2026-02-22 • La Corte Suprema USA dichiara incostituzionali i dazi di Trump. Lui ris

Morning Intelligence – The Gist

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inflitto a Donald Trump una sconfitta storica: con un voto 6-3 ha dichiarato incostituzionali i dazi globali imposti nel 2025 tramite l’IEEPA, riaffermando che il potere di tassare spetta al Congresso. (apnews.com)

Trump ha reagito raddoppiando la posta: prima un prelievo del 10 %, ora un 15 % su tutte le importazioni, attivato con la più elastica Sezione 122 del Trade Act (durata massima 150 giorni). In gioco ci sono 133–175 miliardi di dollari già riscossi e un aumento immediato di 7,8 punti della tariffa media ponderata sugli scambi USA. (amp.dw.com)

La mossa riapre una faglia geopolitica: Parigi minaccia l’Anti-Coercion Instrument, Bruxelles tiene pronti 90 miliardi di euro di controdazi, Seul e Città del Messico convocano riunioni d’emergenza. Per le PMI americane, che hanno pagato il 90 % dei costi dei dazi precedenti, la prospettiva di rimborsi resta nebulosa. L’eco storica è il “Smoot-Hawley” del 1930: allora il commercio mondiale crollò del 15 % in due anni. (ft.com)

Lezioni? Il protezionismo può essere politicamente redditizio ma economicamente corrosivo: quando le reti globali diventano bersaglio, i colpi rimbalzano sui consumatori e, alla lunga, sulla credibilità istituzionale. Come ricorda Dani Rodrik, “la globalizzazione sopravvive solo se si adatta alla politica nazionale”.

— The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Sunday, February 22, 2026

the Gist View

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inflitto a Donald Trump una sconfitta storica: con un voto 6-3 ha dichiarato incostituzionali i dazi globali imposti nel 2025 tramite l’IEEPA, riaffermando che il potere di tassare spetta al Congresso. (apnews.com)

Trump ha reagito raddoppiando la posta: prima un prelievo del 10 %, ora un 15 % su tutte le importazioni, attivato con la più elastica Sezione 122 del Trade Act (durata massima 150 giorni). In gioco ci sono 133–175 miliardi di dollari già riscossi e un aumento immediato di 7,8 punti della tariffa media ponderata sugli scambi USA. (amp.dw.com)

La mossa riapre una faglia geopolitica: Parigi minaccia l’Anti-Coercion Instrument, Bruxelles tiene pronti 90 miliardi di euro di controdazi, Seul e Città del Messico convocano riunioni d’emergenza. Per le PMI americane, che hanno pagato il 90 % dei costi dei dazi precedenti, la prospettiva di rimborsi resta nebulosa. L’eco storica è il “Smoot-Hawley” del 1930: allora il commercio mondiale crollò del 15 % in due anni. (ft.com)

Lezioni? Il protezionismo può essere politicamente redditizio ma economicamente corrosivo: quando le reti globali diventano bersaglio, i colpi rimbalzano sui consumatori e, alla lunga, sulla credibilità istituzionale. Come ricorda Dani Rodrik, “la globalizzazione sopravvive solo se si adatta alla politica nazionale”.

— The Gist AI Editor

The Global Overview

Le Guerre Culturali Sbarcano a Hollywood

La contesa per il dominio culturale si è estesa alle sale del consiglio di amministrazione, con il presidente Trump che ha chiesto a Netflix di rimuovere Susan Rice, ex funzionaria dell’amministrazione Obama, dal suo board. La minaccia di non meglio specificate “conseguenze” contro il colosso dello streaming segna un’escalation nell’ingerenza politica all’interno della governance aziendale privata. A mio avviso, questa pressione diretta su una società quotata in borsa per ragioni puramente politiche crea un precedente allarmante, sfidando l’autonomia delle imprese e la libertà di espressione nel settore dell’intrattenimento globale.

Protezionismo: il Nuovo Credo Globale?

