The European Perspective
Esenzioni tariffarie e lobby agricole nell’Unione Europea
La Commissione Europea sta negoziando l’esclusione di esportazioni per un valore di 150 miliardi di euro dal limite tariffario imposto dall’accordo di Turnberry, un accordo quadro del 2025 tra Unione Europea e Stati Uniti che fissa un tetto del 15% ai dazi bilaterali sulla maggior parte delle merci (Euronews, Euractiv). La lista delle esenzioni mira a tutelare prodotti agricoli e industriali ad alto margine di profitto, come il formaggio Roquefort, l’olio d’oliva e i robot industriali. Questa manovra dimostra come gli accordi di commercio gestito si degradino inevitabilmente in esercizi di ricerca di rendita a vantaggio dei gruppi di pressione nazionali. Sfruttando la facciata dell’adesione ai tagli tariffari iniziali, Bruxelles tenta di fatto di riscrivere i termini dell’intesa per proteggere i propri settori più sensibili sul piano politico. Va tuttavia riconosciuto che la precedente decisione degli Stati Uniti di espandere i dazi sui derivati dell’acciaio ha fornito all’Unione Europea un mandato ritorsivo legittimo per attivare misure di difesa industriale.
Falle disciplinari nella maggioranza di governo italiana
Un emendamento per la riforma elettorale proposto dal Primo Ministro italiano Giorgia Meloni è stato respinto alla Camera dei Deputati per un solo voto di scarto, 188 contro 187 (ZDF). La bocciatura, avvenuta a scrutinio segreto, è stata determinata dal voto contrario di circa 30 legislatori dissidenti appartenenti alla stessa coalizione di destra al governo. Questo risultato non definisce una crisi terminale per l’esecutivo italiano, ma si inquadra come un ordinario fallimento della disciplina di coalizione interna, una dinamica organizzativa del tutto consueta nei processi della politica parlamentare del paese.
Fondi europei e contraddizioni nelle forniture militari ucraine
L’Ucraina sta acquistando componenti per droni militari da fornitori cinesi impiegando 6 miliardi di euro di finanziamenti erogati dall’Unione Europea (Il Sole 24 Ore, FT). La procedura di approvvigionamento rende palese una rigida contraddizione strategica tra il supporto militare immediato fornito a Kiev e l’obiettivo europeo a lungo termine di separare le proprie catene di fornitura industriali da Pechino. In passato abbiamo rilevato come i fondi di ripresa post-pandemia abbiano temporaneamente stimolato la crescita economica nascondendo l’assenza di riforme strutturali; i dati odierni su REPowerEU, il piano di finanziamento della Commissione Europea progettato per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione ecologica, confermano la stessa tendenza. Mentre la dipendenza energetica da Mosca è effettivamente calata, gli Stati membri stanno attivamente mancando gli obiettivi ambientali vincolati all’erogazione dei fondi, dimostrando una strutturale difficoltà nel convertire il capitale istituzionale in cambiamenti sistemici a lungo termine.
Continuate a seguire The Gist nella prossima edizione per capire dove si sposta il potere e come cambiano gli assetti globali.
|
Lascia un commento