Cina-USA: competizione su frequenze e orbite spaziali

Evening Analysis • Monday, October 19, 2026

The Gist View

Il 19 ottobre due ricercatori dello Stimson Center di Washington hanno scritto su Foreign Affairs che la Cina pareggia gli Stati Uniti nello spazio. La posta non sono i razzi ma le frequenze e le orbite, che l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU), agenzia ONU, assegna di fatto a chi arriva prima.

Pechino ha depositato piani per due reti, Guowang, della società statale China Satellite Network Group, e Qianfan, sostenuta da Shanghai, ciascuna di oltre 10.000 satelliti. Lo Stato può reggere anni di perdite pur di occupare le orbite per primo. Washington conta su SpaceX, l’azienda di Elon Musk, che va dove i clienti pagano.

Chi vuole connettività senza una rete propria sceglierà tra un fornitore privato americano, che può limitare il servizio (Zelensky lamenta i tetti di velocità di Starlink in Ucraina), e uno di Stato cinese. L’ITU non ha polizia: fondata a Parigi nel 1865 da venti Stati per i telegrafi, può solo cancellare i diritti non usati.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Cina e Stati Uniti: la corsa allo spazio non è più a senso unico

Su Foreign Affairs del 19 ottobre, Robert A. Manning, ricercatore dello Strategic Foresight Hub dello Stimson Center (Stati Uniti), e Nick Hawkins, ricercatore del programma Cina dello stesso centro, sostengono che Washington, concentrata sull’intelligenza artificiale, sottovaluti i progressi cinesi nello spazio. Per loro la Cina è ormai un concorrente alla pari su satelliti e Luna. Il testo cita come esempio un razzo Long March 2-C, lanciato dalla base di Xichang, nella provincia cinese del Sichuan. Secondo me la sfida si decide meno sui lanci e più su chi controlla le costellazioni satellitari e le infrastrutture orbitali. Per ora in quel campo i due paesi si affidano a modelli industriali diversi.

Francia: la crisi di sicurezza pesa sulla corsa all’Eliseo

Dopo le violenze del 17 e 18 ottobre, con saccheggi e scontri in tutta la Francia, Politico Europe riferisce che il presidente Emmanuel Macron, partito poi per il Medio Oriente, non ha convinto il proprio campo con il suo intervento televisivo. Il candidato alla presidenza ed ex premier Gabriel Attal ha ribadito la proposta di dare al governo il potere di bloccare i social media in modo selettivo. Secondo Attal, le misure dovrebbero essere «temporanee» e limitate all’area dei disordini. Osservo che la sicurezza è ormai il terreno su cui i candidati si differenziano, e a farne le spese è il governo in carica.

Colossal riporta in Nuova Zelanda un uovo di moa

Secondo Bloomberg, Colossal Biosciences, la società di biotecnologie che punta a riportare in vita specie estinte, ha acquistato un raro uovo di moa, uccello inalato estinto, e lo restituirà alla Nuova Zelanda. Il gesto rafforza il legame dell’azienda con il paese, dove il moa è una specie originaria.

Nella prossima edizione di The Gist troverai altri sviluppi.

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The European Perspective

Francia, il ministro dell’Interno ammette il “Kontrollverlust” e Macron respinge le sue dimissioni

Secondo la ZDF, il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha parlato di una perdita di controllo dopo i disordini del fine settimana. Il bilancio è di 997 agenti feriti e 2.331 persone in stato di fermo a livello nazionale, con altri 350 fermi a Parigi tra domenica e lunedì. Il presidente Emmanuel Macron ha respinto l’offerta di dimissioni di Nuñez e chiede un tavolo di confronto sui problemi di fondo. Il governo ha annunciato coprifuoco limitati a livello locale, mentre sono previste nuove manifestazioni.

Parigi mobilita gli investigatori contro i saccheggi

Secondo Euronews, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato un’operazione di polizia su larga scala dopo i saccheggi di sabato. Quasi 200 investigatori esamineranno i filmati del fine settimana per identificare i sospetti nella sola regione di Parigi, dove diverse attività commerciali sono state distrutte e saccheggiate.

Italia, lo sciopero dei Tir svuota i banchi del Sud

Secondo Il Sole 24 Ore, la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti sta mettendo sotto pressione le filiere del Sud Italia. Le celle frigorifere delle aziende agricole sono piene, i camion carichi di merci deperibili restano fermi sulle strade e nei supermercati si vedono i primi scaffali vuoti. Il costo ricade su chi produce e vende alimentari freschi, che non riesce a consegnare.

Ucraina, Putin rafforza la sua posizione diplomatica

La ZDF osserva che la guerra dura da quasi cinque anni senza una soluzione in vista. Secondo l’analisi del corrispondente dalla Russia Sebastian Ehm, i colloqui in corso procedono in modo favorevole a Putin, anche grazie al presidente americano Donald Trump. Il rischio per l’Europa è dover negoziare da una posizione più debole sul sostegno a Kiev.

Nella prossima edizione di The Gist seguiremo gli sviluppi di queste storie.

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