2026-02-20 • Il Brent a $71,7 e il WTI a $66,6 riflettono lo

Morning Intelligence – The Gist

Buongiorno,

Il balzo del Brent a 71,7 $/barile e del WTI a 66,6 $ – i massimi da sei mesi – è la cartina di tornasole del nuovo stallo tra Washington e Teheran: Trump ha dato “10-15 giorni” all’Iran per un’intesa nucleare, schierando due gruppi da battaglia nel Golfo, mentre i Pasdaran hanno chiuso a intermittenza lo Stretto di Hormuz, corridoio che veicola il 20 % del greggio mondiale. (investing.com)

I mercati prezzano un premio-rischio energetico che ricorda gli attacchi alle petroliere del 2019 e, più indietro, la “tanker war” degli anni ’80: allora il barile raddoppiò in otto mesi, oggi l’elasticità della domanda è minore ma la dipendenza asiatica dal Medio Oriente è superiore al 70 %.

Tuttavia, l’impennata non fa solo felici le major: in Europa 101 impianti chimici hanno già chiuso per elettricità cara, segnando 75 000 posti persi; un altro shock sul petrolio rischia di congelare i tagli dei tassi e di dilatare il divario di competitività con gli USA. La spinta verso rinnovabili e stoccaggi, se accelerata, potrebbe trasformare questa crisi in catalizzatore di autonomia energetica.

“Le crisi sono i momenti in cui il futuro irrompe nel presente”, avverte l’economista Adam Tooze. Che questa sia l’occasione per ripensare davvero la governance dell’energia globale.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Friday, February 20, 2026

the Gist View

Buongiorno,

Il balzo del Brent a 71,7 $/barile e del WTI a 66,6 $ – i massimi da sei mesi – è la cartina di tornasole del nuovo stallo tra Washington e Teheran: Trump ha dato “10-15 giorni” all’Iran per un’intesa nucleare, schierando due gruppi da battaglia nel Golfo, mentre i Pasdaran hanno chiuso a intermittenza lo Stretto di Hormuz, corridoio che veicola il 20 % del greggio mondiale. (investing.com)

I mercati prezzano un premio-rischio energetico che ricorda gli attacchi alle petroliere del 2019 e, più indietro, la “tanker war” degli anni ’80: allora il barile raddoppiò in otto mesi, oggi l’elasticità della domanda è minore ma la dipendenza asiatica dal Medio Oriente è superiore al 70 %.

Tuttavia, l’impennata non fa solo felici le major: in Europa 101 impianti chimici hanno già chiuso per elettricità cara, segnando 75 000 posti persi; un altro shock sul petrolio rischia di congelare i tagli dei tassi e di dilatare il divario di competitività con gli USA. La spinta verso rinnovabili e stoccaggi, se accelerata, potrebbe trasformare questa crisi in catalizzatore di autonomia energetica.

“Le crisi sono i momenti in cui il futuro irrompe nel presente”, avverte l’economista Adam Tooze. Che questa sia l’occasione per ripensare davvero la governance dell’energia globale.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Tensioni geopolitiche e prezzo del greggio

Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran stanno agitando i mercati energetici globali. I futures sul petrolio hanno registrato un rialzo, raggiungendo il livello più alto degli ultimi sei mesi, a causa dei timori di possibili interruzioni dell’offerta. A mio avviso, questa instabilità, guidata da attori statali, si ripercuote inevitabilmente sui mercati più vulnerabili. Infatti, le azioni e le valute dei mercati emergenti asiatici hanno subito un calo, poiché l’aumento dei costi energetici erode la propensione al rischio degli investitori, dimostrando come i conflitti localizzati possano avere un impatto economico a cascata su scala globale.

