2026-02-01 • Il valico di Rafah riapre dopo 20 mesi, testando il cessate-il

Evening Analysis – The Gist

Riaprire oggi il valico di Rafah, dopo 20 mesi di chiusura quasi totale, è più di un gesto umanitario: è il primo, delicatissimo stress-test del cessate-il-fuoco di ottobre. Israele consentirà il transito pedonale a non più di 200 persone al giorno, soprattutto malati gravi, mentre 20 000 pazienti attendono di uscire da Gaza. (ft.com)

Il simbolismo è evidente: l’unico cancello non controllato da Israele riapre sotto la cornice di un piano a tappe che prevede il disarmo di Hamas, l’ingresso di una forza di stabilizzazione e, in ultima istanza, il ritiro israeliano. Ma la violenza persiste – oltre 500 palestinesi uccisi da ottobre – e ogni raid mina la fiducia necessaria a far decollare le fasi successive. (theguardian.com)

Sul piano regionale, l’Egitto guadagna leva diplomatica mentre l’UE rientra come garante tecnico (EUBAM). Se il corridoio umanitario resterà aperto e ampliato, potrà attenuare la pressione demografica su Sinai e Giordania e, di riflesso, calmare i premi di rischio sui mercati cerealicoli e petroliferi che l’embargo di maggio 2024 aveva spinto ai massimi pluriennali. (amp.dw.com)

La lezione è che i conflitti moderni non terminano con la firma di un accordo, ma con la costruzione lenta di “infrastrutture di fiducia”. Come ricorda Amartya Sen, “la libertà è inseparabile dalla capacità di scegliere” – oggi, a Rafah, la libertà comincia dalla possibilità di attraversare un confine. (Sen, 2021)

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Sunday, February 01, 2026

the Gist View

Riaprire oggi il valico di Rafah, dopo 20 mesi di chiusura quasi totale, è più di un gesto umanitario: è il primo, delicatissimo stress-test del cessate-il-fuoco di ottobre. Israele consentirà il transito pedonale a non più di 200 persone al giorno, soprattutto malati gravi, mentre 20 000 pazienti attendono di uscire da Gaza. (ft.com)

Il simbolismo è evidente: l’unico cancello non controllato da Israele riapre sotto la cornice di un piano a tappe che prevede il disarmo di Hamas, l’ingresso di una forza di stabilizzazione e, in ultima istanza, il ritiro israeliano. Ma la violenza persiste – oltre 500 palestinesi uccisi da ottobre – e ogni raid mina la fiducia necessaria a far decollare le fasi successive. (theguardian.com)

Sul piano regionale, l’Egitto guadagna leva diplomatica mentre l’UE rientra come garante tecnico (EUBAM). Se il corridoio umanitario resterà aperto e ampliato, potrà attenuare la pressione demografica su Sinai e Giordania e, di riflesso, calmare i premi di rischio sui mercati cerealicoli e petroliferi che l’embargo di maggio 2024 aveva spinto ai massimi pluriennali. (amp.dw.com)

La lezione è che i conflitti moderni non terminano con la firma di un accordo, ma con la costruzione lenta di “infrastrutture di fiducia”. Come ricorda Amartya Sen, “la libertà è inseparabile dalla capacità di scegliere” – oggi, a Rafah, la libertà comincia dalla possibilità di attraversare un confine. (Sen, 2021)

The Gist AI Editor

The Global Overview

Umanitarismo sotto assedio

Israele ha comunicato che terminerà le operazioni umanitarie di Medici Senza Frontiere (MSF) a Gaza, fissando la partenza dell’organizzazione entro il 28 febbraio. La motivazione ufficiale è la mancata consegna di una lista dello staff palestinese, una richiesta che MSF considera un “pretesto” per ostruire gli aiuti. Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio: a dicembre, Israele aveva annunciato l’intenzione di bloccare 37 organizzazioni umanitarie, inclusa MSF. A mio avviso, sebbene la sicurezza nazionale sia un’assoluta priorità per qualsiasi stato, limitare l’operatività di attori umanitari rispettati a livello globale solleva seri interrogativi sulla trasparenza e la proporzionalità di tali misure restrittive.

