The European Perspective
I profitti dell’armatoria greca e il tetto al prezzo del petrolio
I ricavi per 4 miliardi di dollari ottenuti in tre anni da giganti marittimi greci come Dynacom Tankers, Stealth Maritime e il Gruppo Onassis mostrano in modo diretto chi beneficia del tetto al prezzo del petrolio imposto dal G7. Questo meccanismo, progettato per consentire le esportazioni russe utilizzando navi e assicurazioni occidentali solo se il carico viene venduto a meno di 60 dollari al barile, funziona meno come un blocco e più come un lucroso sussidio di arbitraggio per intermediari compiacenti. Invece di fermare il flusso di petrolio, il limite ha creato un oligopolio tutelato dalle istituzioni per gli spedizionieri europei disposti a completare la documentazione di conformità, garantendo loro ingenti profitti e stabilizzando contemporaneamente l’offerta globale (FT). È un dato di fatto che la misura abbia raggiunto il suo obiettivo principale: mantenere in circolazione il greggio russo per prevenire uno shock globale delle forniture, riducendo in modo sistematico le entrate fiscali per barile del Cremlino. Tuttavia, i flussi di capitale confermano che le normative complesse generano vantaggi strutturali misurabili per gli operatori privati attrezzati per gestirle.
L’attacco asimmetrico dei droni ucraini su Mosca
La notte del 7 luglio, l’Ucraina ha lanciato uno sciame massiccio di oltre 400 droni d’attacco contro Mosca, secondo le dichiarazioni del sindaco della città russa Sergei Sobyanin (ZDF). Nel frattempo, gli alleati della NATO si riuniscono ad Ankara concentrandosi sui bilanci della difesa per placare preventivamente il presidente statunitense Donald Trump. L’alleanza continua a funzionare sempre più come un luogo di contrattazione geopolitica transazionale piuttosto che come una coalizione unita da valori condivisi, confermando un cambiamento strutturale degli incentivi diplomatici e militari che avevamo già evidenziato in precedenza.
La strategia esecutiva per il bilancio francese del 2027
In Francia, il Primo Ministro Sébastien Lecornu punta ad approvare la legge finanziaria per il 2027 evitando il voto diretto del parlamento (Le Monde). Lecornu intende utilizzare l’Articolo 49.3, un meccanismo costituzionale che permette al governo di far approvare un disegno di legge all’Assemblea Nazionale senza votazione, a meno che non abbia successo una mozione di sfiducia, oppure ricorrere a ordinanze esecutive. Questa decisione esclude esplicitamente l’uso di una ‘loi spéciale’, che si limiterebbe a replicare i bilanci precedenti. La strategia dimostra come l’esecutivo preferisca utilizzare le procedure istituzionali per mantenere il controllo sulla spesa pubblica e sui flussi di bilancio statali, assicurando la programmazione economica di lungo termine di fronte a un’assemblea frammentata.
Continua a seguire The Gist nella prossima edizione per monitorare l’evoluzione di queste dinamiche e i futuri spostamenti del capitale.
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