2026-02-07 • La FDA blocca le versioni “compounded” del semaglutide, sfida tra

Morning Intelligence – The Gist

La stretta lampo della FDA sulle versioni “compounded” del semaglutide—annunciata poche ore fa—non è solo uno scontro farmaceutico: è il test decisivo per capire se il mercato globale dell’obesità (stimato a 150 mld $ entro il 2030) resterà in mano a pochi campioni brevetto-protetti o si aprirà a copie low-cost. L’ordine dell’Agenzia arriva dopo che Hims & Hers ha lanciato una pillola Wegovy “fatta in casa” a 49 $: un settimo della nuova formulazione orale di Novo Nordisk (149 $). (apnews.com)

Novo ha reagito minacciando «azioni legali e regolatorie» e denunciando un’“illegal mass compounding” che metterebbe a rischio la sicurezza dei pazienti; intanto il titolo ha perso l’8 % in 24 ore, mentre l’FT segnala che l’intero comparto teme margini in caduta libera sotto la pressione politica USA per prezzi più bassi. (wsj.com)

Se Washington riuscirà a far rispettare il divieto, consoliderà un oligopolio in cui pochi colossi dettano non solo il prezzo ma anche l’accesso terapeutico; se invece prevarrà la “tele-farmacia” a basso costo, assisteremo a una deregulation di fatto, con rischio di qualità ma anche un’accelerazione nell’adozione mondiale di GLP-1—già protagonisti di un calo del 3 % dell’indice globale dei produttori biotech nell’ultima settimana.

«Una società che privatizza i benefici e socializza i rischi finisce per pagare due volte» ricorda Mariana Mazzucato. Oggi la posta non è il prossimo dimagrante miracoloso, ma chi decide il prezzo della salute.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Saturday, February 07, 2026

the Gist View

La stretta lampo della FDA sulle versioni “compounded” del semaglutide—annunciata poche ore fa—non è solo uno scontro farmaceutico: è il test decisivo per capire se il mercato globale dell’obesità (stimato a 150 mld $ entro il 2030) resterà in mano a pochi campioni brevetto-protetti o si aprirà a copie low-cost. L’ordine dell’Agenzia arriva dopo che Hims & Hers ha lanciato una pillola Wegovy “fatta in casa” a 49 $: un settimo della nuova formulazione orale di Novo Nordisk (149 $). (apnews.com)

Novo ha reagito minacciando «azioni legali e regolatorie» e denunciando un’“illegal mass compounding” che metterebbe a rischio la sicurezza dei pazienti; intanto il titolo ha perso l’8 % in 24 ore, mentre l’FT segnala che l’intero comparto teme margini in caduta libera sotto la pressione politica USA per prezzi più bassi. (wsj.com)

Se Washington riuscirà a far rispettare il divieto, consoliderà un oligopolio in cui pochi colossi dettano non solo il prezzo ma anche l’accesso terapeutico; se invece prevarrà la “tele-farmacia” a basso costo, assisteremo a una deregulation di fatto, con rischio di qualità ma anche un’accelerazione nell’adozione mondiale di GLP-1—già protagonisti di un calo del 3 % dell’indice globale dei produttori biotech nell’ultima settimana.

«Una società che privatizza i benefici e socializza i rischi finisce per pagare due volte» ricorda Mariana Mazzucato. Oggi la posta non è il prossimo dimagrante miracoloso, ma chi decide il prezzo della salute.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Il bavaglio digitale si stringe

La libertà globale di internet è in declino per il quindicesimo anno consecutivo, secondo il recente rapporto “Freedom on the Net”. La situazione si è deteriorata in 28 dei 72 Paesi analizzati tra giugno 2024 e maggio 2025. Governi autoritari e, sempre più, anche democrazie utilizzano metodi sofisticati per soffocare il dissenso: dalla manipolazione delle informazioni online agli arresti per contenuti pubblicati. Un dato allarmante è che in almeno 57 nazioni, i cittadini sono stati imprigionati per le loro espressioni online su temi politici o sociali, un record negativo. A mio avviso, questa erosione dello spazio digitale rappresenta una delle minacce più subdole alla libertà individuale e alla partecipazione civica.

