2026-01-22 • Trump ha ritirato i dazi contro otto Paesi europei, evitando uno shock ai

Morning Intelligence – The Gist

Il clamoroso dietrofront di Donald Trump sui dazi contro otto Paesi europei – annunciato a Davos insieme a un nebuloso “accordo-quadro” per il futuro di Greenland – ha evitato uno shock immediato ai mercati: S&P 500, Dow e Nasdaq hanno rimbalzato del 1,2%, mentre il Nikkei 225 è salito del 1,9% trascinato dal tech (apnews.com).

Ma l’apparente tregua nasconde forze centripete ben più profonde. Il tentativo statunitense di convertire potenza militare in leva economica sull’Artico replica la logica del “diplomatic purchase” dell’Alaska (1867), stavolta però contro un’Unione Europea che dispone di strumenti anti-coercitivi e della capacità, se necessario, di colpire 93 miliardi di dollari di export USA (ft.com).

La rapidità con cui gli indici hanno reagito dimostra quanto la finanza globale resti ostaggio di shock geopolitici: una volatilità strutturale aggravata dall’intreccio tra tariffe, sicurezza energetica artica e concorrenza sino-russa sulle terre rare. La fiducia nei mercati dipende ora dall’esito di negoziati che nessuna parte controlla completamente.

“L’influenza reale dell’Europa non è pareggiare i dazi di Trump, ma esportare i propri standard regolatori”, avverte la politologa Heather Grabbe (amp.dw.com). Se Bruxelles saprà usare questa arma soft-power, la partita di Greenland potrebbe segnare l’inizio di un ordine commerciale meno fragile.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Thursday, January 22, 2026

the Gist View

Il clamoroso dietrofront di Donald Trump sui dazi contro otto Paesi europei – annunciato a Davos insieme a un nebuloso “accordo-quadro” per il futuro di Greenland – ha evitato uno shock immediato ai mercati: S&P 500, Dow e Nasdaq hanno rimbalzato del 1,2%, mentre il Nikkei 225 è salito del 1,9% trascinato dal tech (apnews.com).

Ma l’apparente tregua nasconde forze centripete ben più profonde. Il tentativo statunitense di convertire potenza militare in leva economica sull’Artico replica la logica del “diplomatic purchase” dell’Alaska (1867), stavolta però contro un’Unione Europea che dispone di strumenti anti-coercitivi e della capacità, se necessario, di colpire 93 miliardi di dollari di export USA (ft.com).

La rapidità con cui gli indici hanno reagito dimostra quanto la finanza globale resti ostaggio di shock geopolitici: una volatilità strutturale aggravata dall’intreccio tra tariffe, sicurezza energetica artica e concorrenza sino-russa sulle terre rare. La fiducia nei mercati dipende ora dall’esito di negoziati che nessuna parte controlla completamente.

“L’influenza reale dell’Europa non è pareggiare i dazi di Trump, ma esportare i propri standard regolatori”, avverte la politologa Heather Grabbe (amp.dw.com). Se Bruxelles saprà usare questa arma soft-power, la partita di Greenland potrebbe segnare l’inizio di un ordine commerciale meno fragile.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Corea del Sud in frenata

L’economia della Corea del Sud ha registrato nel 2025 la crescita annuale più lenta degli ultimi cinque anni, frenata da dazi e instabilità politica. A mio avviso, questo è un chiaro promemoria di come le barriere commerciali finiscano per danneggiare anche le economie più innovative, penalizzando la libera iniziativa.

Valzer dei prezzi petroliferi

Il mercato petrolifero è in fermento. Mentre le quotazioni globali salgono, il prezzo del greggio russo Urals diretto in Cina è crollato. La causa è un calo degli acquisti dall’India, che ha ridotto la concorrenza per i carichi. Questo dimostra la rapidità con cui i mercati, attraverso i segnali di prezzo, riallineano i flussi commerciali globali.

