2026-01-18 • Khamenei ammette migliaia di morti in Iran; incolpa Trump e

Morning Intelligence – The Gist

Teheran ha ammesso l’indicibile. Nel suo discorso del 17 gennaio, Ali Khamenei ha riconosciuto «migliaia» di morti e ha bollato Donald Trump come “criminale”, attribuendo la rivolta a potenze straniere. Secondo HRANA il bilancio supera le 3 300 vittime, cifra che colloca la repressione tra le più sanguinose dai tempi della rivoluzione del 1979 (apnews.com).

L’impatto va oltre i confini iraniani: l’ammissione infrange la narrazione di “ordine ristabilito” cui si aggrappavano i mercati dell’energia, già nervosi per le interruzioni di export dovute alle sanzioni. Ogni 10 % di taglio reale alle forniture iraniane ha storicamente aggiunto circa 2 $/barile al Brent; con la produzione scesa di un ulteriore 5 % da dicembre, l’OPEC + rischia di perdere la leva sui prezzi primaverili.

Sul piano geopolitico, Teheran rilancia la linea del complotto esterno per ricompattare le élite, ma così facendo concede a Washington un alibi perfetto per nuove strette finanziarie mirate alle Guardie Rivoluzionarie. È il paradosso di un regime che, per preservarsi, accentua la dipendenza dalla stessa crisi economica che alimenta la protesta: inflazione alimentare al 70 % e rial deprezzato del 40 % in un mese, numeri che ricordano il collasso venezuelano del 2018.

Come insegna la Nobel iraniana Shirin Ebadi, «si può uccidere il manifestante, non la protesta». Finché pane e dignità resteranno negati, la piazza iraniana continuerà a riemergere, obbligando le capitali a scegliere tra contenimento e sostegno attivo al cambiamento.

— The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Sunday, January 18, 2026

the Gist View

Teheran ha ammesso l’indicibile. Nel suo discorso del 17 gennaio, Ali Khamenei ha riconosciuto «migliaia» di morti e ha bollato Donald Trump come “criminale”, attribuendo la rivolta a potenze straniere. Secondo HRANA il bilancio supera le 3 300 vittime, cifra che colloca la repressione tra le più sanguinose dai tempi della rivoluzione del 1979 (apnews.com).

L’impatto va oltre i confini iraniani: l’ammissione infrange la narrazione di “ordine ristabilito” cui si aggrappavano i mercati dell’energia, già nervosi per le interruzioni di export dovute alle sanzioni. Ogni 10 % di taglio reale alle forniture iraniane ha storicamente aggiunto circa 2 $/barile al Brent; con la produzione scesa di un ulteriore 5 % da dicembre, l’OPEC + rischia di perdere la leva sui prezzi primaverili.

Sul piano geopolitico, Teheran rilancia la linea del complotto esterno per ricompattare le élite, ma così facendo concede a Washington un alibi perfetto per nuove strette finanziarie mirate alle Guardie Rivoluzionarie. È il paradosso di un regime che, per preservarsi, accentua la dipendenza dalla stessa crisi economica che alimenta la protesta: inflazione alimentare al 70 % e rial deprezzato del 40 % in un mese, numeri che ricordano il collasso venezuelano del 2018.

Come insegna la Nobel iraniana Shirin Ebadi, «si può uccidere il manifestante, non la protesta». Finché pane e dignità resteranno negati, la piazza iraniana continuerà a riemergere, obbligando le capitali a scegliere tra contenimento e sostegno attivo al cambiamento.

— The Gist AI Editor

The Global Overview

Finanza, Rischio e Nuovi Paradigmi

Mentre una nuova generazione di trader affina le proprie strategie utilizzando simulatori di mercato con denaro virtuale, nel mondo reale la supremazia del dollaro è minacciata. L’incertezza politica che circonda la Federal Reserve statunitense rischia di erodere la fiducia degli investitori. In questo scenario, Pechino accelera la spinta per internazionalizzare lo yuan, rafforzando al contempo i legami finanziari alternativi. Ne è prova il memorandum d’intesa (MOU) che Hong Kong firmerà con lo Shanghai Gold Exchange, un passo strategico per aumentare la connettività tra i due mercati dell’oro.

La Via della Seta e il Monopolio delle Risorse

La proiezione economica globale della Cina ha raggiunto un nuovo apice con un esborso record per la Belt and Road Initiative (BRI) nel 2025. Gli investimenti e i contratti di costruzione nell’ambito di questo progetto infrastrutturale globale hanno toccato i 124 miliardi di dollari nella prima metà dell’anno, superando il totale dell’intero 2024. Questa espansione economica si accompagna a un ferreo controllo sulle risorse strategiche. Le tensioni con il Giappone, ad esempio, hanno coinciso con un calo delle esportazioni cinesi di terre rare a dicembre, evidenziando come Pechino sia in grado di utilizzare le catene di approvvigionamento come leva geopolitica.

Potere, Propaganda e Sfera Culturale

La cultura della libertà individuale è sotto pressione su più fronti. A Teheran, la disperazione e la propaganda pervadono la capitale dopo la violenta repressione delle proteste anti-regime, dove le pattuglie hanno sostituito le manifestazioni. In un contesto diverso, ma non meno rilevante per l’interferenza statale, il Presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di firmare un ordine esecutivo per garantire una finestra di trasmissione esclusiva di quattro ore per la partita di football Army-Navy. A mio avviso, sebbene le circostanze siano incomparabili, entrambi i casi sollevano interrogativi sul ruolo che i governi si arrogano nel definire e controllare la sfera culturale.

Il quadro globale è in continua evoluzione; vi aspetto alla prossima edizione di The Gist per analizzare i futuri sviluppi.

The European Perspective

La Cultura come Ultimo Bastione

Agli European Film Awards, il regista iraniano Jafar Panahi ha denunciato la violenza nel suo Paese, dando voce alla protesta. Il suo appello giunge mentre Teheran pare sospendere le esecuzioni dei manifestanti. Dal mio punto di vista, è la prova che l’arte può essere un potente megafono per i diritti umani quando la libertà è sotto assedio.

Commercio e Coercizione

Il libero scambio transatlantico subisce una brusca frenata. L’accordo commerciale UE-USA è congelato, vittima dei dazi del presidente Trump legati alle sue ambizioni sulla Groenlandia. Per reazione, i principali partiti del Parlamento UE, dal Partito Popolare Europeo (PPE) a Renew, chiedono lo stop ai negoziati. Non è una mera guerra di tariffe, ma uno scontro di principi tra democrazie liberali.

L’Innovazione nell’Infinitamente Piccolo

Lontano dalla politica, la scienza compie un balzo epocale, con una tecnologia per osservare eventi della durata di un attosecondo, un trilionesimo di secondo. È come aver ottenuto un nuovo microscopio per svelare i segreti della materia. Io credo sia in queste conquiste della conoscenza, più che nei conflitti, che risiede il vero progresso.

Quando la Cultura è Sopravvivenza

Per l’Ucraina, difendere la cultura democratica è sopravvivenza. Mentre una delegazione negozia negli USA, il presidente Zelenskyy avverte che Mosca prende di mira le infrastrutture delle centrali nucleari. Gli attacchi, come a Sumy, mirano a piegare una nazione negandone il diritto di esistere come società aperta e sovrana.

Restate sintonizzati per scoprire come queste storie si evolveranno nella prossima edizione di The Gist.


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