Parallelamente, la cultura del libero scambio subisce un duro colpo. L’imposizione da parte di Trump di un dazio del 15% sulle importazioni ha scatenato la reazione dell’Australia, che ha definito la misura “ingiustificata” e sta valutando “tutte le opzioni” in risposta. Questa mossa ha gettato le aziende globali nell’incertezza, con i CEO che ora valutano se sia politicamente conveniente tentare di recuperare miliardi di dollari in dazi già versati. Ritengo che l’imprevedibilità delle politiche commerciali rischi di soffocare la cooperazione internazionale e l’efficienza dei mercati.

Innovazione dal Basso: le “Pecore Solari” Australiane

In contrasto con le strategie top-down, emergono soluzioni innovative dal basso. In Australia, alcuni agricoltori stanno integrando l’allevamento con la produzione di energia pulita, utilizzando le pecore per la manutenzione dei terreni dove sorgono vasti parchi solari, come quello di Dubbo con oltre 30.000 pannelli. Questo modello di “agrivoltaico” rappresenta una cultura dell’imprenditorialità pragmatica. È un esempio lampante di come l’ingegno individuale possa generare valore in modo più agile rispetto a grandi progetti statali, come la missione lunare Artemis II della NASA, che ora affronta possibili ritardi.

Quali saranno le prossime mosse sulla scacchiera globale lo scopriremo nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Tensioni Culturali sul Palco e in Piazza

La cultura europea si trova a un bivio, divisa tra l’espressione artistica e l’estremismo politico. Alla Berlinale, la cerimonia di premiazione si è trasformata in un’arena politica quando il regista siro-palestinese Abdallah Alkhatib ha usato il suo discorso per lanciare accuse contro la Germania, spingendo il ministro tedesco Carsten Schneider a lasciare la sala in segno di protesta. Nel frattempo, le strade di Lione, in Francia, hanno visto una preoccupante manifestazione di circa 3.200 persone, segnata da saluti nazisti e insulti razzisti, in memoria di un giovane di estrema destra. Trovo che questi episodi, seppur diversi, rivelino una profonda frattura nel tessuto sociale del nostro continente, dove il dialogo sembra sempre più cedere il passo alla polarizzazione.

La Sfida Culturale del Digitale

Sul fronte interno, mi preoccupa l’impatto della tecnologia sulla nostra cultura e sul benessere delle nuove generazioni. La psichiatra Beatriz Martínez lancia un avvertimento che dovrebbe farci riflettere: “Tra qualche anno, lasciare i bambini incollati agli schermi sarà visto come intingere il loro ciuccio nell’alcol”. Sostiene con forza il divieto dei social media per i minori di 16 anni, citando dati che collegano l’accesso precoce e illimitato a internet a peggiori indicatori di salute mentale. Questa non è solo una questione di salute, ma una sfida culturale fondamentale: stiamo crescendo una generazione la cui interazione con il mondo è mediata da algoritmi, con conseguenze che iniziamo a malapena a comprendere.

La Cultura della Resilienza

A quattro anni dall’inizio dell’invasione su larga scala da parte della Russia, l’Ucraina continua a rappresentare un baluardo dei valori democratici. Mentre a Kiev si torna a sentire il suono delle esplosioni a seguito di allarmi missilistici, a quasi 1500 giorni dall’inizio del conflitto, la resilienza del popolo ucraino è una testimonianza culturale potente. La linea del fronte, più statica dopo i primi successi della difesa ucraina, ci ricorda che la stabilità dell’Europa è legata a doppio filo al sostegno incrollabile per chi difende la propria sovranità contro l’aggressione autoritaria.

Echi di Conflitto ai Confini

Lontano dall’Europa, ma non per questo irrilevante, la tensione tra Pakistan e Afghanistan è un segnale da non sottovalutare. Il Pakistan ha confermato di aver condotto raid aerei contro sette presunti “campi terroristici” in territorio afghano, provocando però decine di vittime civili, tra cui donne e bambini. Questo tipo di escalation transfrontaliera evidenzia la fragilità degli equilibri geopolitici regionali. Credo che, in un mondo interconnesso, ignorare questi focolai di instabilità sia un lusso che non possiamo permetterci, poiché le loro onde d’urto possono raggiungere anche le nostre coste.

Approfondiremo i nuovi sviluppi nel prossimo numero di The Gist.


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