Pakistan e Iraq chiudono valichi con l’Iran, Talebani opzione

Morning Intelligence • Saturday, October 24, 2026

The Gist View

Pakistan e Iraq, due dei sette vicini di terra dell’Iran, hanno chiuso alcuni valichi: la pressione americana, già sul mare e nel cielo, ora arriva via terra. Basta che due governi facciano il conto. Islamabad dipende dal Fondo monetario internazionale, di cui gli Stati Uniti sono il primo azionista. Baghdad tiene i ricavi del petrolio presso la banca centrale americana a New York. Perdere il commercio di confine costa meno che irritare Washington.

Ne restano cinque: Turchia, Armenia, Azerbaigian, Turkmenistan e Afghanistan. Ognuno farà lo stesso calcolo. Prevedo che resti aperto chi ha meno da perdere. I talebani, al potere a Kabul dal 2021, sono già in gran parte esclusi dalla finanza occidentale. Il commercio iraniano si sposterà lì, a costi più alti.

Nel 2012 l’embargo petrolifero dell’Unione europea ridusse di circa la metà l’export di greggio iraniano, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia. Allora Teheran continuò a commerciare con i vicini, Iraq compreso.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Pakistan e Iraq chiudono valichi: l’Iran perde le vie di terra

Secondo il Wall Street Journal, Pakistan e Iraq hanno chiuso alcuni valichi di frontiera con l’Iran. Così si stringe la pressione economica già esercitata dal blocco navale statunitense e dalle sanzioni sul traffico aereo. Le rotte via terra erano l’alternativa principale per le merci iraniane, e ora due vicini che dipendono dai rapporti con Washington le limitano. Il giornale non fornisce cifre sui volumi di scambio persi. Il costo della chiusura ricade soprattutto sulle province di confine di Pakistan e Iraq, che vivevano di quel commercio.

Il reparto Starlink e la difesa antidrone ucraina

Il generale in pensione statunitense Ben Hodges ha dichiarato a Bloomberg che le restrizioni al servizio Starlink hanno inflitto un colpo significativo alle capacità antidrone dell’Ucraina. A suo dire hanno anche interrotto un sistema di allerta precoce per i missili balistici in arrivo. Hodges ha definito «bizzarro» che il presidente Donald Trump difenda Elon Musk come «brava persona». Ha invece apprezzato il ruolo della first lady Melania Trump nel ottenere aiuti per i civili ucraini, ma lo ritiene una piccola parte della sofferenza causata dalla guerra. Quanto pesi la dipendenza da un fornitore privato lo dice questo dato: una sua decisione commerciale incide sulla difesa di un paese.

Londra stanzia 100 milioni di sterline per un laboratorio di biosicurezza sull’IA

Il Regno Unito ha annunciato 100 milioni di sterline per un laboratorio di biosicurezza sull’intelligenza artificiale, sostenuto da OpenAI, Anthropic e Google DeepMind, secondo Bloomberg. Fa parte di misure per capire e affrontare i rischi della tecnologia. Il mio giudizio: le tre aziende che finanziano il sistema di valutazione sono le stesse che producono i modelli da valutare, e ottengono così accesso diretto a chi scriverà le regole.

Gilet gialli di nuovo in piazza in Francia

Il Wall Street Journal riferisce che il movimento che otto anni fa paralizzò Parigi è tornato in strada, unendosi a un insieme crescente di gruppi di protesta. Per il governo francese è un nuovo banco di prova, mentre le proteste si moltiplicano.

Altri sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

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The European Perspective

Ebola in Kenya: seconda vittima

Il ministero della Salute del Kenya ha comunicato una seconda morte per Ebola. La vittima è una donna di 65 anni, parente stretta di un uomo morto di Ebola nello stesso mese. I primi sintomi sono comparsi dieci giorni fa, mentre era in quarantena a Nairobi. Sette persone restano in cura nel Paese.

Il premier britannico Burnham chiede a Trump l’accesso pieno della Ucraina a Starlink

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha telefonato al presidente statunitense Donald Trump. Secondo Downing Street, gli ha chiesto un accesso senza restrizioni della Ucraina al sistema satellitare Starlink, perché Kiev possa continuare a difendersi dall’invasione russa. Burnham ha anche riconosciuto gli sforzi di Trump per portare il presidente russo Vladimir Putin al tavolo dei negoziati.

Germania: le imprese scaricano il costo dell’energia sui prezzi

A settembre l’indice ifo sulle attese di prezzo, che misura quante aziende tedesche prevedono di alzare i listini, è salito a 22,7 punti da 21,4 di agosto. Dopo il blocco dello stretto di Bab al-Mandab il petrolio è risalito, e gas ed elettricità a metà settembre hanno toccato i massimi da fine 2022. Il responsabile congiuntura dell’ifo, Timo Wollmershäuser, prevede aumenti di luce e gas in inverno e un’inflazione sopra il 3% nei prossimi mesi.

Tassi alti, ma meno restrittivi del previsto

Uno studio pubblicato dal centro di ricerca CEPR sostiene che il tasso di interesse “naturale”, quello che né frena né spinge l’economia, è salito di circa 2 punti percentuali negli Stati Uniti e di 1,5-2 nell’area euro. Quindi la stretta monetaria è stata meno dura di quanto si creda, e questo spiega perché occupazione e attività hanno tenuto. L’angolo meno ovvio: il costo reale del denaro è cresciuto meno di quello nominale, e le imprese hanno potuto continuare a investire.

Gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

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