The European Perspective
Venti di guerra sul mercato energetico
Le tensioni in Medio Oriente stanno soffiando direttamente sulle nostre economie. Il prezzo del gas naturale sul mercato di riferimento europeo, il TTF, ha visto un’impennata del 22% in un solo giorno, superando i 54 euro al megawattora. Questo balzo, che porta l’aumento a un incredibile 53% in due sedute, è la reazione quasi istantanea ai timori per la chiusura dello Stretto di Hormuz e allo stop di un impianto chiave per il gas naturale liquefatto in Qatar. Per noi europei, questo significa bollette potenzialmente più salate e maggiore incertezza. A conferma della gravità della situazione, il governo tedesco ha emesso con colpevole ritardo un’allerta viaggi per Dubai, mentre il ministro degli Esteri Wadephul ha annunciato piani di evacuazione per i turisti tedeschi nell’area.
Equilibri transatlantici
Nel frattempo, a Washington si cerca di rinsaldare l’asse transatlantico. L’incontro tra il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Presidente USA Donald Trump è un passaggio fondamentale per definire una linea comune su dossier che scottano: la guerra in Iran, la politica dei dazi e il sostegno all’Ucraina. In un clima che Trump ha definito “tempi molto interessanti”, il dialogo tra le due potenze è essenziale per la stabilità globale. Personalmente, ritengo che la capacità di presentare un fronte unito, basato su principi di libero scambio e democrazia liberale, sia l’unica vera risposta strategica all’assertività delle autocrazie.
La partita strategica delle batterie
Sul fronte industriale, l’Italia gioca una carta strategica siglando un accordo con la Cina per creare il “Battery Business Hub Italy”. Questa piattaforma, nata dalla collaborazione tra la Shenzhen Battery Industry Association e Sviluppo Cina, mira a connettere l’ecosistema industriale cinese delle batterie, cruciale per la transizione energetica, con il mercato italiano ed europeo. L’obiettivo è favorire la cooperazione tecnologica e scientifica. Da liberale, vedo questa mossa come un pragmatico tentativo di inserirsi in una filiera globale dominata da Pechino, cercando di attrarre investimenti e know-how senza però cedere a una dipendenza acritica.
Come evolveranno questi scenari interconnessi? Lo scopriremo nella prossima edizione di The Gist.
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