Stretta su UBS: trattenuti 18 miliardi di dollari

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Punti chiave:
• Mercati e Regolamentazione Finanziaria
• Innovazione Tecnologica e Transizione Energetica
• Geopolitica delle Materie Prime Strategiche

Svizzera: imposta a UBS una copertura del 90%
Il 23 settembre 2026, la camera alta ha votato 29 a 16 obbligando UBS a coprire le filiali estere col 90% di capitale Common Equity Tier 1 (CET1, composto da azioni ordinarie e utili). Il rinvio della miniera norvegese di terre rare
Al 23 settembre 2026, la Norvegia ha posticipato almeno al 2028 l’apertura della più grande miniera europea di terre rare (Euronews; MINING.

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Trascrizione

JOHN: Benvenuti a The Gist. Oggi è mercoledì 23 settembre 2026. Io sono John.

MARY: E io sono Mary. Allacciate le cinture, perché oggi parliamo di soldi, potere e di chi decide davvero le regole del gioco.

JOHN: Partiamo subito con *The Gist di oggi*, la nostra notizia principale. E andiamo in Svizzera. Secondo il Financial Times e Bloomberg, il parlamento svizzero ha appena preso una decisione storica. Ha votato 29 a 16 per imporre a UBS, la loro gigantesca megabanca, una regola ferrea: dovrà coprire le sue filiali estere con il 90% di Common Equity Tier 1.

MARY: Fermiamo subito il treno del gergo finanziario. “Common Equity Tier 1”, o CET1, suona come il livello di un videogioco molto noioso. In realtà, è il capitale primario di altissima qualità. Azioni vere e utili trattenuti. Pensatelo come avere banconote sonanti nel portafoglio prima di entrare in un casinò, invece di usare solo carte di credito.

JOHN: Esatto. Ma perché Berna lo fa? Per capire chi ci guadagna, guardiamo agli incentivi. Il bilancio di UBS oggi è più grande dell’intera economia svizzera. È un monopolio nato dal salvataggio di Credit Suisse nel 2023, che costò alla banca centrale svizzera ben 250 miliardi di franchi in liquidità di emergenza.

MARY: Un conto salatissimo. Quindi il governo svizzero ha fatto i conti: se UBS si espande troppo all’estero e fallisce, il crollo diventa una tassa enorme che ricade direttamente sui cittadini svizzeri. Costringere la banca a tenere fermi circa 18 miliardi di dollari di capitale vero significa azzoppare un po’ i profitti e i dividendi dei dirigenti.

JOHN: Ma protegge le casse pubbliche. I legislatori stanno letteralmente smantellando i trucchi di ingegneria finanziaria. Meno profitti per i banchieri rispetto ai concorrenti americani, ma un paracadute molto più sicuro per i cittadini svizzeri.

MARY: E a proposito di regole che spostano i costi sugli altri, passiamo allo Scenario Globale. C’è maretta tra Canada e Unione Europea. Secondo Politico, Ottawa ha presentato un reclamo formale contro il regolamento europeo sulla deforestazione.

JOHN: L’acronimo è EUDR. In pratica, dal 2026 le grandi aziende dovranno tracciare con il GPS esattamente da dove arriva il loro legname o la loro carne, per dimostrare che non hanno abbattuto foreste.

MARY: Ottima intenzione, certo. Ma guardiamo i flussi di potere: l’Europa usa la sua enorme forza commerciale per dettare gli standard ambientali al resto del mondo. Invece di pagare per questa transizione, l’UE scarica i costi di tracciabilità direttamente sui boscaioli canadesi o sudamericani. E il Canada, ovviamente, la vede come una barriera commerciale sleale.

JOHN: Spostandoci sulla tecnologia, c’è una novità dalla Cina. Ieri, l’azienda cinese DeepSeek ha svelato un nuovo metodo per addestrare l’intelligenza artificiale, riducendo le “allucinazioni” e i comportamenti imprevedibili. Lo riporta Bloomberg.

