzazione della regione. Dal mio punto di vista, questa corsa alla spartizione territoriale rischia di generare tensioni inutili, mentre un approccio basato sulla cooperazione e sul libero scambio sarebbe infinitamente più proficuo per tutti.

Commercio Globale, un Matrimonio Mancato?

L’assenza del presidente brasiliano Lula alla firma dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, il blocco economico sudamericano, è più di un semplice intoppo diplomatico. Questo gesto rallenta un’intesa negoziata per oltre vent’anni, destinata a creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo. Per me, questo episodio evidenzia come le complessità politiche e le pressioni protezionistiche, da entrambe le parti dell’Atlantico, continuino a ostacolare la liberalizzazione degli scambi. È un’occasione persa, per ora, per rafforzare la libertà economica e creare nuove opportunità per imprese e consumatori.

Le dinamiche globali non si fermano: ci vediamo alla prossima edizione di The Gist per continuare a decifrarle insieme.


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