The European Perspective
Il boom degli investimenti in asset intangibili
Gli investimenti globali in asset intangibili superano i 10.000 miliardi di dollari nel 2025, crescendo del 5,5% annuo contro il 3,2% del capitale fisico (Il Sole 24 Ore). Il rapporto della World Intellectual Property Organization (WIPO, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’innovazione e la proprietà intellettuale) e Luiss Business School evidenzia una spaccatura strutturale in Europa: la Svezia guida le 29 economie studiate con il 17,4% del PIL generato da dati e marchi, mentre l’Italia arretra. I tassi d’interesse elevati hanno penalizzato severamente gli investimenti nell’industria pesante, mentre il software è risultato impermeabile alla stretta monetaria. Mentre il capitale globale confluisce nell’economia immateriale, questo sistema digitale dipende interamente dall’espansione dell’estrazione di risorse fisiche in giurisdizioni come lo Zambia. L’infrastruttura manifatturiera tangibile rimane il fondamento ineludibile dell’economia reale; trascurarla in favore del digitale espone l’Europa a interruzioni critiche delle catene di approvvigionamento.
L’impatto dei droni sulla sicurezza di Zaporizhzhia
L’espansione della campagna ucraina con i droni ha introdotto gravi rischi per i civili presso le infrastrutture critiche, una dinamica confermata il 18 agosto da un’esplosione letale a una fermata degli autobus della centrale nucleare di Zaporizhzhia occupata dai russi (ZDF). Sedici lavoratori dell’impianto sono rimasti colpiti, con un decesso confermato. L’International Atomic Energy Agency (IAEA, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’energia atomica) ha condannato l’attacco, avvertendo che le azioni militari dirette contro il personale pongono rischi immediati per la sicurezza nucleare della struttura.
L’espansione delle sanzioni contro la Bielorussia
Otto nazioni extra-UE hanno formalmente adottato l’ultimo quadro sanzionatorio europeo contro la Bielorussia (Euronews). L’estensione dei controlli sull’esportazione di tecnologie a duplice uso restringe le forniture, con l’obiettivo di paralizzare la capacità di Minsk di sostenere le operazioni militari e industriali russe e tagliare i canali di aggiramento doganale di Mosca.
Restate con la prossima edizione di The Gist per monitorare l’evoluzione di questi spostamenti di capitale e potere.
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