2026-01-01 • Putin promette “vittoria certa” in Ucraina, ma il fronte è statico

Morning Intelligence – The Gist

Putin ha inaugurato il 2026 con un messaggio di Capodanno che promette “vittoria certa” in Ucraina, mentre il Cremlino rilancia l’accusa – priva di prove – di un attacco con 91 droni ucraini contro la sua residenza nel Novgorod. (reuters.com)

Dietro la retorica patriottica si cela una realtà più prosaica: dopo quasi quattro anni di guerra il fronte è statico, il PIL russo cresce appena dello 0,2 % (stima Banca Mondiale) e il deficit federale supera il 4 % del PIL, il peggiore dal 1998. Il Cremlino ha dunque bisogno di un nemico esterno per giustificare l’austerità domestica e il drenaggio di risorse verso l’apparato militare.

Parallelamente, Kiev percepisce il “casus belli dei droni” come tentativo di Mosca di irrigidire i negoziati guidati da Washington: ogni sospensione dei colloqui congela anche i 4,3 miliardi di dollari del fondo PURL per armi occidentali, spingendo l’Ucraina a operazioni asimmetriche su infrastrutture russe che aggravano la spirale escalation-negoziato.

La lezione storica è chiara: come nella guerra d’attrito Iran-Iraq degli anni ’80, quando le “fasi di pace” venivano sistematicamente sabotate da provocazioni simboliche, la narrativa di vittoria serve più alla politica interna che alla strategia militare. Finché le parti non accetteranno monitoraggio indipendente sugli incidenti, i droni resteranno più utili come pretesto che come arma. “Le illusioni di potere svaniscono alla prova dei fatti”, ricorda Timothy Snyder.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Thursday, January 01, 2026

the Gist View

Putin ha inaugurato il 2026 con un messaggio di Capodanno che promette “vittoria certa” in Ucraina, mentre il Cremlino rilancia l’accusa – priva di prove – di un attacco con 91 droni ucraini contro la sua residenza nel Novgorod. (reuters.com)

Dietro la retorica patriottica si cela una realtà più prosaica: dopo quasi quattro anni di guerra il fronte è statico, il PIL russo cresce appena dello 0,2 % (stima Banca Mondiale) e il deficit federale supera il 4 % del PIL, il peggiore dal 1998. Il Cremlino ha dunque bisogno di un nemico esterno per giustificare l’austerità domestica e il drenaggio di risorse verso l’apparato militare.

Parallelamente, Kiev percepisce il “casus belli dei droni” come tentativo di Mosca di irrigidire i negoziati guidati da Washington: ogni sospensione dei colloqui congela anche i 4,3 miliardi di dollari del fondo PURL per armi occidentali, spingendo l’Ucraina a operazioni asimmetriche su infrastrutture russe che aggravano la spirale escalation-negoziato.

La lezione storica è chiara: come nella guerra d’attrito Iran-Iraq degli anni ’80, quando le “fasi di pace” venivano sistematicamente sabotate da provocazioni simboliche, la narrativa di vittoria serve più alla politica interna che alla strategia militare. Finché le parti non accetteranno monitoraggio indipendente sugli incidenti, i droni resteranno più utili come pretesto che come arma. “Le illusioni di potere svaniscono alla prova dei fatti”, ricorda Timothy Snyder.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Guerra Fredda 2.0 nel “cortile” americano

Mentre Washington concentra le sue energie sulla politica interna, Pechino raddoppia la sua influenza in America Latina, sfidando apertamente il tentativo del Presidente Trump di rivendicare l’emisfero occidentale come sfera di influenza esclusiva degli Stati Uniti. Il commercio bidirezionale tra Cina e la regione ha superato i 450 miliardi di dollari e Pechino è ormai il primo partner commerciale per giganti come Brasile, Cile e Perù. A mio avviso, l’approccio “America First” sta involontariamente accelerando una transizione geopolitica, spingendo le nazioni latinoamericane a cercare partner più prevedibili e a diversificare le proprie dipendenze economiche. La diplomazia coercitiva raramente produce alleati fedeli.

Il conto interno del protezionismo

Le ricadute delle guerre commerciali si fanno sentire anche in patria. L’amministrazione Trump ha presentato un pacchetto di aiuti da 12 miliardi di dollari per gli agricoltori, in particolare per i coltivatori di riso e cotone, per compensare le perdite dovute alle tariffe di ritorsione. Questo intervento, finanziato dai contribuenti, è una chiara ammissione che le barriere commerciali danneggiano proprio i settori che dovrebbero proteggere. Parallelamente, il Presidente ha ritardato l’aumento dei dazi su mobili e armadi da cucina, cedendo alle crescenti preoccupazioni degli elettori per l’aumento dei prezzi. Due facce della stessa medaglia: le politiche protezionistiche generano costi che il governo cerca poi di mitigare con sussidi, in un ciclo di interventi che distorce il mercato.

Non perdete la prossima edizione di The Gist per un’analisi approfondita delle nuove dinamiche di potere.

The European Perspective

La Svolta Verde dell’UE

Con il nuovo anno, l’Unione Europea inaugura una delle sue più ambiziose sperimentazioni di politica economica e ambientale: il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) è ora in vigore. In pratica, chi vorrà vendere in Europa beni ad alta intensità di carbonio, come acciaio e cemento, dovrà pagarne il costo ambientale, proprio come fanno i produttori europei. Personalmente, vedo questa mossa come un audace tentativo di usare la logica del mercato per combattere il cambiamento climatico, costringendo i produttori globali a internalizzare i costi delle loro emissioni. Si tratta di un esperimento su vasta scala che mira a prevenire il cosiddetto “carbon leakage”, ovvero la fuga delle industrie in paesi con normative ambientali meno severe. La grande domanda è se questa “tassa verde” stimolerà l’innovazione globale o si trasformerà in una nuova forma di protezionismo.

Guerra Tecnologica in Ucraina

La guerra in Ucraina, giunta al suo quarto anno, continua a ridefinire il ruolo geopolitico dell’Europa. Ma al di là delle dichiarazioni politiche, è sul campo che si osservano le evoluzioni più significative, con una crescente componente tecnologica. La notte di Capodanno ha visto attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche: droni russi hanno colpito Lutsk e Odessa, mentre l’Ucraina ha preso di mira le raffinerie russe. Questo conflitto, a mio avviso, sta accelerando la transizione verso una guerra asimmetrica, dove sciami di droni a basso costo possono sfidare apparati militari tradizionali. L’innovazione non è più solo dominio degli stati maggiori, ma si sposta verso unità più agili e tecnologicamente avanzate, cambiando la natura stessa del confronto militare.

L’Aritmetica delle Pensioni Spagnole

Mentre l’Europa affronta sfide geopolitiche, al suo interno si muovono complesse dinamiche economiche, come dimostra la Spagna. Il governo ha approvato una rivalutazione delle pensioni per il 2026: un aumento generale del 2,7%, ma con un’attenzione particolare alle fasce più deboli. Le pensioni minime, infatti, cresceranno del 7% e quelle con familiari a carico del 11,4%. È un esempio di come la statistica venga usata per interventi di politica sociale mirati a proteggere il potere d’acquisto dei più vulnerabili. Da liberale, pur riconoscendo l’importanza di una rete di sicurezza sociale, non posso non interrogarmi sulla sostenibilità a lungo termine di tali misure e sull’impatto che avranno sul bilancio dello Stato e sul debito pubblico.

Le implicazioni di queste tendenze si sveleranno nei prossimi mesi: seguite i prossimi aggiornamenti su The Gist.


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