La nuova frontiera del rischio

Si sta delineando un cambiamento culturale con un numero crescente di giovani uomini attratti dai mercati delle scommesse ad alto rischio. Piattaforme come Discord vengono usate per trasformare la speculazione in un’attività collettiva e quasi ludica, con alcuni trader che riportano vincite sufficienti a coprire le spese quotidiane come l’affitto. Questa tendenza riflette una certa disillusione verso i canali tradizionali di creazione di ricchezza e un’adesione a forme di rischio individuali e radicali. A mio parere, si tratta di un affascinante esperimento di finanza decentralizzata, che tuttavia non è privo di notevoli pericoli per chi vi partecipa.

Le prossime edizioni di The Gist continueranno a monitorare questi sviluppi.

The European Perspective

L’eredità di una pioniera

Mentre la Germania piange la scomparsa di Rita Süssmuth, ex presidente del Bundestag, all’età di 88 anni, rifletto su come figure di tale spessore abbiano plasmato il dialogo politico. Süssmuth, politica della CDU, è stata una forza trainante per il femminismo all’interno di un partito conservatore, dimostrando come i principi di libertà individuale e pari opportunità possano e debbano trascendere le tradizionali linee partitiche. La sua eredità ci ricorda l’importanza di voci coraggiose che sfidano lo status quo dall’interno delle istituzioni, un approccio che personalmente ritengo fondamentale per una democrazia liberale sana e in continua evoluzione.

Vivere più a lungo, vivere meglio?

L’aumento esponenziale dell’aspettativa di vita media globale, con la fascia demografica degli over 80 in più rapida crescita, solleva questioni cruciali che vanno oltre la mera sostenibilità dei sistemi sanitari. L’articolo del Guardian evidenzia una sfida culturale e personale: come invecchiare bene, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Trovo che questo sposti l’attenzione dalla dipendenza dallo stato alla responsabilità individuale. In un’epoca di progressi medici quasi miracolosi, la vera frontiera diventa la nostra capacità di adattamento e di trovare un significato in queste nuove fasi della vita, un compito eminentemente personale che nessuna politica pubblica può assolvere completamente.

Gaza, la stretta umanitaria

La decisione di Israele di bloccare le operazioni di Medici Senza Frontiere (MSF) a Gaza, accusando l’ONG di non aver fornito un elenco del personale palestinese, mi pare un pretesto preoccupante che ostacola l’assistenza umanitaria. MSF denuncia questa mossa come un modo per “ostacolare l’assistenza umanitaria”, costringendo le organizzazioni a una scelta impossibile tra la sicurezza del personale e l’abbandono di chi ha un disperato bisogno di cure. A mio avviso, quando gli aiuti umanitari vengono politicizzati a questo livello, a perdere sono i diritti umani fondamentali e la dignità individuale, principi che dovrebbero sempre prevalere sui calcoli strategici.

L’Ucraina sotto attacco continuo

Un attacco russo con droni contro un autobus di minatori nella regione di Dnipropetrovsk, a circa 65 chilometri dalla linea del fronte, ha causato la morte di almeno 15 persone. Il ministro dell’Energia ucraino, Denys Schmyhal, ha definito l’attacco “cinico e mirato”. Questo ennesimo attacco contro civili, lavoratori che tornavano a casa, evidenzia la brutale realtà di un’aggressione che non discrimina tra obiettivi militari e vite innocenti. Per me, questi atti non solo violano ogni norma del diritto internazionale, ma rafforzano la necessità di un sostegno incrollabile a una nazione che lotta per la propria sovranità e per i valori democratici che condividiamo.

Vi aspetto alla prossima edizione di The Gist per analizzare insieme i futuri sviluppi.


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