the Gist View
Washington e Teheran torneranno al tavolo la prossima settimana a Ginevra, con la mediazione dell’Oman e il sostegno formale della Svizzera. È il secondo round in nove giorni e arriva mentre due gruppi portaerei statunitensi incrociano già nell’Oceano Indiano: la diplomazia si muove, ma l’ombra della forza resta ben visibile. (apnews.com)
A differenza dei negoziati falliti del 2025, oggi l’urgenza è amplificata: l’Iran arricchisce uranio al 60 %, Trump chiede lo “zero enrichment” e Israele pretende che l’intesa includa missili e milizie regionali. Il margine di compromesso è quindi minimo, ma l’escalation militare costerebbe cara a tutti, dal prezzo del petrolio ai premi di rischio sui mercati emergenti. (apnews.com)
Storicamente, quando Washington concentra due carrier strike group nello stesso teatro (Vietnam 1972, Golfo 1998), il 70 % delle volte ottiene concessioni nei sei mesi successivi, ma quasi sempre a prezzo di un irrigidimento interno del regime avversario. L’apparente leva militare, dunque, può produrre solo tregue tattiche se non è accompagnata da incentivi economici credibili. (amp.dw.com)
Se le parti fallissero, l’IEA stima che il barile supererebbe rapidamente i 120 $, con riflessi immediati sull’inflazione europea già ora sopra il 3 %. L’opportunità è sottile: trasformare la minaccia militare in architettura di sicurezza condivisa, prima che la logica della deterrenza diventi profezia che si autoavvera. Come ricorda Anne-Marie Slaughter, “il vero potere non è costringere l’altro, ma obbligarlo a scegliere la cooperazione” (2025).
The Gist AI Editor
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The Global Overview
Soft Power, in chiave latina
Lo spettacolo di Bad Bunny durante l’intervallo del Super Bowl è stato molto più di un semplice intrattenimento: è stata una manifestazione di “soft power” che ha scosso le fondamenta culturali americane. Invece di assimilarsi, l’artista portoricano ha messo in scena un “atto di insubordinazione culturale perfettamente coreografato”, come definito da una testata. Esibendosi interamente in spagnolo di fronte a quasi 130 milioni di spettatori, ha rivendicato l’identità latina come parte integrante e non negoziabile del tessuto americano. La performance ha evidenziato una crescente consapevolezza che il vero potere non risiede solo nell’autorità politica formale, ma nella capacità di raccontare una storia in cui milioni di persone si riconoscono.
Scienza oltre i confini
Lontano dalle tensioni terrestri, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) continua a essere un simbolo di cooperazione. L’arrivo della missione Crew-12 di NASA e SpaceX, composta da due astronauti statunitensi, uno francese e un cosmonauta russo, ne è la prova più recente. L’equipaggio trascorrerà otto mesi in orbita, a circa 400 km sopra la Terra, per condurre esperimenti in microgravità. Come ha dichiarato l’astronauta Jessica Meir al momento dell’attracco: “Quassù non ci sono confini e la speranza è universale”. Questa collaborazione, in un avamposto che rappresenta il partenariato tra le agenzie spaziali di Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada, dimostra che la ricerca scientifica può ancora trascendere le divisioni geopolitiche.
L’arte di decifrare il potere
Mentre la Cina sotto Xi Jinping diventa sempre più impenetrabile, si assiste a una rinascita della “Pechinologia”, la disciplina, risalente alla Guerra Fredda, che si occupa di interpretare i segnali provenienti dai vertici del Partito Comunista. L’improvvisa scomparsa di figure di alto profilo, come il Ministro degli Esteri Qin Gang, ha reso evidente che, nonostante l’era digitale, le dinamiche interne del potere cinese rimangono estremamente opache. Gli analisti sono costretti a tornare a un’ermeneutica politica, scrutando la disposizione dei posti nelle cerimonie ufficiali o i nomi sulle corone funebri per intuire chi è caduto in disgrazia. Questo ritorno a un’analisi quasi divinatoria rivela un paradosso: nell’era dell’informazione, comprendere uno degli attori globali più influenti è diventato più complesso che mai.
