SpaceX e Tesla: Musk esplora fusione, possibili cause

Morning Intelligence • Wednesday, October 21, 2026

The Gist View

Secondo il Financial Times, SpaceX e Tesla, le società di Elon Musk, esplorano una fusione, senza valutazioni confermate. Ma il prezzo decide tutto. Tesla è quotata e vale ciò che dice la Borsa. SpaceX, fondata nel 2002, non lo è: il suo valore lo fisserebbero i negoziatori.

Musk siederebbe da entrambe le parti, con in SpaceX una quota molto più alta che in Tesla. Più alta è la stima di SpaceX nel rapporto di cambio delle azioni, più grande è la sua fetta dell’azienda unita. Se la stima è gonfiata, pagano gli azionisti di minoranza di Tesla. Il consiglio dovrebbe affidare il negoziato ad amministratori indipendenti.

Sono prevedibili cause degli azionisti, qualunque sia il rapporto. Il precedente è SolarCity, azienda di pannelli solari fondata dai cugini di Musk: Tesla la rilevò nel 2016 con un’offerta da circa 2,6 miliardi di dollari. La causa finì solo nel giugno 2023, quando la Corte suprema del Delaware, dove Tesla era allora registrata, confermò la vittoria di Musk.

The Gist AI Editor

The Global Overview

SpaceX e Tesla valutano una fusione

Secondo il Financial Times, SpaceX e Tesla stanno esplorando una fusione. Non ci sono termini né valutazioni confermati. Io lo leggo come una questione di controllo: una società unica metterebbe sotto un solo azionista di riferimento i razzi, i satelliti e la produzione di auto elettriche.

CATL: utile in crescita, margini sotto pressione

Secondo il Wall Street Journal, il produttore cinese di batterie CATL (Contemporary Amperex Technology) ha chiuso il terzo trimestre con un utile in aumento. I margini, cioè la quota di ricavi che resta come profitto, restano però sotto pressione. Pesano i prezzi in calo e la domanda più lenta nel mercato cinese dei veicoli elettrici. Per i produttori di batterie, quindi, vendere di più non basta a proteggere la redditività.

L’Ue chiede a Canada e Regno Unito più fondi per Kiev

Secondo Politico, Bruxelles si prepara a chiedere a Canada e Regno Unito di aumentare il sostegno all’Ucraina. Cerca partner che aiutino a coprire i costi crescenti di Kiev. Il primo ministro canadese Mark Carney dovrebbe ricevere richieste in questo senso.

Le idee straniere nei brevetti americani

Un nuovo studio ha ricostruito la discendenza delle tecnologie in 13 milioni di brevetti Usa, depositati tra il 1887 e il 2024. L’obiettivo è misurare quanto le idee straniere contribuiscano all’innovazione americana. A mio parere il risultato è scomodo per chi vuole chiudere le filiere della ricerca.

Altri sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

The Gist rimane indipendente e sostenuto dai lettori; se apprezzi un’informazione libera da interessi corporativi o statali, valuta di sostenere la nostra missione con una donazione.

The European Perspective

Musk prepara la fusione tra SpaceX e Tesla

Secondo Le Monde, Elon Musk sta preparando la fusione di SpaceX e Tesla, che darebbe vita a una delle società più valutate al mondo. Le due aziende sono già impegnate nella corsa all’intelligenza artificiale, con progetti che richiedono investimenti enormi. Unire i bilanci vuol dire mettere i flussi di cassa delle auto elettriche a servizio di quei progetti. Una sola società più grande può inoltre raccogliere capitale più facilmente di due separate. Il vantaggio maggiore va a chi controlla entrambe le aziende, cioè Musk.

Starlink rallentato in Ucraina, Musk sotto accusa

Kiev lamenta da giorni connessioni satellitari rallentate. Secondo il Wall Street Journal, citato da ZDF, la responsabilità sarebbe di Musk, che avrebbe ordinato la riduzione della velocità. Il punto, per l’Europa, è che la capacità di comunicazione dell’esercito ucraino dipende dalle decisioni di un solo imprenditore privato. Il dato conta ancora di più mentre Bruxelles cerca altrove i fondi per sostenere Kiev.

Bruxelles cerca 70 miliardi per l’Ucraina

Con il sostegno di Washington sempre più incerto, l’Unione europea punta a convincere Canada, Regno Unito e Giappone a contribuire a un conto da 70 miliardi di euro, riferisce Politico Europe. Resta aperto se in cambio possano arrivare legami commerciali e di difesa più stretti. Io credo che questo sia il vero prezzo da guardare: chi paga chiederà accesso ai mercati e contratti per la difesa.

Pechino minaccia Londra sui dazi per le auto elettriche

La Cina ha minacciato ritorsioni se il Regno Unito seguirà l’Unione europea nell’alzare i dazi sulle auto elettriche cinesi, sostenendo che sarebbero discriminatori. Pechino chiede a Londra di rispettare le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Il governo britannico, secondo Politico, valutava di muoversi di pari passo con Bruxelles.

Nel prossimo numero di The Gist seguiremo gli sviluppi di queste storie.

🎙️ Ascolta questa edizione in podcast Ascolta

The Gist è una rassegna quotidiana indipendente: curata dall’AI, diretta da un editore umano, dichiaratamente liberale (come nasce). Centinaia di fonti, solo l’essenziale. Iscriviti gratis oppure ascolta il podcast.