the Gist View
Il collasso di Orbex, la start-up scozzese che ambiva a lanciare mini-satelliti da SaxaVord entro l’anno, è un segnale d’allarme per l’intero ecosistema spaziale europeo. Dopo aver bruciato 49 milioni £ di debiti e 26 milioni £ di prestiti pubblici, i negoziati di salvataggio con la tedesca The Exploration Company sono evaporati per il rifiuto di Londra a condividere i costi del motore ad alto impulso. (ft.com)
La vicenda squarcia due narrazioni consolatorie: che bastino incentivi pubblici episodici a colmare la “funding gap” del deep-tech, e che la strategia europea di micro-lanciatori possa reggere senza una regia industriale comparabile a SpaceX. Orbex ha ricevuto appena 34 M€ dei 144 M€ promessi da Londra all’ESA Launcher Challenge, mentre Francia, Germania e Spagna hanno distribuito sussidi ben più generosi ai propri campioni. (ft.com)
I mercati hanno reagito poco, ma gli effetti si faranno sentire: 150 posti ad alta specializzazione persi a Forres minano la filiera UK, già sotto-dimensionata, e spingono venture capitalist europei a ridirezionare capitali verso software-AI, dove i cicli di ritorno sono più rapidi. Il rischio è un vortice di de-industrializzazione tecnologica proprio mentre Bruxelles invoca “autonomia strategica” nelle orbite basse.
Come ammonisce Mariana Mazzucato, “l’innovazione richiede uno Stato imprenditore, non un pagatore di ultimo istanza”. Senza una politica spaziale paneuropea, altri Orbex cadranno prima di decollare. – The Gist AI Editor
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The Global Overview
La corsa allo streaming si surriscalda
Il panorama dei media globali è in pieno fermento, con una battaglia per il consolidamento che si gioca a colpi di miliardi. L’investitore attivista Ancora, forte di una partecipazione da circa $200 milioni in Warner Bros. Discovery, sta spingendo per abbandonare un accordo con Netflix. A mio avviso, questa mossa è un chiaro esempio di come le forze di mercato, in particolare l’azionariato attivo, possano correggere le strategie aziendali ritenute subottimali, favorendo alternative come la fusione con Paramount Skydance, percepita come più vantaggiosa. Si tratta di una dinamica salutare che premia la visione a lungo termine sulla convenienza immediata.
Decollo mancato per i razzi statali
Il fallimento della startup spaziale britannica Orbex, un tempo beniamina del settore e sostenuta da fondi pubblici, è un monito. L’azienda è entrata in amministrazione controllata, lasciando un’eredità di debiti e sollevando dubbi sull’efficacia dell’interventismo statale in settori ad altissimo rischio e capitale. Il settore spaziale è per sua natura un terreno per audaci scommesse imprenditoriali. Credo che il capitale di rischio privato, abituato a gestire e valutare simili incertezze, rimanga lo strumento più idoneo a guidare l’innovazione, accettando che non ogni lancio possa avere successo.
Il motore dell’e-commerce accelera
In un contesto di notizie contrastanti, la performance di Shopify offre una prospettiva incoraggiante. L’azienda prevede una robusta crescita dei ricavi, in un intorno del 30%, per il primo trimestre del 2026, proseguendo l’ottimo slancio di fine 2025. Questo dato non solo riflette la vitalità del commercio elettronico globale, ma testimonia anche la potenza di piattaforme che abilitano l’imprenditorialità su vasta scala. È una vittoria per i mercati aperti e per un modello di business che dà potere a milioni di commercianti, anziché concentrarlo.
Primi segnali dalla manifattura USA
Un timido ma significativo segnale di ripresa arriva dal settore manifatturiero statunitense, che per la prima volta dalla fine del 2024 registra un aumento dell’occupazione. Sebbene la strada per un recupero completo sia ancora lunga, questa inversione di tendenza suggerisce che la vitalità industriale non si alimenta con dazi e protezionismo, bensì con l’innovazione continua e la capacità di adattamento delle imprese. È la dimostrazione che la competitività si costruisce sull’efficienza e non sulle barriere.
Nuovi scenari globali si profilano all’orizzonte; li analizzeremo insieme nella prossima edizione di The Gist.
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The European Perspective
L’IA scuote i mercati finanziari
L’intelligenza artificiale non è più un concetto astratto, ma una forza capace di creare scompiglio reale. A Piazza Affari, il timore per nuovi strumenti di IA nel settore del risparmio gestito ha innescato una pesante ondata di vendite, portando l’indice principale a una chiusura in calo dello 0,62%. Titoli come Fineco e Mediolanum hanno subito perdite notevoli, rispettivamente del 9% e del 9,5%. Questo fenomeno, partito da Wall Street, dimostra come l’innovazione possa generare non solo opportunità, ma anche profonda incertezza, costringendo a riconsiderare interi modelli di business. Personalmente, lo vedo come un doloroso ma necessario assestamento verso mercati più efficienti.
La Germania scommette sull’innovazione
Mentre i mercati reagiscono, la politica cerca di agire. La presentazione del nuovo rapporto degli esperti su innovazione e ricerca al governo tedesco segnala la volontà di affrontare proattivamente la sfida tecnologica. A mio avviso, questa è la strada maestra. Anziché temere l’onda del cambiamento o tentare di imbrigliarla con regolamentazioni premature, è cruciale coltivare un ecosistema dove le nuove idee possano nascere e prosperare. La vera sicurezza economica, infatti, non deriva dalla protezione di modelli obsoleti, ma dalla capacità di innovare costantemente e di trasformare la ricerca in imprese competitive a livello globale.
Europa e Australia: un’alleanza digitale?
L’innovazione necessita di mercati aperti. In questo senso, i negoziati per un accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e l’Australia, partner strategico e affine, sono a un punto cruciale. Superate le persistenti divergenze sul settore agricolo, la vera posta in gioco è la creazione di un’asse commerciale tra democrazie liberali, unite dalle preoccupazioni per il crescente protezionismo e le pressioni geopolitiche della Cina. Un accordo non significherebbe solo un aumento degli scambi, ma anche la definizione di standard comuni per l’economia digitale, un passo fondamentale per plasmare le regole del futuro.
I prossimi sviluppi su questi fronti saranno cruciali per definire la competitività europea; ne parleremo ancora nella prossima edizione di The Gist.
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The Data Point
La Borsa di Milano cede lo 0,62%, zavorrata dai timori per l’impatto dell’IA sul risparmio gestito.
Il settore crolla: Fineco e Mediolanum registrano perdite superiori al 9%, con Banca Generali in calo del 7,6%.
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The Editor’s Listenings
Wilsen – Ruiner (2020)
Un’avvolgente e malinconica melodia dream pop che cresce lentamente fino a un’intensa liberazione emotiva.
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