MARY: Qui la dinamica è affascinante. Mentre l’Europa cerca di imbrigliare l’Intelligenza Artificiale con infinite direttive sulla responsabilità legale, Pechino inonda i suoi ingegneri di capitali. Stanno dimostrando che spesso è l’innovazione tecnica guidata da enormi investimenti, e non la burocrazia, a creare sistemi più sicuri. L’obiettivo della Cina è chiaro: superare l’Occidente sui sistemi autonomi.

JOHN: Ed eccoci in Europa. Rimanendo in tema di transizione ecologica, Euronews e Mining.com riportano che la Norvegia ha appena posticipato al 2028 l’apertura della più grande miniera europea di terre rare. Il motivo? Norme ambientali che proteggono le aree boschive.

MARY: Questa è l’ironia suprema della transizione verde europea. Vogliamo a tutti i costi l’indipendenza mineraria per costruire batterie e pannelli solari. Ma nessuno vuole una raffineria inquinante nel proprio cortile.

JOHN: Esatto. L’analogia è semplice: tutti vogliono l’auto elettrica nuova, ma nessuno vuole la fabbrica rumorosa nel proprio quartiere. Il risultato? L’Europa è costretta a esternalizzare il lavoro sporco. E indovina chi ci guadagna? La Cina, che già oggi controlla il 60% dell’estrazione globale e quasi tutta la raffinazione. Preserviamo i nostri boschi, sì, ma diventiamo totalmente dipendenti da Pechino.

MARY: Passiamo alla politica pura. In Francia, i candidati per le elezioni presidenziali del 2027 stanno bussando disperatamente alle porte delle banche private. Il piano del governo per garantire prestiti pubblici ai partiti è crollato, come segnala Politico.

JOHN: E questo cambia tutto. Il National Rally, il partito di destra guidato da Marine Le Pen, sta negoziando sotto la lente d’ingrandimento per via dei suoi prestiti passati. Qui il potere si sposta drasticamente: il capitale privato, le banche, stanno diventando i veri “buttafuori” della democrazia. Se non ti finanziano, non puoi fare campagna.

MARY: E mentre in Francia il problema sono i soldi, in Germania per la destra dell’AfD il problema sono le contraddizioni interne, esplose dopo le recenti elezioni regionali, incluse le tensioni sul posizionamento culturale della co-leader Alice Weidel.

JOHN: Chiudiamo in Italia. E parliamo di calcio, ma non di sport. Il Sole 24 Ore ha pubblicato un rapporto spietato: i club calcistici professionistici italiani hanno bruciato oltre 9 miliardi di euro negli ultimi vent’anni. Ben 49 squadre sono finite in bancarotta multipla.

MARY: Non è solo cattiva gestione. È un problema di sicurezza. Quando un settore accumula deficit cronici e viene gestito senza alcuna razionalità economica, si trasforma nel veicolo perfetto per chi ha soldi sporchi da ripulire. Il rapporto infatti certifica pesanti infiltrazioni mafiose nel settore. I club disperati diventano prede facili.

JOHN: In chiusura, cosa aspettarsi nei prossimi giorni? Tenete d’occhio i mercati finanziari. Le altre banche europee guarderanno con terrore alla mossa svizzera su UBS, sperando che i loro governi non copino l’idea di bloccare così tanto capitale. E sul fronte tecnologico, l’accelerazione di Pechino sull’IA ci farà vedere nuove mosse dalla Silicon Valley prima del fine settimana.

MARY: Esatto. Se vi piace capire il mondo in questo modo, andando oltre la superficie e seguendo sempre il denaro e il potere, siete dei nostri. John, come fanno a non perdersi neanche un colpo?

JOHN: È facilissimo. Se la puntata di oggi vi è stata utile, iscrivetevi gratuitamente alla newsletter quotidiana di The Gist. Trovate il link direttamente nelle note dell’episodio, ci vuole un secondo ed è gratis.

MARY: Da Mary è tutto.

JOHN: E da John, grazie per averci ascoltato. A domani, sempre su The Gist.


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