L’infiltrazione cinese a Taiwan

Le operazioni di spionaggio di Pechino si sono infiltrate nelle forze armate di Taiwan, con l’obiettivo di reclutare personale e assicurarne la lealtà alla Cina. Questa strategia, che considero una seria minaccia alla stabilità regionale, mina la sovranità di una nazione democratica dall’interno.

L’offerta artica di Trump

Da Davos, Donald Trump ha rilanciato la sua idea di acquisire la Groenlandia. L’approccio, pur non convenzionale, evidenzia una visione puramente transazionale della geopolitica, dove anche la sovranità territoriale può diventare oggetto di negoziazione per ottenere un vantaggio strategico.

I prossimi sviluppi saranno analizzati nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

La scienza della mente

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Una ricerca affascinante pubblicata su Nature Medicine suggerisce che il pensiero positivo potrebbe potenziare la risposta del nostro sistema immunitario ai vaccini. In uno studio su 85 volontari, i ricercatori hanno osservato che coloro in grado di attivare l’area cerebrale legata alla ricompensa, la cosiddetta Area tegmentale ventrale, mostravano livelli di anticorpi più elevati dopo la vaccinazione. Sebbene siano necessarie ulteriori conferme, trovo che questa connessione tra mente e corpo sia un promemoria del potere dell’individuo. L’idea che le nostre facoltà mentali possano influenzare direttamente la nostra biologia apre prospettive intriganti, andando oltre la semplice medicina per toccare la sfera della responsabilità personale e del benessere olistico.

L’esperimento della tassa sul carbonio

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In Europa, stiamo assistendo a un grande esperimento di ingegneria economica con l’introduzione del meccanismo ETS2, che estende il mercato delle emissioni di carbonio al riscaldamento e ai trasporti. Secondo un’analisi commissionata da Assogasliquidi-Federchimica, l’impatto potrebbe tradursi in un aumento della spesa annuale per il riscaldamento fino a 600 euro per famiglie e imprese. Questo sistema, pensato per incentivare la transizione energetica, è un esempio di come le politiche centralizzate possano avere conseguenze dirette e misurabili sui bilanci individuali. A mio avviso, è fondamentale vigilare affinché strumenti di questo tipo non si trasformino in un onere sproporzionato per i cittadini, limitando la libertà economica senza garanzie di efficacia ambientale.

La geopolitica glaciale

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Lo scioglimento dei ghiacci, un fenomeno studiato dalla scienza climatica, sta trasformando l’Artico in una scacchiera strategica globale. L’apertura di nuove rotte marittime e l’accesso a immense risorse naturali hanno riacceso l’interesse delle grandi potenze, come dimostra l’insistenza del Presidente USA Donald Trump sulla Groenlandia. Quest’isola, ricca di minerali strategici, è al centro di una contesa che non è solo economica ma anche militare. Vedo in questo scenario un chiaro esempio di come i mutamenti ambientali, analizzati scientificamente, diventino catalizzatori di tensioni geopolitiche, dove la logica della potenza rischia di prevalere sul diritto internazionale.

Banche a prova di futuro

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La Banca Centrale Europea (BCE) sta orientando la sua vigilanza verso le nuove frontiere del rischio: quelle geopolitiche e cibernetiche. In un mondo interconnesso, la stabilità finanziaria non dipende più solo da variabili economiche tradizionali. La BCE ha infatti annunciato che nel 2026 condurrà specifici stress test per valutare la resilienza delle banche a shock esterni, come conflitti o attacchi informatici su larga scala. Questo cambio di passo, che include anche l’analisi delle implicazioni dell’intelligenza artificiale, dimostra come le nostre istituzioni debbano adattarsi a un panorama di minacce in continua evoluzione tecnologica.

Questi sono solo alcuni degli spunti di oggi; le loro evoluzioni le scopriremo insieme nella prossima edizione di The Gist.


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