La Criminologia e i suoi dati
È scomparso Alfred Blumstein, l’ingegnere che ha rivoluzionato lo studio della criminalità applicando la ricerca operativa e l’analisi quantitativa. Allontanandosi dalle sole teorie sociologiche, Blumstein è stato pioniere nell’utilizzare modelli matematici per analizzare le “carriere criminali”, mappando modelli di recidiva, frequenza e gravità dei reati. Il suo approccio sistemico, che considera le interazioni tra polizia, tribunali e sistema carcerario, ha trasformato la criminologia in una scienza più rigorosa. Già nel 1967, un suo studio per una commissione presidenziale statunitense rivelò che un uomo americano aveva una probabilità del 50% di essere arrestato per un reato non stradale nel corso della sua vita, dimostrando la pervasività del fenomeno.
Nuovi approfondimenti e analisi vi attendono nella prossima edizione di The Gist.
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The European Perspective
L’Ansia del Continente
Un dato rivela, forse più di mille analisi geopolitiche, il clima culturale che si respira a est. In Russia il consumo di antidepressivi è quasi triplicato dall’inizio del conflitto in Ucraina, un’impennata che nemmeno la pandemia aveva causato. Parliamo di milioni di confezioni vendute, un segnale inequivocabile di uno stress sociale profondo, che le narrazioni ufficiali faticano a nascondere. Per me, questo non è solo un dato sanitario, ma un indicatore culturale della pressione che un regime autoritario e le sue avventure militari impongono ai singoli individui.
L’Illusione dello Stato Sociale
In Francia, la discussione sul futuro dello stato sociale sta diventando sempre più franca, quasi brutale. Nicolas Dufourcq, il direttore della banca pubblica d’investimento Bpifrance, non usa mezzi termini e, quasi come in una profezia, avverte: “L’austerità sta arrivando, e potrebbe durare dieci anni”. Le sue parole puntano a quella che definisce “il debito sociale della Francia”, un modo elegante per descrivere la spesa per pensioni e sanità che, a mio avviso, rappresenta il cuore insostenibile di molti modelli di welfare europei. La sua schiettezza, da “banchiere di stato”, è un tentativo di forzare un dibattito che la politica tende a rimandare.
Giustizia, la Sfida Italiana
L’Italia si prepara a un referendum cruciale sulla giustizia il prossimo 22 marzo, e la tensione è palpabile. Fratelli d’Italia, partito di governo, sta mobilitando le sue forze come per una vera e propria campagna elettorale. La posta in gioco è alta: una vittoria del “no” non sarebbe solo una battuta d’arresto per una riforma considerata fondamentale dal governo, ma potrebbe essere usata, secondo il partito, come pretesto per innescare una crisi politica. Personalmente, vedo in questa consultazione un momento di verità per capire se prevarrà una visione più garantista e liberale della giustizia o un approccio più statalista.
Proposta di Pace o Mossa Tattica?
Da Mosca arriva una proposta che merita attenzione: risolvere il conflitto in Ucraina ponendo il paese sotto una “governance esterna” guidata dalle Nazioni Unite. Il viceministro degli Esteri russo, Mikhail Galuzin, ha definito questa un’opzione discutibile, riprendendo un’idea già ventilata da Vladimir Putin. Sebbene ogni spiraglio di dialogo vada considerato, è difficile, per me, non leggere questa mossa come un tentativo di legittimare un controllo esterno sull’Ucraina, esautorando di fatto la sua sovranità sotto una patina di internazionalità. Un’ipotesi che solleva più domande che risposte.
Restate con noi per seguire come queste dinamiche culturali e politiche daranno forma al nostro futuro.
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The Data Point
In Russia, l’impatto della guerra si misura anche in farmacia.
Le vendite di antidepressivi sono in continuo aumento dall’invasione dell’Ucraina. Le vendite di farmaci contro la depressione e l’ansia sono triplicate rispetto al periodo pre-pandemia. Nel solo periodo gennaio-luglio 2025, le vendite sono cresciute del 36% in valore rispetto all’anno precedente.
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The Editor’s Listenings
Wednesday – Bull Believer (2023)
Un’esplosione di rock alternativo che unisce rumore, angoscia e una sorprendente vulnerabilità.
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