Crollo PISA di 14 e 9 punti: l’IA ci rimpiazza

L’intelligence essenziale di oggi su mercati, energia, AI e geopolitica.

Punti chiave:
• Geopolitica e nuovi equilibri internazionali
• L’impatto dell’IA sull’economia e la società
• Tensioni internazionali e conflitti aperti
• Dinamiche settoriali e accordi aziendali

L’integrazione dell’IA nel modello economico
I risultati PISA (programma globale sulle competenze dei quindicenni) dell’OCSE, gruppo intergovernativo di 38 democrazie di mercato, indicano un crollo globale di 14 punti in lettura e 9 in matematica dal 2022 (WSJ). L’asse strategico Canada-Unione Europea
Il Primo ministro canadese Mark Carney negozia con il Presidente francese Emmanuel Macron lo status di ‘membro associato’ nell’Unione Europea.

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Trascrizione

JOHN: Benvenuti a The Gist. Oggi è domenica 13 settembre 2026. Io sono John.

MARY: E io sono Mary. Preparate il caffè o infilate le cuffiette. Abbiamo un mondo da decodificare.

JOHN: Partiamo subito con la notizia del giorno. Il “Gist” di oggi. Secondo il Wall Street Journal, i nostri ragazzi sono nei guai. Sono usciti i nuovi test PISA.

MARY: Esatto. Per chi non lo sapesse, il PISA è un test globale gestito dall’OCSE, che è in pratica il club delle 38 democrazie di mercato più ricche. Serve a misurare le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze.

JOHN: I risultati? Un crollo globale. Rispetto al 2022, i punteggi sono scesi di 14 punti in lettura e 9 in matematica. Oggi, quasi un terzo degli studenti nel mondo è classificato a “basso rendimento”.

MARY: Ma ecco l’intuizione centrale, John. Questo collasso cognitivo umano sta avvenendo nell’esatto momento in cui l’Intelligenza Artificiale esplode.

JOHN: Questione di incentivi. Se gestisci un’azienda, una volta assumevi persone brillanti e le formavi. Oggi? Compri semplicemente più server. L’algoritmo maschera l’impreparazione umana e offre un profitto immediato.

MARY: Sul blog Marginal Revolution, l’economista Tyler Cowen ha fatto un’osservazione geniale. Dice che dobbiamo aggiornare il modello di Solow. È il classico schema macroeconomico che ci insegna che la crescita deriva da “capitale” e “lavoro”.

JOHN: Ora il mercato sta inserendo “l’Intelligenza” come fattore produttivo a sé stante. E al mercato non interessa minimamente se quell’intelligenza ha un’origine biologica o è fatta di silicio. Perché spendere anni a formare un dipendente quando un’IA sa già fare il lavoro?

MARY: Ricorda la “Pausa di Engels” dell’Ottocento. Durante la Rivoluzione Industriale britannica, i salari rimasero fermi per quasi cinquant’anni. Le macchine lavoravano al posto degli operai, finché questi ultimi non impararono nuove competenze.

JOHN: La storia non si ripete, ma fa rima. I flussi di risorse parlano chiaro: oggi chi ha i soldi investe nel capitale informatico, non in quello umano.

MARY: Passiamo allo Scenario Globale. Parliamo del pragmatismo per eccellenza: il mercato immobiliare.

JOHN: Il Wall Street Journal riporta che la Trump Organization sta lanciando il marketing per una nuova Trump Tower da 2 miliardi di dollari a Tbilisi, in Georgia, insieme ad Archi Group.

MARY: La cosa interessante qui è chi trae vantaggio ignorando la geopolitica. La Georgia si sta politicamente riallineando verso la Russia. Ma il capitale americano scavalca tranquillamente queste barriere. Ai soldi non serve il visto.

JOHN: A proposito di ignorare le rigidità diplomatiche. Secondo Bloomberg, il Presidente Trump ha appena definito “piuttosto di routine” il suo appoggio all’unificazione irlandese.

