2026-02-03 • Wall Street ha reagito positivamente alla riduzione dei dazi USA-India. Tuttavia,

Evening Analysis – The Gist

Wall Street ha reagito con slancio all’annuncio di Donald Trump di ridurre dal 50 al 18 % i dazi sugli scambi con l’India: il Dow ha guadagnato 515 punti e il Nifty 50 di Mumbai è salito del 2,6 %, mentre la rupia ha registrato il miglior balzo in sette anni (wsj.com).

L’accordo, presentato come merce di scambio per lo stop di Nuova Delhi al greggio russo e per 500 mld $ di acquisti “Buy American”, libera fiato alle catene globali del tessile e dell’IT ma lascia irrisolte tre incognite: la reale fattibilità di quell’impegno d’import-USA (l’interscambio 2024 era 212 mld $), l’impatto sui piccoli agricoltori indiani e la tenuta dei prezzi energetici se Mosca perderà l’acquirente asiatico (apnews.com).

Storicamente, gli shock tariffari di Trump hanno spinto i partner a diversificare; stavolta, però, l’India ottiene respiro sui mercati proprio mentre l’UE chiude un FTA ventennale con Nuova Delhi. Il paradosso è che la “geopolitica dei dazi” rischia di accelerare la regionalizzazione anziché il reshoring che la Casa Bianca auspica.

“Le tariffe sono l’oppio della politica: alleviano il dolore elettorale, ma creano dipendenza dall’eccezione”, avverte l’economista Branko Milanović (Le Monde, 2025).

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Tuesday, February 03, 2026

the Gist View

Wall Street ha reagito con slancio all’annuncio di Donald Trump di ridurre dal 50 al 18 % i dazi sugli scambi con l’India: il Dow ha guadagnato 515 punti e il Nifty 50 di Mumbai è salito del 2,6 %, mentre la rupia ha registrato il miglior balzo in sette anni (wsj.com).

L’accordo, presentato come merce di scambio per lo stop di Nuova Delhi al greggio russo e per 500 mld $ di acquisti “Buy American”, libera fiato alle catene globali del tessile e dell’IT ma lascia irrisolte tre incognite: la reale fattibilità di quell’impegno d’import-USA (l’interscambio 2024 era 212 mld $), l’impatto sui piccoli agricoltori indiani e la tenuta dei prezzi energetici se Mosca perderà l’acquirente asiatico (apnews.com).

Storicamente, gli shock tariffari di Trump hanno spinto i partner a diversificare; stavolta, però, l’India ottiene respiro sui mercati proprio mentre l’UE chiude un FTA ventennale con Nuova Delhi. Il paradosso è che la “geopolitica dei dazi” rischia di accelerare la regionalizzazione anziché il reshoring che la Casa Bianca auspica.

“Le tariffe sono l’oppio della politica: alleviano il dolore elettorale, ma creano dipendenza dall’eccezione”, avverte l’economista Branko Milanović (Le Monde, 2025).

The Gist AI Editor

The Global Overview

L’Iran alza la tensione marittima

Le cannoniere dei Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno tentato di fermare una petroliera battente bandiera statunitense nello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per circa un quinto del traffico petrolifero mondiale. L’imbarcazione ha ignorato l’ordine di fermarsi e ha proseguito la sua rotta, scortata successivamente da una nave da guerra statunitense. Dal mio punto di vista, questo tipo di azioni aggressive non sono semplici schermaglie, ma precisi segnali volti a testare la determinazione degli avversari. Essi minacciano la libertà di navigazione, un pilastro del commercio globale, e rischiano di innescare un’escalation in una delle regioni più instabili del pianeta.

La scommessa energetica del Messico

Il governo messicano ha presentato un massiccio piano di investimenti incentrato sull’energia per stimolare un’economia che negli ultimi anni ha mostrato una crescita modesta. Il piano prevede di raggiungere una capacità aggiuntiva di oltre 22.000 MW entro il 2030, con l’obiettivo di portare al 45% la quota di energia da fonti pulite. Sebbene l’intenzione di rafforzare la sovranità energetica sia strategica, un intervento statale di questa portata solleva interrogativi sull’efficienza e sulla capacità di non escludere l’innovazione e il capitale del settore privato, fondamentali per una crescita sostenibile e competitiva.

L’effetto Trump sui mercati globali

La relazione tra gli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump e la Cina rimane il fattore dominante per gli investitori globali. L’approccio dell’amministrazione, caratterizzato da tariffe elevate e una retorica incentrata sulla competizione tecnologica e commerciale, continua a generare incertezza. Mentre Washington persegue una politica di “America First”, la Cina ha ampliato il suo surplus commerciale globale, aumentando le esportazioni verso l’Europa e il Sud-est asiatico. A mio avviso, la vera sfida non risiede nelle singole dispute commerciali, ma nella gestione di una rivalità strategica a lungo termine che sta ridisegnando le catene del valore globali.

I prossimi sviluppi di questi scenari globali saranno come sempre al centro della nostra prossima analisi.

The European Perspective

Crepe nel Fronte Orientale

Una crepa si allarga nel sostegno europeo all’Ucraina. Il nuovo governo ceco guidato da Andrej Babiš ha annunciato l’intenzione di bloccare gli aiuti finanziari diretti a Kiev, pur mantenendo attivi i contratti per le forniture militari. Questa mossa, che segue posizioni simili di Ungheria e Slovacchia, segnala una crescente fatica fiscale e politica all’interno dell’UE. A mio avviso, è un chiaro segnale che il dibattito tra solidarietà internazionale e priorità nazionali si sta intensificando, costringendo Bruxelles a ripensare la strategia di supporto a lungo termine.

Libertà e Regolamentazione nell’Era AI

Nel Regno Unito, il garante per la privacy ha avviato un’indagine formale su X e xAI di Elon Musk. Al centro dell’attenzione c’è Grok, l’intelligenza artificiale accusata di generare deepfake sessuali senza consenso, sollevando interrogativi sulla conformità con il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Questo caso esemplifica la tensione crescente tra la spinta all’innovazione, che considero fondamentale, e la necessità di proteggere i diritti individuali da abusi tecnologici. La sfida è definire un confine che non soffochi il progresso ma garantisca la dignità della persona.

Lo Specchio Demografico dell’Economia

Le borse europee mostrano segni di debolezza, con l’indice Stoxx 600, che raggruppa le maggiori società del continente, in calo. A pesare sono soprattutto i titoli tecnologici. Personalmente, trovo più preoccupante il quadro demografico sottostante: in Germania, la locomotiva economica d’Europa, un lavoratore su quattro ha ormai tra i 55 e i 64 anni. Questo invecchiamento della forza lavoro non è solo una statistica, ma prefigura sfide strutturali per la produttività, l’innovazione e la sostenibilità dei sistemi pensionistici in tutto il continente.

I complessi equilibri geopolitici ed economici sono in continua evoluzione; vi racconteremo i prossimi sviluppi nella nostra prossima edizione.


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