Materie prime sotto pressione
La retorica del Presidente Trump su una “armada” statunitense in rotta verso l’Iran ha spinto il prezzo dell’argento oltre i 100 dollari l’oncia, con gli investitori in fuga verso i beni rifugio. I mercati, a mio avviso, prezzano istantaneamente il rischio geopolitico. Parallelamente, le rigide condizioni meteorologiche negli Stati Uniti stanno causando il congelamento dei pozzi di petrolio e gas naturale, minacciando di interrompere la produzione dal North Dakota al Texas e aggiungendo ulteriore volatilità ai mercati energetici.
Il paradosso tech di Intel
Il boom dell’intelligenza artificiale non basta a sostenere tutti i giganti del settore. Le azioni di Intel sono in calo a causa di una flessione dei ricavi del 3,9% su base annua, che si attestano a 13,7 miliardi di dollari, e dei costi crescenti per soddisfare la domanda. Ciò dimostra che, anche nei settori più promettenti, il mercato continua a premiare l’efficienza e la redditività, non solo le prospettive di crescita a lungo termine.
Agilità nel capitale privato
Lontano dai riflettori della borsa, Oura Health, l’azienda produttrice di anelli intelligenti, sta pianificando un’offerta per gli investitori esistenti con uno sconto del 25%, una mossa che le consentirà di rimanere privata più a lungo. Questa strategia, a mio parere, evidenzia la flessibilità del capitale privato, capace di favorire una visione a lungo termine al riparo dalla pressione e dalla volatilità dei mercati pubblici.
Integrità dei mercati emergenti
In Brasile, un’indagine della polizia su un fondo pensione di Rio de Janeiro e i suoi investimenti in Banco Master sta scuotendo la fiducia degli investitori. L’inchiesta, che potrebbe portare alla luce una delle più grandi frodi bancarie nella storia del Paese, sottolinea come lo stato di diritto e la governance trasparente restino il prerequisito non negoziabile per la stabilità dei mercati, specialmente in contesti emergenti.
I prossimi sviluppi nel prossimo numero di The Gist.
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