MARY: Ha liquidato in due parole le feroci proteste dei britannici. Quando sei la superpotenza, puoi permetterti di bypassare le tradizionali cortesie tra alleati.

JOHN: Voliamo in India. La banca centrale indiana ha appena forzato la mano a Tata Sons.

MARY: Tata Sons è la gigantesca holding da 185 miliardi di dollari che controlla l’omonimo gruppo. È sempre stata gestita a porte chiuse, in famiglia. Ma il regolatore indiano le ha negato un’esenzione, obbligandola a una IPO, un’Offerta Pubblica Iniziale.

JOHN: In parole semplici: devono vendere le loro azioni sui mercati pubblici. Questo smantella il controllo della famiglia del patriarca Noel Tata. Il potere finanziario passa dal salotto di casa al mercato aperto.

MARY: Torniamo più vicini a noi. Andiamo in Europa. John, avresti mai detto che il Canada volesse diventare europeo?

JOHN: Geograficamente difficile, economicamente molto probabile. Il Wall Street Journal rivela che il Primo Ministro canadese Mark Carney sta negoziando con il Presidente francese Emmanuel Macron. L’obiettivo? Far diventare il Canada un “membro associato” dell’Unione Europea.

MARY: Carney vuole libera circolazione e reti integrate nella difesa, nell’energia e nell’IA, per accedere al mercato unico europeo da 21mila miliardi di dollari.

JOHN: Ma perché lo fa? Seguiamo le risorse. Washington sta alzando muri con nuovi dazi. Questo aggressivo protezionismo americano sta spingendo il Canada, un alleato storico, a spostare i propri confini economici oltre l’Atlantico per mettersi al riparo.

MARY: Resta da vedere se supereranno la complessa burocrazia europea e il potenziale veto del Parlamento. Nel frattempo, i confini fisici dell’Europa diventano più vulnerabili. L’emittente tedesca ZDF riporta che un drone militare russo ha colpito un treno passeggeri in viaggio da Kiev a Varsavia, proprio a ridosso del confine polacco.

JOHN: L’operatore ferroviario ucraino parla di attacchi sistematici. Questo espone in modo diretto la logistica civile europea. Colpire i treni significa trasformare le catene di approvvigionamento in un bersaglio militare diretto.

MARY: E a proposito di militari che entrano nella sfera civile, chiudiamo con l’Italia. Il Sole 24 Ore segnala un duro scontro politico sull’ordine pubblico. Il partito della Lega sta facendo pressioni sul Ministro della Difesa Guido Crosetto per espandere l’operazione ‘Strade Sicure’.

JOHN: È un’iniziativa nata nel 2008 che schiera pattuglie militari nelle città. Il problema? Consolidare questa presenza significa prendere risorse militari nazionali e trasformarle definitivamente in vigili urbani.

MARY: Chi ci guadagna? I politici, che mostrano di avere il pugno duro sulla sicurezza. Chi ci perde? L’esercito, che vede dirottate le proprie risorse strutturali verso compiti di polizia locale.

JOHN: Ed eccoci alla fine. Cosa possiamo aspettarci nei prossimi giorni, Mary?

MARY: Tenete d’occhio come governi e aziende reagiranno a questo divario tra intelligenza umana e artificiale. L’istruzione diventerà un bene di lusso, mentre l’algoritmo diventerà lo standard. E sul fronte geopolitico, aspettatevi che altri storici alleati degli Stati Uniti inizino a guardare all’Europa o all’Asia per evitare i dazi di Washington.

JOHN: Noi saremo qui per capire insieme a voi dove si sposta il potere. Se questa puntata vi è stata utile, vi invitiamo a iscrivervi alla nostra newsletter quotidiana gratuita. È The Gist, dritto nella vostra casella di posta, per darvi ogni giorno la bussola giusta.

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JOHN: Grazie per essere stati con noi. A domani.


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