The European Perspective
Transizione pensionistica in Germania
La Ministra federale del Lavoro tedesca Bärbel Bas, esponente della SPD, il partito socialdemocratico di centro-sinistra, ha proposto un periodo di transizione di cinque anni per l’abolizione della ‘Rente mit 63’, la politica che permette ai lavoratori in Germania di ritirarsi senza penalità finanziarie a 63 anni dopo 45 anni di contributi (ZDF). L’eliminazione di questa misura è un elemento centrale della riforma pensionistica pianificata dalla grande coalizione tra SPD e CDU, il partito conservatore di centro-destra (Deutschlandfunk, Tagesspiegel). Proponendo questo rinvio, la leadership della SPD assicura i benefici al blocco elettorale dei Boomer, trasferendo di fatto i costi strutturali del calo demografico sui lavoratori più giovani. Bas ha giustificato la scelta citando il ‘Vertrauensschutz’, la protezione delle legittime aspettative, un principio legale impiegato politicamente per tutelare i vantaggi di una specifica fascia demografica nell’esatto momento in cui i dati li rendono insostenibili. Sebbene modificare l’età pensionabile senza preavviso penalizzi ingiustamente i lavoratori che hanno preso decisioni finanziarie irreversibili, la grande coalizione spende il proprio capitale politico per proteggere i pensionati mentre il deficit di finanziamento del sistema sanitario tedesco, pari a 8 miliardi di euro, rimane strutturalmente irrisolto.
Fondi statunitensi per il corridoio in Armenia
Gli Stati Uniti hanno raddoppiato i finanziamenti per il TRIPP+ Enterprise Fund, passando da 201 a 402 milioni di dollari, per costruire un corridoio di trasporto attraverso il sud dell’Armenia che collegherà l’Azerbaigian al Nakhchivan (Deutsche Welle). Questo fondo sostenuto dallo Stato finanzia la TRIPP, la Trump Route for International Peace and Prosperity, un’infrastruttura nel Caucaso meridionale promossa da Washington, ed è guidato da Konstantin Sokolov, investitore di private equity russo-americano e grande donatore del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Non si tratta di un pacchetto di aiuti esteri, ma di una manovra geopolitica diretta in cui i capitali statali statunitensi vengono impiegati per consolidare il controllo logistico e commerciale in un’area di confine, allineando le logiche di investimento del private equity all’espansione dell’influenza territoriale.
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