Netanyahu cerca mandato, partiti minori negoziano seggi

Morning Intelligence • Wednesday, October 28, 2026

The Gist View

Il primo ministro Benjamin Netanyahu cerca un altro mandato, ma i primi risultati, secondo il Wall Street Journal, non danno a nessuno i 61 seggi su 120 della Knesset, il parlamento israeliano, necessari per governare. Ogni partito sopra la soglia del 3,25% può far cadere la maggioranza, e lo sa.

Il presidente Isaac Herzog affida l’incarico al candidato con più probabilità di riuscire, che ha 28 giorni, prorogabili di 14. In quel tempo ogni piccolo partito vende il proprio sì a ministeri e fondi, e alza il prezzo se può passare all’altro campo. Netanyahu, a processo per corruzione dal 2020, ha più da perdere di ogni rivale fuori dal governo: può pagare di più.

Per i mercati conta il tempo: un governo che tratta la propria nascita firma a fatica accordi regionali. Il precedente non rassicura: tra aprile 2019 e novembre 2022 Israele ha votato cinque volte, secondo i dati della Knesset.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Israele al voto, nessun vincitore netto nei primi risultati

Secondo il Wall Street Journal, i primi risultati delle elezioni in Israele non indicano un vincitore chiaro. Il primo ministro Benjamin Netanyahu cerca un altro mandato. Senza una maggioranza netta, il potere passa ai partiti minori, che possono negoziare la propria adesione a una coalizione. Questo rende incerti i tempi e la composizione del prossimo governo.

Petrolio in rialzo, oro sopra i 4.000 dollari

Il petrolio è salito. Secondo la banca ANZ, la prospettiva di colloqui diplomatici ha attenuato la tensione in Medio Oriente, ma non ha generato vendite significative: gli operatori guardano sempre più a ciò che accade sul terreno e ai rischi per le forniture. L’oro, intanto, resta sopra la soglia dei 4.000 dollari l’oncia in attesa delle decisioni di diverse banche centrali, con la Federal Reserve (la banca centrale statunitense) in testa. Il mercato non prezza una distensione, ma una copertura dai rischi.

Il Quebec separatista contro il vertice UE-Canada

Il nuovo premier del Quebec (Canada), Paul St-Pierre Plamondon, ha accusato martedì Ottawa di escludere la provincia dal vertice UE-Canada di Montreal, denunciando una «grave mancanza di rispetto». Secondo Politico, ha avvertito che la provincia avrà l’ultima parola sugli accordi che toccano le sue competenze. Il primo ministro canadese Mark Carney rischia quindi di firmare intese che una provincia può contestare o bloccare.

Attacco hacker a GMO, il forex giapponese regge

Secondo Takayuki Tominaga di Central Tanshi FX, citato da Bloomberg, il mercato giapponese del forex al dettaglio ha in gran parte ignorato l’attacco informatico a GMO Internet Group. I volumi di scambio reggono, anche se alcuni investitori chiudono i conti. La clientela resta, quindi, per ora, con i broker.

Nella prossima edizione di The Gist troverete i nuovi sviluppi di queste storie.

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The European Perspective

Israele al voto: Netanyahu e Eisenkot restano in stallo

Dopo la chiusura dei seggi in Israele, le prime proiezioni non indicano un vincitore chiaro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e lo sfidante Gadi Eisenkot, secondo la ZDF. Netanyahu si dice comunque sicuro di continuare a governare e chiede un esecutivo di destra forte. Con un risultato in equilibrio, il peso passa ai partiti minori, che possono decidere quale coalizione arrivi alla maggioranza.

Energia più cara: i prezzi arrivano ai consumatori

In Germania l’istituto di ricerca ifo registra che le imprese scaricano sempre più i costi energetici sui prezzi di vendita. L’indice delle attese di prezzo, che misura quante aziende prevedono rincari, è salito a 22,7 punti a settembre dai 21,4 di agosto. Dopo il blocco dello stretto di Bab al-Mandab, il petrolio è risalito con decisione. Gas ed elettricità hanno toccato a metà settembre il livello più alto dalla fine del 2022. Il capo della congiuntura dell’ifo, Timo Wollmershäuser, prevede che in inverno i fornitori alzino le bollette di luce e gas e che l’inflazione superi il 3% nei prossimi mesi. Un dato che non si vede: chi ha margini per ritoccare i listini subito, come carburanti e riscaldamento, protegge i profitti prima degli altri. Chi vende beni e servizi con contratti a prezzo fisso assorbe il rincaro più a lungo.

Clima e salute: quasi 150 ricercatori chiedono l’emergenza globale

Quasi 150 ricercatori di oltre 30 paesi chiedono di dichiarare il cambiamento climatico un’emergenza sanitaria globale, riferisce la Deutsche Welle. Caldo, siccità e tempeste uccidono già milioni di persone. Solo nel 2023 il clima ha causato più di mezzo milione di morti per caldo.

Merz in Asia cerca alternative alle materie prime cinesi

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è in Asia per rispondere alle crisi economiche e di sicurezza, scrive Politico Europe. Il viaggio potrebbe indicare come ridurre la dipendenza dalle materie prime cinesi. Si valuta anche se Merz riesca ad accelerare la consegna all’Ucraina di missili Patriot giapponesi.

Gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

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