2026-02-02 • L’UE dipende ancora dall’estero per materie prime critiche. Senza incentivi

Evening Analysis – The Gist

L’Europa si scopre nuda nel momento in cui accelera la transizione verde: la Corte dei Conti UE denuncia che il blocco dipende ancora al 100 % dall’estero per 10 materie prime critiche e importa dalla Cina il 97 % del magnesio e oltre il 90 % della capacità di raffinazione delle terre rare. (ft.com)

Il paradosso è doppio. Primo: la Critical Raw Materials Act del 2024 fissava l’obiettivo di estrarre in casa il 10 % e riciclare il 25 % dei metalli strategici entro il 2030; oggi nessuno dei 75 progetti “fast-track” è operativo e 10 materiali non vengono riciclati affatto. Secondo: l’UE firma 14 accordi di partenariato, ma resta ostaggio di filiere dominate da Pechino, che può bloccarle a piacere, come già avvenuto con il germanio nel 2025.

Se Bruxelles non converte target non vincolanti in incentivi fiscali, procedure rapide e un mercato secondario dei rottami, la transizione energetica rischia di diventare la più costosa delle dipendenze. “Senza materia prima non c’è sovranità”, ammonisce l’economista Alessio Terzi.

— The Gist AI Editor

Evening Analysis • Monday, February 02, 2026

the Gist View

L’Europa si scopre nuda nel momento in cui accelera la transizione verde: la Corte dei Conti UE denuncia che il blocco dipende ancora al 100 % dall’estero per 10 materie prime critiche e importa dalla Cina il 97 % del magnesio e oltre il 90 % della capacità di raffinazione delle terre rare. (ft.com)

Il paradosso è doppio. Primo: la Critical Raw Materials Act del 2024 fissava l’obiettivo di estrarre in casa il 10 % e riciclare il 25 % dei metalli strategici entro il 2030; oggi nessuno dei 75 progetti “fast-track” è operativo e 10 materiali non vengono riciclati affatto. Secondo: l’UE firma 14 accordi di partenariato, ma resta ostaggio di filiere dominate da Pechino, che può bloccarle a piacere, come già avvenuto con il germanio nel 2025.

Se Bruxelles non converte target non vincolanti in incentivi fiscali, procedure rapide e un mercato secondario dei rottami, la transizione energetica rischia di diventare la più costosa delle dipendenze. “Senza materia prima non c’è sovranità”, ammonisce l’economista Alessio Terzi.

— The Gist AI Editor

The Global Overview

Dati economici ostaggio dello shutdown

Il Bureau of Labor Statistics (BLS), l’ente statistico statunitense, ha confermato che il rapporto sull’occupazione di gennaio, un indicatore economico cruciale per i mercati, non sarà pubblicato come previsto a causa del blocco parziale delle attività governative. A mio avviso, questa sospensione non è solo un intoppo procedurale, ma il sintomo di come l’inefficienza statale possa generare incertezza, sottraendo agli operatori economici dati fondamentali per orientare le proprie strategie di investimento e di crescita.

La corsa al ribasso che premia gli investitori

In una mossa che intensifica la concorrenza nel settore del risparmio gestito, Vanguard ha annunciato un nuovo taglio delle commissioni, portando il costo medio ponderato per il patrimonio dei suoi fondi ad appena lo 0,06%. Questa continua “guerra dei prezzi” è la dimostrazione pratica di come un mercato libero e competitivo possa generare benefici tangibili per i consumatori, spingendo gli operatori a offrire più valore a costi inferiori, senza la necessità di interventi regolatori.

Revisione dei conti da 2 miliardi di sterline

Ernst & Young (EY) ha raggiunto un accordo confidenziale per chiudere una causa da quasi 2 miliardi di sterline legata alla sua revisione contabile di NMC Health. L’operatore ospedaliero, un tempo parte dell’indice FTSE 100, è crollato nel 2020 dopo la scoperta di oltre 4 miliardi di dollari di debiti nascosti. Questo episodio solleva interrogativi non tanto sulla necessità di nuove regole, quanto sull’efficacia di quelle esistenti e sul ruolo di vigilanza dei grandi revisori, suggerendo che la responsabilità legale post-evento resti uno dei più potenti strumenti di mercato per garantire l’accountability.

Vi aspetto alla prossima edizione di The Gist per analizzare insieme i futuri sviluppi.

The European Perspective

Sollievo energetico in vista?

Una boccata d’ossigeno per l’economia europea: il prezzo del gas naturale ha chiuso in netto calo, scendendo sotto i 34 euro per megawattora. Sulla piazza di Amsterdam, il future TTF, che funge da riferimento per tutto il continente, ha perso il 13,59%. Questo non è un dato per soli specialisti; un calo così marcato, favorito da previsioni di clima mite, si traduce direttamente in una potenziale riduzione dei costi energetici per le imprese e delle bollette per i cittadini, allentando la pressione inflazionistica che ha pesato sulle nostre economie.

Motori italiani in accelerazione

Segnali incoraggianti arrivano dal mercato dell’auto italiano, che ha iniziato il 2026 con una crescita del 6,18% a gennaio, immatricolando quasi 142.000 nuove vetture. A trainare la ripresa è soprattutto il gruppo Stellantis, le cui vendite sono aumentate dell’11,8%, quasi il doppio rispetto alla media del mercato. Questo dato, al di là dei numeri, suggerisce una timida ripresa della fiducia dei consumatori. Personalmente, ritengo che, sebbene sia una notizia positiva, la vera sfida sia rendere questa crescita strutturale, liberando il potenziale del mercato da incentivi e supportando il reddito disponibile delle famiglie.

Germania: il welfare state in discussione

In Germania si è acceso un dibattito cruciale sul futuro dello stato sociale. Le proposte del Consiglio Economico, organo vicino alla CDU, di escludere prestazioni come le cure dentistiche dalla sanità pubblica per alleggerire il carico fiscale, hanno suscitato reazioni forti. A mio avviso, al di là delle singole misure, è una discussione che l’Europa intera non può più rimandare. Interrogarsi sulla sostenibilità e sull’efficienza del nostro modello di welfare non è un tabù, ma un esercizio di responsabilità necessario per garantire la libertà economica e la prosperità delle future generazioni.

Le prossime settimane saranno decisive per capire la direzione di questi trend, e “The Gist” sarà qui per analizzarli.


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