The Global Overview
AI: la scommessa sulla produttività e il costo del lavoro
Il governo britannico intende usare l’intelligenza artificiale per “turbocaricare” le sue industrie più forti. La vedo come una mossa per gestire la transizione tecnologica, sperando di compensare i posti di lavoro persi con nuova crescita. I dati, tuttavia, suggeriscono una realtà più complessa: le aziende britanniche che hanno adottato l’AI registrano un calo netto dell’occupazione dell’8%, circa il doppio della media internazionale, pur ottenendo aumenti di produttività. Questo evidenzia un dilemma globale. Con stime che prevedono un contributo dell’AI al PIL mondiale fino a 7.000 miliardi di dollari in dieci anni, la sfida non è fermare l’innovazione, ma creare le condizioni per cui il mercato possa riallocare il capitale umano in modo efficiente.
Difesa high-tech: quando la realtà del campo di battaglia prevale
La Germania sta riconsiderando l’acquisto di droni da attacco Helsing HX-2 dopo che i test sul campo in Ucraina hanno rivelato gravi carenze. I sistemi, su cui Berlino avrebbe investito circa 900 milioni di euro, hanno mostrato problemi di decollo e vulnerabilità alle contromisure elettroniche russe. Questo episodio è emblematico: dimostra come l’efficacia sul campo, e non le promesse dei produttori o le decisioni burocratiche, sia l’unico metro di giudizio valido per la tecnologia militare. L’Ucraina ha sospeso gli ordini, fornendo un feedback cruciale che dovrebbe guidare ogni futuro investimento nella difesa. L’innovazione nel settore militare prospera grazie alla sperimentazione e all’adattamento rapido, non attraverso lenti processi di approvvigionamento statale.
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