Veti incrociati e nervi tesi nell’UE
La coesione europea è messa a dura prova. A mio avviso, la notizia che l’Ungheria intende bloccare non solo un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ma anche un cruciale prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, evidenzia una pericolosa frattura interna. Questa mossa, definita da alcuni un “tradimento”, dimostra come gli interessi nazionali possano facilmente inceppare il complesso meccanismo decisionale di Bruxelles, ostacolando una politica estera comune ed efficace proprio mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo quarto anno.
Commercio globale, venti di burrasca
Sul fronte transatlantico, la tensione è palpabile. I ministri del commercio del G7, il gruppo delle principali economie avanzate, si sono riuniti in un incontro ad alta tensione per discutere le nuove minacce tariffarie provenienti da Washington. In un mondo ideale, il libero scambio dovrebbe essere la norma, ma la realtà ci mostra un quadro diverso. Ritengo che questa incertezza pesi come un macigno sulle nostre imprese, che necessitano di stabilità e regole chiare per competere a livello globale e non di guerre commerciali dannose per tutti.
L’Europa perde i suoi tesori metallici
Un paradosso sta mettendo a rischio la nostra sicurezza economica: mentre cerchiamo disperatamente materie prime critiche per la transizione energetica, lasciamo che un’enorme quantità di questi metalli scompaia. Le auto usate europee, spesso troppo inquinanti per le nostre strade, vengono esportate in massa verso l’Africa, portando con sé un tesoro di materiali essenziali. Penso sia necessario un approccio più astuto, che incentivi il riciclo e il recupero all’interno dei nostri confini, trasformando un potenziale rifiuto in una risorsa strategica.
Una boccata d’ossigeno dal mercato del gas
In un quadro complesso, arriva una notizia positiva per famiglie e imprese. Il prezzo del gas naturale sul mercato di riferimento europeo, il TTF di Amsterdam, ha chiuso in calo, scendendo sotto la soglia dei 32 euro per megawattora. Questa riduzione dei costi energetici, sebbene soggetta alle volatilità geopolitiche, rappresenta un sollievo concreto che può contribuire a raffreddare l’inflazione e a dare respiro all’economia.
Vi aspetto al prossimo “The Gist” per continuare a navigare insieme le correnti dell’attualità.
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