La Geopolitica Asimmetrica dei Droni
La guerra in Ucraina continua a dimostrare come la tecnologia stia riscrivendo le regole del conflitto. Mentre Mosca insiste nel denunciare un attacco con droni alla residenza di Putin, Kyiv annuncia nuovi attacchi in territorio russo, colpendo infrastrutture critiche come la raffineria di Tuapse. Questo evidenzia una realtà ineludibile: la tecnologia a basso costo sta democratizzando la capacità di proiezione militare. Non vedo più solo uno scontro tra eserciti tradizionali, ma una contesa in cui l’innovazione e l’agilità possono sfidare la potenza convenzionale, alterando l’equilibrio strategico alle porte d’Europa.
La Rete come Piazza del Dissenso
Dall’Iran, la voce del regista Jafar Panahi riecheggia attraverso i social media, definendo le proteste contro il carovita una “rivolta per far avanzare la storia”. Le sue parole, “il dolore condiviso si è trasformato in un grido nelle strade”, affidate a Instagram, ci ricordano come le piattaforme digitali siano diventate arene fondamentali per l’esercizio della libertà individuale contro regimi autoritari. A mio avviso, la tecnologia, sebbene non priva di rischi, si conferma uno strumento potente nelle mani di chi cerca il cambiamento, consentendo di aggirare la censura e di coordinare la richiesta di diritti e responsabilità.
Fede, Spiritualità e Silicio
In Europa si delinea un paesaggio spirituale in piena trasformazione, quasi un’era “post-religiosa” in cui le credenze tradizionali lasciano spazio a percorsi ibridi. Si osserva una crescente tendenza a combinare pratiche come la meditazione Zen con un approccio quasi spirituale alla tecnologia e alla connessione mente-corpo. Questo fenomeno non è altro che il mercato delle idee in piena azione. Riflette una profonda ricerca di significato su base individuale, dove ciascuno costruisce il proprio sistema di valori al di fuori delle istituzioni consolidate, in un dialogo continuo tra antico e digitale.
La Contrazione di Hollywood
Nel 2025, il numero di registe donne tra i 100 film di maggior successo a Hollywood è sceso al minimo degli ultimi sette anni, attestandosi ad appena l’8,1%. Questo dato, elaborato dalla University of Southern California, segna un calo del 13,4% rispetto all’anno precedente e riporta l’industria indietro al 2018. Personalmente, trovo che questa inversione di tendenza sollevi interrogativi sulla meritocrazia e sull’apertura di un settore che dovrebbe essere all’avanguardia dell’innovazione culturale, non solo tecnologica.
Continueremo a monitorare queste tendenze nel prossimo numero di The Gist.
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