Prezzi dell’energia e venti geopolitici
I mercati energetici europei mostrano segnali contrastanti. Da un lato, osservo con sollievo un calo deciso del prezzo del gas, sceso di oltre il 5% sulla piazza di Amsterdam (il Title Transfer Facility, o TTF, che è il principale hub di riferimento per lo scambio di gas naturale in Europa), attestandosi poco sopra i 27 euro per megawattora. Questa è una boccata d’ossigeno per le bollette di famiglie e imprese. Dall’altro, la situazione in Venezuela, con l’arresto di Nicolas Maduro e l’intervento americano, getta un’ombra sul mercato petrolifero. La produzione venezuelana è crollata a un terzo rispetto ai livelli di metà anni 2000 e, sebbene un suo pieno ritorno sul mercato globale possa far scendere i prezzi del greggio a lungo termine, l’instabilità attuale crea incertezza.
L’asse franco-americano sull’Ucraina
Vedo segnali di un pragmatismo che mancava nel dossier ucraino. L’Eliseo ha confermato che l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner parteciperanno a un incontro della “Coalition of the Willing” a Parigi. Questa mossa, che segue gli sforzi diplomatici europei per mantenere Washington agganciata alla ricerca di una soluzione, sembra indicare un riavvicinamento tra le posizioni europee, ucraine e americane. L’obiettivo è definire i dettagli chiave di un possibile cessate il fuoco, un passo fondamentale per porre fine a un conflitto che continua a drenare risorse e a minare la stabilità del continente.
Fragilità politica nel motore d’Europa
La stabilità politica della Germania, pilastro dell’economia europea, mostra qualche crepa. Nel Brandeburgo, il ministro delle Finanze Robert Crumbach ha lasciato il BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht, un partito nato da una scissione della sinistra radicale), mettendo a rischio la coalizione di governo regionale con i socialdemocratici della SPD. Questo tipo di instabilità locale, in un’economia così interconnessa come quella dell’UE, può avere ripercussioni ben più ampie, minando la fiducia degli investitori e rallentando processi decisionali cruciali. Personalmente, ritengo che la frammentazione politica sia un rischio crescente per la governabilità.
Infrastrutture critiche nel mirino
A Berlino, l’attacco rivendicato da un “Vulkangruppe” estremista, che ha causato un blackout per 45.000 famiglie e oltre 2.000 aziende, è un preoccupante campanello d’allarme. Al di là dell’atto in sé, questo episodio espone la vulnerabilità delle nostre infrastrutture essenziali. Per un’economia moderna, la sicurezza della rete elettrica non è negoziabile. È la spina dorsale su cui si reggono tutte le attività produttive e la vita quotidiana dei cittadini. L’incidente dimostra quanto sia fondamentale investire nella protezione di queste reti da minacce sia fisiche che informatiche.
Analizzeremo le prossime mosse dei mercati e della diplomazia nella prossima edizione di The Gist.
Lascia un commento