2026-02-21 • La Corte Suprema limita l’uso dell’IEEPA per dazi, riducendo leve della

Evening Analysis – The Gist

La Corte Suprema USA ha annullato con voto 6-3 l’uso dell’IEEPA per imporre dazi globali, privando la Casa Bianca di una leva che aveva fruttato finora 133 miliardi di dollari e costringendo ora il Tesoro a valutare rimborsi potenzialmente record. Trump ha reagito portando al 15 % il dazio d’emergenza basandosi sulla Trade Act 1974, ma la legittimità di questa mossa è già contestata. (apnews.com)

Il verdetto è un raro richiamo all’equilibrio dei poteri: Roberts ha arruolato due giudici trumpiani per affermare che i dazi, “tasse in maschera”, spettano al Congresso. I mercati hanno salutato la riduzione immediata del tasso tariffario medio statunitense (-7,8 punti), con l’S&P 500 in rialzo e i futures europei in verde. Ma l’incertezza regna: 40 000 imprese premono per i rimborsi, mentre il Dipartimento del Commercio stima che solo l’elaborazione delle pratiche richiederà almeno 18 mesi. (ft.com)

Sul piano geopolitico, Bruxelles minaccia contromisure via Anti-Coercion Instrument e mette in freezer il mini-accordo USA-UE; Seul e Tokyo monitorano ma non allentano i propri contenziosi, mentre Pechino prepara ricorso al WTO. La sentenza, dunque, più che chiudere la stagione dei dazi la frammenta, accelerando quella “de-globalizzazione a bassa intensità” già visibile nei flussi 2020-25 (commercio mondiale/GDP dal 61 % al 57 %). (ft.com)

“Le tariffe sono un cerotto fiscale su fratture politiche più profonde; toglierlo fa male, ma lascia emergere la vera diagnosi.” — Dani Rodrik, The Good Society, 2023.

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Saturday, February 21, 2026

the Gist View

La Corte Suprema USA ha annullato con voto 6-3 l’uso dell’IEEPA per imporre dazi globali, privando la Casa Bianca di una leva che aveva fruttato finora 133 miliardi di dollari e costringendo ora il Tesoro a valutare rimborsi potenzialmente record. Trump ha reagito portando al 15 % il dazio d’emergenza basandosi sulla Trade Act 1974, ma la legittimità di questa mossa è già contestata. (apnews.com)

Il verdetto è un raro richiamo all’equilibrio dei poteri: Roberts ha arruolato due giudici trumpiani per affermare che i dazi, “tasse in maschera”, spettano al Congresso. I mercati hanno salutato la riduzione immediata del tasso tariffario medio statunitense (-7,8 punti), con l’S&P 500 in rialzo e i futures europei in verde. Ma l’incertezza regna: 40 000 imprese premono per i rimborsi, mentre il Dipartimento del Commercio stima che solo l’elaborazione delle pratiche richiederà almeno 18 mesi. (ft.com)

Sul piano geopolitico, Bruxelles minaccia contromisure via Anti-Coercion Instrument e mette in freezer il mini-accordo USA-UE; Seul e Tokyo monitorano ma non allentano i propri contenziosi, mentre Pechino prepara ricorso al WTO. La sentenza, dunque, più che chiudere la stagione dei dazi la frammenta, accelerando quella “de-globalizzazione a bassa intensità” già visibile nei flussi 2020-25 (commercio mondiale/GDP dal 61 % al 57 %). (ft.com)

“Le tariffe sono un cerotto fiscale su fratture politiche più profonde; toglierlo fa male, ma lascia emergere la vera diagnosi.” — Dani Rodrik, The Good Society, 2023.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Guerra dei Dazi 2.0

La politica del “Tariff Man” si intensifica. Il Presidente Trump ha annunciato un’escalation della sua strategia commerciale, proponendo di aumentare i dazi globali dal 10% al 15%. Questa mossa, una reazione diretta a una sentenza della Corte Suprema che ha giudicato illegale il suo precedente meccanismo tariffario, segnala una ferma volontà di persistere in una politica protezionista. Per imprenditori e piccole imprese, come quelli del settore dei giocattoli, la notizia smorza ogni ottimismo. A mio avviso, questa continua incertezza normativa rappresenta un pesante ostacolo alla libera impresa, penalizzando tanto i consumatori quanto i produttori e minando la stabilità delle catene di approvvigionamento globali.

Capitale Senza Frontiere nell’IA

Mentre i governi alzano barriere, i capitali cercano le vie dell’innovazione. L’investitore di Hong Kong Neil Shen sta diventando una figura chiave nel collegare la finanza americana con la spinta della Cina sull’intelligenza artificiale (IA). La sua attività evidenzia una realtà pragmatica: il denaro e le idee continuano a fluire dove vedono opportunità di crescita, superando le tensioni geopolitiche. Dal mio punto di vista, questo fenomeno è la prova che l’imprenditorialità e la cooperazione internazionale nel settore tecnologico non solo persistono, ma sono essenziali per il progresso. Limitare questi flussi significherebbe soffocare l’innovazione su scala globale.

La prossima settimana esploreremo altre dinamiche che stanno plasmando il nostro mondo.

The European Perspective

Un’Europa a più velocità?

L’Unione Europea si trova di fronte a un bivio: attendere l’unanimità dei 27 Stati membri o procedere con riforme economiche audaci in gruppi più piccoli e agili. Sono convinta che la proposta di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea (BCE), di formare “coalizioni di volenterosi” sia la scossa di cui abbiamo bisogno. Attendere l’ultimo vagone del treno significa condannare l’intero convoglio alla lentezza, soffocando la competitività del nostro mercato unico. La creazione di un’unione dei mercati dei capitali, ad esempio, non può più aspettare i ritardatari cronici; deve avanzare per liberare investimenti e innovazione.

L’innovazione che disseta il mondo

Mentre la politica fatica a trovare soluzioni, la genialità individuale offre risposte concrete alle grandi sfide globali. La notizia che il chimico e premio Nobel Omar Yaghi abbia creato una macchina capace di estrarre fino a 1.000 litri di acqua potabile al giorno dall’aria secca, utilizzando solo l’energia termica ambientale, è a dir poco rivoluzionaria. Questa non è solo una vittoria tecnologica, ma un potente promemoria di come l’ingegno umano e l’imprenditorialità, se lasciati liberi di prosperare, possano generare abbondanza dove prima c’era scarsità. È un modello che l’Europa dovrebbe incoraggiare con meno burocrazia e più fiducia nell’iniziativa privata.

Ucraina, quattro anni dopo

A quattro anni dall’invasione russa, il conflitto in Ucraina si è trasformato da scontro militare dinamico a una logorante guerra di posizione. L’impasse al fronte riflette un cambiamento più profondo a livello geopolitico, dove le decisioni prese a Washington, sotto la presidenza di Donald Trump, pesano quanto le strategie sul campo. Per noi europei, questa situazione deve servire da severo monito: la nostra sicurezza non può dipendere interamente da alleati transatlantici. È imperativo accelerare verso un’autonomia strategica e una difesa comune più coesa e credibile.

Commercio globale sotto assedio

La frammentazione del commercio internazionale, alimentata da dazi e protezionismi, è una minaccia diretta alla nostra prosperità. Condivido l’appello del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, a “ripensare il commercio” senza arrendersi a questa deriva. L’Europa e l’Italia non possono permettersi di rimanere indietro nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale e del digitale. Agganciare questa epocale ondata di innovazione non è un’opzione, ma una necessità per garantire una crescita sostenibile che non si basi, come sottolineato da Panetta, su salari bassi, ma su un’alta produttività.

Seguite i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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