SEC vs ISS: a rischio il 90% del mercato ESG

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Punti chiave:
• Tensioni Politiche USA e Riorientamenti Geopolitici
• Guerra in Ucraina: Sostegno e Nuovi Modelli di Finanziamento
• Dinamiche dei Mercati Finanziari e Corsa all’Innovazione Tecnologica (AI)
• Impatto dei Contenuti Digitali Brevi sull’Autocontrollo

SEC contro ISS sulle metriche ESG
Il 4 settembre 2026 la US Securities and Exchange Commission (SEC, il principale regolatore federale dei mercati) ha citato in giudizio Institutional Shareholder Services (ISS, agenzia leader nelle raccomandazioni di voto istituzionale) per acquisirne i dati operativi (FT, SEC. Isar Aerospace raggiunge l’orbita dall’Europa continentale
Il 5 settembre 2026, la startup di Monaco Isar Aerospace ha lanciato il razzo Spectrum dallo spazioporto di Andøya, nell’Artico norvegese.

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Trascrizione

JOHN: Ciao a tutti e benvenuti a The Gist. Oggi è domenica 6 settembre 2026. Io sono John.

MARY: E io sono Mary. Preparatevi, perché oggi parliamo di governi che cercano di controllare capitali, razzi spaziali e… la nostra attenzione. Tutto in pochi minuti.

JOHN: Partiamo subito con “il Gist di oggi”, la notizia centrale. Negli Stati Uniti, la SEC, ovvero l’ente federale che vigila sulla borsa e sui mercati, ha appena fatto causa a ISS.

MARY: Fermiamo un attimo gli acronimi. ISS sta per Institutional Shareholder Services. In pratica, è l’agenzia che consiglia ai grandi fondi di investimento come votare nelle assemblee aziendali. Insieme a un altro concorrente, controllano il 90% di questo mercato. Non votano direttamente, vendono solo le loro ricerche. E chi le compra, decide liberamente se usarle.

JOHN: Esatto. Ma allora, perché il governo americano le porta in tribunale in Pennsylvania? Il bersaglio grosso ha tre lettere: ESG. Sono i parametri che misurano la sostenibilità Ambientale, Sociale e di Governance di un’azienda. Praticamente la sua pagella etica ed ecologica.

MARY: Ed è qui che entra in gioco l’analisi del potere. A chi conviene questa causa? All’amministrazione di Donald Trump. Usano i tribunali per zittire delle metriche che alla loro base elettorale proprio non piacciono. È un po’ come se l’arbitro di una partita decidesse improvvisamente di vietare a una squadra di usare una certa tattica, solo perché non gli piace lo schema.

JOHN: Perfetto. Come fa notare il Financial Times, cercare di regolare come un analista indipendente fa le sue ricerche è un’intromissione mai vista. Lo Stato sta di fatto compromettendo l’autonomia dei mercati per imporre una linea ideologica. Criminalizzano la domanda per fare un favore alla propria base politica.

MARY: Uno scontro che si sposta dal Parlamento ai server delle aziende. Ma passiamo allo Scenario Globale, perché questa tendenza dei governi a bloccare i capitali privati per motivi politici non è solo americana.

JOHN: Vero. Secondo Bloomberg, un giudice in Brasile ha appena bloccato i permessi per una gigantesca miniera di litio della Sigma Lithium. Il motivo? Le proteste di una comunità afro-brasiliana locale.

MARY: L’intento può sembrare opposto rispetto agli Stati Uniti, ma la meccanica è identica. Lo Stato usa il collo di bottiglia della burocrazia per decidere, col bilancino politico, dove e come i soldi privati possono muoversi.

JOHN: E a proposito di chi controlla cosa, parliamo di chi controlla il tuo tempo. Una nuova analisi comportamentale sui video brevi, i classici “short”, mostra un dato pazzesco. Gli utenti paganti consumano l’82% di video in più rispetto a quanto avevano deciso di fare aprendo l’app.

MARY: L’82% in più. Non è mancanza di forza di volontà, John. È pura architettura del design. Le piattaforme usano micro-tentazioni continue per bypassare la tua scelta razionale. A chi conviene? Alle piattaforme, ovviamente. Il tuo autocontrollo è letteralmente il loro margine di profitto.

JOHN: Inquietante ma vero. Spostiamoci in Europa. Una notizia storica per lo spazio. La startup tedesca Isar Aerospace ha appena lanciato il razzo Spectrum. È il primo volo orbitale privato partito dal continente europeo, per la precisione dall’Artico norvegese.

MARY: Come riportato da Le Monde, è un passo enorme. Fino a ieri l’Europa dipendeva da vecchi consorzi lenti o lanciava dalla Guyana francese, una vecchia infrastruttura di epoca coloniale. Lanciando dalla Norvegia, l’Europa si rende indipendente. Ma attenzione a chi paga il conto.

JOHN: Già. Il volo è stato un successo privato, ma è in parte finanziato da “Boost!”. È un programma dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che è l’organizzazione dei governi europei. Insomma, i capitali sono agili e privati, ma la rete di sicurezza è ancora pagata dai contribuenti.

MARY: Restiamo nel nostro continente, ma andiamo nella zona di guerra. Secondo il Wall Street Journal, il fisco ucraino ha appena multato oltre 5.000 cittadini. Il motivo? Tasse non pagate su 111 milioni di dollari guadagnati su OnlyFans tra il 2020 e il 2022.

JOHN: Qui l’ironia è amara. In Ucraina produrre pornografia è ancora un reato penale. Eppure, lo Stato ha disperato bisogno di soldi per finanziare la guerra. Quindi, di fatto, incassano sanzioni retroattive su un’attività illegale. Spingono capitali dal settore privato clandestino direttamente nelle casse pubbliche per comprare armi. Pura sopravvivenza fiscale.

MARY: E sul fronte diplomatico le cose non vanno meglio. Il Guardian riporta che due inviati statunitensi, Jared Kushner e Steve Witkoff, hanno incontrato il presidente ucraino Zelenskyy a Kiev. Questo subito dopo aver parlato a Mosca con Putin.

JOHN: Il risultato? Subito dopo la visita, la Russia ha bombardato pesantemente gli aeroporti di Kiev. Lo ha confermato lo stesso Zelenskyy. Usare negoziatori privati, che rispondono a logiche personali e non ai classici canali diplomatici, è pericolosissimo. Destabilizza il sistema e, come vediamo, provoca ritorsioni militari immediate.

MARY: Bene, per chiudere: cosa aspettarci nei prossimi giorni? Tenete d’occhio come l’amministrazione Trump userà le agenzie federali per spaventare i mercati prima delle elezioni di metà mandato. E in Europa, osservate come l’Ucraina cercherà soldi nei posti più inaspettati, mentre la diplomazia ombra americana rischia di accendere nuove micce sul campo.

JOHN: Sarà una settimana intensa e noi la seguiremo passo passo. Se questa puntata vi ha aiutato a unire i puntini, vi invitiamo a iscrivervi gratis alla newsletter quotidiana di The Gist. Niente spam, solo chiarezza dritta nella vostra casella di posta, ogni mattina. Trovate il link qui sotto, nelle note dell’episodio.

MARY: Esatto. Niente gergo, solo i fatti e le loro conseguenze. Grazie per essere stati con noi, a domani!


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