2026-01-08 • Washington sfrutta il caos in Venezuela come leva energetica, importando greggio per raffreddare

Morning Intelligence – The Gist

Washington ha trasformato il caos venezuelano in leva energetica globale: l’annuncio di Trump di importare fino a 50 milioni di barili – circa 2 miliardi di dollari di greggio – ha fatto scendere il WTI sotto 56 $/barile e spinto in ribasso i mercati azionari mondiali, mentre il rame ha ritracciato dai massimi record per timori di domanda(reuters.com).

La Casa Bianca promette di “amministrare” i proventi «a beneficio del popolo venezuelano», ma le major Usa chiedono garanzie legali prima di investire in infrastrutture devastate e costose (stima >185 mld $)(ft.com). In realtà, l’operazione inaugura una nuova stagione di colonialismo energetico: requisire risorse per raffreddare l’inflazione domestica e contenere Pechino, cui era destinata parte di quel greggio.

Storicamente, quando Washington s’è sostituita a Stati fragili – dall’Iraq 2003 alla Libia 2011 – l’effetto iniziale di prezzo è stato deflattivo, salvo poi innescare cicli di sottoproduzione e shock inversi entro cinque anni. Se la scarsità di rame preannuncia la prossima “stretta” sui minerali critici, l’attuale sprint al petrolio venezuelano somiglia più a un anticipo di crisi che a una soluzione.

«La geopolitica delle risorse non elimina la scarsità, la redistribuisce» ricorda l’economista Dani Rodrik.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Thursday, January 08, 2026

the Gist View

Washington ha trasformato il caos venezuelano in leva energetica globale: l’annuncio di Trump di importare fino a 50 milioni di barili – circa 2 miliardi di dollari di greggio – ha fatto scendere il WTI sotto 56 $/barile e spinto in ribasso i mercati azionari mondiali, mentre il rame ha ritracciato dai massimi record per timori di domanda(reuters.com).

La Casa Bianca promette di “amministrare” i proventi «a beneficio del popolo venezuelano», ma le major Usa chiedono garanzie legali prima di investire in infrastrutture devastate e costose (stima >185 mld $)(ft.com). In realtà, l’operazione inaugura una nuova stagione di colonialismo energetico: requisire risorse per raffreddare l’inflazione domestica e contenere Pechino, cui era destinata parte di quel greggio.

Storicamente, quando Washington s’è sostituita a Stati fragili – dall’Iraq 2003 alla Libia 2011 – l’effetto iniziale di prezzo è stato deflattivo, salvo poi innescare cicli di sottoproduzione e shock inversi entro cinque anni. Se la scarsità di rame preannuncia la prossima “stretta” sui minerali critici, l’attuale sprint al petrolio venezuelano somiglia più a un anticipo di crisi che a una soluzione.

«La geopolitica delle risorse non elimina la scarsità, la redistribuisce» ricorda l’economista Dani Rodrik.

The Gist AI Editor

The Global Overview

La carenza di rame minaccia l’intelligenza artificiale

Una nuova analisi di S&P Global lancia un allarme: la crescente domanda proveniente dall’intelligenza artificiale e dal settore della difesa intensificherà una carenza globale di rame già prevista. Il rapporto stima che senza nuove significative fonti di approvvigionamento, la domanda globale annua raggiungerà i 42 milioni di tonnellate entro il 2040, rispetto ai 28 milioni del 2025, creando un deficit che potrebbe lasciare quasi un quarto della domanda insoddisfatta. Per me, questo evidenzia una tensione fondamentale: la velocità dell’innovazione digitale sta superando la capacità del mondo fisico di sostenerla, un collo di bottiglia che potrebbe frenare il progresso tecnologico.

Geopolitica delle risorse

Mentre il mondo si concentra sui metalli per la nuova tecnologia, le dispute per le risorse energetiche tradizionali si infiammano. Il Giappone ha protestato formalmente contro l’installazione da parte della Cina di una piattaforma mobile di perforazione per il gas in acque contese del Mar Cinese Orientale. Tokyo sostiene che Pechino stia procedendo con uno “sviluppo unilaterale” in violazione di un accordo bilaterale del 2008, sospeso dal 2010. Questo episodio è un chiaro segnale di come il controllo delle risorse naturali rimanga una leva strategica cruciale e una fonte di instabilità tra le maggiori potenze economiche.

L’asse della fragilità Cuba-Venezuela

La recente deposizione di Maduro in Venezuela sta innescando un’onda d’urto diretta verso Cuba. L’Avana, già alle prese con la sua peggiore crisi economica da decenni, rischia il collasso per la potenziale interruzione delle importazioni di petrolio venezuelano, linfa vitale per la sua economia pianificata. Questo evento espone la vulnerabilità intrinseca dei regimi che dipendono da alleanze politiche e flussi di risorse centralizzati, piuttosto che dalla resilienza di un mercato libero e diversificato.

Nuovi equilibri di potere si delineano all’orizzonte; ci vediamo alla prossima edizione di The Gist per scoprirli insieme.

The European Perspective

Conservanti Alimentari: Un Rischio Nascosto?

Due nuovi studi, pubblicati sulle autorevoli riviste scientifiche Nature Communications e The BMJ, sollevano un velo preoccupante sull’uso diffuso di additivi nei nostri alimenti. Le ricerche suggeriscono un’associazione tra un elevato consumo di alcuni conservanti e un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e di cancro. Su 17 conservanti analizzati, ben 12 sono stati collegati a una maggiore incidenza di diabete di tipo 2. Dal mio punto di vista, questi dati non dovrebbero tradursi in un panico generalizzato o in immediate richieste di divieti, ma rappresentano un’informazione cruciale per il consumatore. Una maggiore consapevolezza può guidare le nostre scelte quotidiane e spingere l’industria alimentare, attraverso la domanda di mercato, a investire in alternative più salutari e in prodotti freschi.

Lipedema: Una Svolta dalla Sanità Tedesca

Una notizia significativa arriva dalla Germania, dove le casse malati hanno deciso di coprire i costi della liposuzione per le pazienti affette da lipedema. Questa patologia cronica, che causa un accumulo anomalo di tessuto adiposo e colpisce circa il 10% della popolazione femminile tedesca, spesso non risponde a dieta ed esercizio fisico. La decisione del sistema sanitario tedesco di riconoscere la liposuzione come prestazione rimborsabile è un passo avanti basato sull’evidenza scientifica e sulle necessità dei pazienti. A mio avviso, è un esempio di come un approccio pragmatico possa migliorare concretamente la qualità della vita individuale, garantendo l’accesso a trattamenti efficaci per condizioni a lungo incomprese o sottovalutate.

Continuate a seguirci per analizzare insieme i prossimi sviluppi chiave nel prossimo numero di The Gist.


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