Il tramonto delle quote DEI

Negli Stati Uniti si osserva un’inversione di tendenza nelle nomine dei consigli di amministrazione. Le aziende stanno riducendo la nomina di donne e membri di minoranze, allontanandosi dalle rigide regole sulla Diversità, Equità e Inclusione (DEI) che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Questa mossa suggerisce un ritorno a criteri di selezione forse più legati al merito e alla performance che a quote imposte da pressioni politiche. Personalmente, ritengo che la libertà di scelta basata sul valore individuale sia un motore più efficace per l’innovazione e la governance aziendale rispetto a mandati esterni.

Riorganizzazioni strategiche in Asia

I mercati emergenti sono teatro di importanti manovre societarie. La multinazionale farmaceutica Novartis ha annunciato la vendita della sua partecipazione di maggioranza nella sua unità indiana per 159 milioni di dollari, completando una revisione strategica. Nello stesso mercato, UPL, gigante dei prodotti per l’agricoltura, punta a una quotazione in borsa della sua divisione sementi per ridurre il debito. Queste decisioni evidenziano la dinamicità del capitale privato, che si rialloca rapidamente in cerca di efficienza e crescita, rispondendo con pragmatismo alle condizioni di mercato piuttosto che a direttive centralizzate.

I prossimi giorni saranno cruciali per capire la direzione dei mercati finanziari.

The European Perspective

La Conferma di Merz e il Futuro della CDU

A Stoccarda, il congresso della CDU (Unione Cristiano-Democratica) si concentra sulla riconferma di Friedrich Merz alla guida del partito, con l’attenta osservazione dell’ex Cancelliera Angela Merkel. L’obiettivo per Merz è eguagliare il quasi 90% dei consensi ottenuti nel maggio 2024, un risultato che rafforzerebbe la sua leadership in un momento cruciale per la Germania. Dal mio punto di vista, la stabilità della più grande economia europea è fondamentale, e la direzione che Merz imprimerà al partito influenzerà non solo le politiche interne tedesche ma anche gli equilibri di mercato e le dinamiche politiche in tutta l’Unione Europea.

Germania: Un Taglio alla Burocrazia?

Il Ministero delle Finanze tedesco sta pianificando una riforma per semplificare la vita delle famiglie: a partire dal 2027, l’erogazione del “Kindergeld”, l’assegno per i figli, dovrebbe diventare automatica per molti, eliminando la necessità di presentare una domanda formale. Trovo che questa sia una mossa intelligente nella direzione di uno Stato più efficiente e meno oneroso per il cittadino. Ridurre la burocrazia non è solo una questione di comodità, ma un principio liberale fondamentale: semplificare l’interazione tra Stato e individuo, liberando tempo e risorse che possono essere impiegati in modo più produttivo.

L’IA Sotto Esame all’ONU

Le Nazioni Unite hanno istituito una commissione per garantire il “controllo umano” sull’intelligenza artificiale, con il Segretario Generale António Guterres che invita a basarsi su “meno clamore, meno paura, più fatti e prove”. Sebbene sia giusto porsi delle domande etiche, credo che l’approccio debba essere orientato a sbloccare l’enorme potenziale innovativo ed economico dell’IA. Un’eccessiva regolamentazione, specialmente a livello sovranazionale, rischia di soffocare l’imprenditorialità in un settore strategico. L’obiettivo dovrebbe essere creare un quadro di riferimento che promuova la responsabilità senza ostacolare il progresso.

Ucraina, l’Energia a un Punto di Svolta

A quattro anni dall’invasione russa, la Croce Rossa tedesca lancia un allarme severo: le infrastrutture energetiche dell’Ucraina sono vicine a un “punto di svolta” a causa degli attacchi intensificati. Questa non è solo una crisi umanitaria, ma una minaccia diretta alla stabilità dei mercati energetici europei. La resilienza dell’Ucraina ha un impatto concreto sulle nostre economie, ricordandoci quanto la sicurezza energetica e la stabilità geopolitica siano interconnesse. La capacità dell’Ucraina di ricostruire e modernizzare la propria rete, magari integrandosi ulteriormente con gli standard UE, sarà un fattore chiave.

Esploreremo le implicazioni di questi e altri sviluppi nel prossimo numero di The Gist.


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