Proteste globali, repressione statale

In tutto il mondo, dalle strade dell’Indonesia alla Serbia, i cittadini protestano contro la corruzione e l’abuso di potere dei governi. Secondo il “Global Protest Tracker”, nel 2025 sono emerse nuove manifestazioni in oltre settanta Paesi. La risposta degli Stati, tuttavia, è spesso la repressione. Assisto con preoccupazione a un’escalation nell’uso di tattiche, sia palesi che nascoste, per criminalizzare il dissenso, limitando uno dei più fondamentali diritti umani: quello di riunirsi e far sentire la propria voce contro l’inefficienza e l’arroganza del potere statale.

Innovazione sotto assedio normativo

Il dibattito sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale si sta intensificando a livello globale, con un’attività legislativa che nel 2023 è raddoppiata rispetto all’anno precedente. Se da un lato l’approccio europeo con l’AI Act si dimostra rigido, altri Paesi perseguono modelli meno dirigisti. Pur riconoscendo i rischi, ritengo che un eccesso di regolamentazione preventiva possa soffocare l’innovazione e l’imprenditorialità, che sono motori di crescita economica e progresso sociale. La storia insegna che la prosperità fiorisce dove la libertà di sperimentare supera la paura dell’ignoto, un principio che oggi sembra dimenticato.

Migrazione, un fenomeno inarrestabile

Il numero di migranti internazionali ha raggiunto la cifra record di 304 milioni nel 2024, quasi il doppio rispetto al 1990, rappresentando oggi il 3,7% della popolazione mondiale. Di questi, una quota crescente, circa 51,7 milioni, è costituita da sfollati forzati a causa di crisi umanitarie. Di fronte a questi numeri, molte politiche governative si concentrano su barriere e controlli, un approccio che considero inefficace e spesso disumano. Una prospettiva basata sulla libertà individuale e sul pragmatismo economico suggerirebbe di facilitare percorsi legali e di valorizzare l’enorme potenziale che la libera circolazione delle persone offre ai mercati globali.

Nuovi equilibri si delineano sulla scena mondiale; ne seguiremo gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Geopolitica del Protezionismo

Nel grande scacchiere globale, le mosse recenti di Washington e Bruxelles stanno ridisegnando le rotte commerciali. Il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che autorizza dazi fino al 25% sui beni di Paesi che importano petrolio iraniano. Dal mio punto di vista, questo approccio, che usa le tariffe come un’arma diplomatica, rischia di frammentare ulteriormente il mercato globale. Parallelamente, la Commissione Europea ha proposto un bando totale sui servizi marittimi a supporto delle esportazioni di greggio russo, un’escalation notevole delle sanzioni per colpire le finanze di Mosca. Entrambe le iniziative, seppur con obiettivi diversi, segnalano un’inquietante tendenza verso un interventismo statale che mette a dura prova i principi del libero scambio.

Ucraina, la Pressione Aumenta

Mentre sul campo il presidente Zelenskyy chiede un’azione più rapida per potenziare le difese aeree, definendo “insoddisfacenti” i risultati in alcune aree, il fronte diplomatico si agita con segnali contrastanti. Trump ha parlato di “colloqui molto, molto positivi” in corso, alimentando speculazioni su possibili sviluppi. A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce la notizia dell’attentato a Mosca contro un alto ufficiale dell’intelligence militare russa. Ritengo che, al di là dei sussurri diplomatici, il supporto concreto e immediato alla capacità di difesa dell’Ucraina debba rimanere la priorità strategica per l’Europa, per garantire stabilità ai nostri confini.

Quando lo Stato Tradisce la Fiducia

Negli Stati Uniti, la gestione dei “file Epstein” da parte del Dipartimento di Giustizia si è trasformata in un caso emblematico di fallimento istituzionale. Nel tentativo di garantire trasparenza, sono state rese pubbliche informazioni sensibili sulle vittime, a causa di omissis superficiali e inadeguati. Questo non è un semplice errore tecnico; è una profonda violazione della privacy da parte dell’ente che dovrebbe amministrare la giustizia. L’episodio, a mio avviso, serve come un potente monito su quanto sia essenziale esigere competenza e responsabilità dalle istituzioni pubbliche. Quando lo Stato manca ai suoi doveri fondamentali, il prezzo più alto è sempre pagato dai cittadini.

Le complesse dinamiche della società globale sono in continua evoluzione; le analizzeremo di nuovo nella prossima edizione di The Gist.


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