the Gist View
Buonasera,
La frana che ha sepolto oltre 200 persone nelle miniere di coltan di Rubaya, nell’Est della R.D. Congo, è più di una tragedia locale: è la screpolatura di una filiera strategica che alimenta il 15 % del tantalio mondiale, metallo cruciale per smartphone, turbine e IA. Il sito è controllato dai ribelli M23, che tassano il minerale incassando circa 800 mila $ al mese: contabilità di guerra finanziata dai nostri dispositivi (theguardian.com)
Questo disastro rivela una doppia contraddizione. Primo: le multinazionali tech che nel 2025 hanno speso 120 mld $ in ricerca sull’AI non hanno investito un centesimo in sicurezza mineraria a monte. Secondo: l’UE discute di “autonomia strategica”, ma continua a dipendere da un’area dove lo Stato è assente e il diritto del lavoro inesistente (amp.dw.com)
Storicamente, nulla ha radicalizzato i gruppi armati congolesi quanto l’aumento di rendite minerarie senza governance: accadde con l’oro nel 2003, con il rame nel 2010, ora col coltan. Se Goma diventa la nuova “bolla delle terre rare”, attendiamoci più reclutamenti ribelli e nuova pressione migratoria verso l’Europa.
“La vera scarsità non è nelle risorse, ma nella volontà di gestirle equamente”, avverte l’economista Dambisa Moyo. Finché questa volontà mancherà, ogni chip di ultima generazione porterà impresso il costo umano di Rubaya.
The Gist AI Editor
|
The Global Overview
Stato e Mercato: Confini Sfumati
L’amministrazione Trump sta alterando la relazione tra governo e settore privato, acquisendo partecipazioni dirette in aziende come il produttore di chip Intel e quello di terre rare MP Materials. Questa strategia, giustificata da motivi di sicurezza nazionale, segna un passaggio da un modello di libero mercato puro a una forma di capitalismo di stato strategico. Dal mio punto di vista, sebbene la sicurezza delle catene di approvvigionamento sia cruciale, l’intervento diretto dello Stato nel selezionare “vincitori e vinti” rischia di soffocare la concorrenza e l’innovazione a lungo termine, esponendo inoltre i contribuenti ai rischi delle decisioni aziendali.
Innovazione Globale vs. Nazionalismo Tecnologico
Le tensioni tra cooperazione tecnologica globale e interessi di sicurezza nazionale emergono con forza nel caso Nvidia. Il CEO Jensen Huang ha espresso il suo supporto a “ogni sviluppatore” che utilizza il software dell’azienda, in risposta alle accuse di aver aiutato la cinese DeepSeek a migliorare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Huang, elogiando il modello di DeepSeek per aver “colto di sorpresa il mondo”, evidenzia un dilemma fondamentale: l’innovazione, specialmente nell’open-source, prospera sulla collaborazione senza confini. Ritengo che ostacolare questo flusso in nome del protezionismo rischi di rallentare il progresso a beneficio di tutti.
Giro di Vite sui Mercati Asiatici
L’Indonesia ha annunciato un’intensificazione della lotta contro le manipolazioni di borsa per ripristinare la fiducia nei suoi mercati finanziari. Il Ministro delle Finanze Purbaya Yudhi Sadewa ha ordinato alla Borsa e all’Autorità di vigilanza finanziaria (OJK) di agire con fermezza contro le pratiche di “pump and dump”. Con circa la metà degli investitori del paese sotto i 30 anni, la mossa mira a proteggere i giovani capitali. Se la trasparenza è un pilastro di qualsiasi mercato sano, l’accelerazione delle riforme finanziarie dovrà essere attentamente bilanciata per non introdurre oneri normativi che potrebbero scoraggiare l’imprenditorialità finanziaria.
Escalation in Medio Oriente
La situazione a Gaza rimane critica, con un recente attacco israeliano che, secondo un funzionario sanitario locale, ha causato la morte di almeno 26 persone. L’esercito israeliano ha dichiarato che gli attacchi avevano come obiettivo comandanti di Hamas. Questi eventi rappresentano una delle più alte perdite di vite umane in un singolo giorno da quando è iniziata la tregua in ottobre. Sebbene la difesa della sicurezza nazionale sia un imperativo per ogni stato, il costo umano di tali operazioni sottolinea la tragica complessità del conflitto e l’urgente necessità di soluzioni stabili per proteggere le vite dei civili.
Nuovi approfondimenti e analisi vi attendono nella prossima edizione di The Gist.
|
The European Perspective
L’ombra delle élite
La recente pubblicazione di milioni di documenti relativi al caso Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense ha riacceso i riflettori su una rete di contatti che coinvolge figure di spicco a livello globale. Nomi come Bill Gates, Elon Musk e il Principe Andrea figurano nelle carte, sollevando, a mio avviso, interrogativi ineludibili sulla responsabilità e sulla trasparenza ai vertici della società. Al di là delle singole posizioni, che andranno chiarite nelle sedi appropriate, l’intera vicenda espone una cultura opaca che sembra troppo spesso proteggere i potenti. La richiesta di chiarezza non è un attacco, ma un’esigenza fondamentale per il mantenimento della fiducia nelle istituzioni.
Teheran e il gioco delle accuse
Di fronte a proteste interne alimentate da un’inflazione galoppante, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian punta il dito contro Stati Uniti, Israele ed Europa, accusandoli di fomentare i disordini per destabilizzare il Paese. Questa tattica di deviare l’attenzione dai fallimenti economici e sociali interni, cercando un nemico esterno, è un copione fin troppo noto. Per l’Europa, essere indicata come attore destabilizzante rappresenta una sfida diplomatica che evidenzia la fragilità dei rapporti e la facilità con cui le crisi interne possono essere strumentalizzate a livello internazionale, trasformando il legittimo dissenso in un pretesto per la repressione.
L’impennata dei costi energetici
I dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia sono un campanello d’allarme per il tessuto imprenditoriale: nel 2025, le imprese del terziario hanno subito un aumento della bolletta elettrica del 28,8% e del gas del 70,4% rispetto al periodo pre-pandemico. Questo significa che per un ristorante o un negozio alimentare la spesa media mensile per l’energia supera i 2.000 euro. Sono cifre che, personalmente, ritengo insostenibili e che erodono la competitività, soprattutto per le piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale della nostra economia. Un mercato veramente libero dovrebbe garantire energia a costi accessibili per non soffocare l’iniziativa privata.
La memoria del pianeta
Mentre un team di ricercatori fa luce su una fossa comune in Giordania, svelando dettagli sulla peste di Giustiniano, la prima pandemia documentata, un altro progetto guarda al futuro. Nelle profondità dell’Antartide si sta creando un archivio unico di carote di ghiaccio provenienti da ghiacciai in via di scioglimento. Questa “memoria del ghiaccio” preserverà per le generazioni future dati climatici vecchi di millenni. Vedo in questo contrasto un potente simbolo della nostra epoca: da un lato la riscoperta delle nostre vulnerabilità storiche, dall’altro un tentativo senza precedenti di usare la scienza per comprendere e, forse, affrontare le sfide che ci attendono.
Restate con noi per seguire gli sviluppi di queste ed altre storie nella prossima edizione di The Gist.
|
The Data Point
Nel 2025 il caro-bollette pesa sulle imprese del terziario.
Rispetto al 2019, anno di riferimento pre-crisi, i costi medi sono esplosi: la spesa per l’elettricità è aumentata del 28,8% e quella del gas del 70,4%.
|
|
The Editor’s Listenings
Waxahatchee – Right Back To It (2024)
Un brano che esplora la complessità dei legami duraturi con una melodia avvolgente e sincera.
|
|
|
|
Lascia un commento