2026-01-12 • Kyiv’s flames highlight Russia’s strategy to weaken Ukraine’s energy and Western security credibility, amid UK

Morning Intelligence – The Gist

Le fiamme che stanotte hanno illuminato Kyiv non sono solo l’ennesimo lampo di guerra: sono la conferma che, a quattro anni dall’invasione, Mosca punta sistematicamente a logorare la resilienza energetica ucraina e, con essa, la credibilità delle garanzie di sicurezza occidentali. L’attacco missilistico-dronico del 12 gennaio – incendi in più distretti, rete termica ancora azzoppata – è stato rivendicato da Mosca mentre Londra lanciava “Nightfall”, concorso lampo per missili balistici da 500 km destinati a Kyiv. (reuters.com)

Il messaggio strategico è duplice: la Russia dimostra di poter colpire la capitale nonostante l’ombrello antiaereo NATO-made; il Regno Unito replica accelerando la verticalizzazione tecnologica di Kiev. È una gara contro il tempo e contro i kilowatt: secondo il ministero dell’Energia ucraino, gli attacchi di gennaio hanno già tagliato il 15 % della capacità di generazione, spingendo il consumo di diesel per generatori civili ai massimi da febbraio 2024.

La convocazione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza ONU per lunedì sancisce che il conflitto balza di nuovo dall’arena militare a quella diplomatica, ma senza un freno interno al Cremlino – il bilancio 2026 aumenta la spesa bellica del 30 % – le mozioni restano carta su fuoco. (amp.dw.com)

“Le guerre finiscono quando i costi di continuare superano quelli di fermarsi”, avverte l’economista Branko Milanović. Finché l’Europa non renderà palese quel costo anche sul piano energetico e finanziario, il Kremlin troverà sempre carburante – letterale e politico – per nuovi lanci.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Monday, January 12, 2026

the Gist View

Le fiamme che stanotte hanno illuminato Kyiv non sono solo l’ennesimo lampo di guerra: sono la conferma che, a quattro anni dall’invasione, Mosca punta sistematicamente a logorare la resilienza energetica ucraina e, con essa, la credibilità delle garanzie di sicurezza occidentali. L’attacco missilistico-dronico del 12 gennaio – incendi in più distretti, rete termica ancora azzoppata – è stato rivendicato da Mosca mentre Londra lanciava “Nightfall”, concorso lampo per missili balistici da 500 km destinati a Kyiv. (reuters.com)

Il messaggio strategico è duplice: la Russia dimostra di poter colpire la capitale nonostante l’ombrello antiaereo NATO-made; il Regno Unito replica accelerando la verticalizzazione tecnologica di Kiev. È una gara contro il tempo e contro i kilowatt: secondo il ministero dell’Energia ucraino, gli attacchi di gennaio hanno già tagliato il 15 % della capacità di generazione, spingendo il consumo di diesel per generatori civili ai massimi da febbraio 2024.

La convocazione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza ONU per lunedì sancisce che il conflitto balza di nuovo dall’arena militare a quella diplomatica, ma senza un freno interno al Cremlino – il bilancio 2026 aumenta la spesa bellica del 30 % – le mozioni restano carta su fuoco. (amp.dw.com)

“Le guerre finiscono quando i costi di continuare superano quelli di fermarsi”, avverte l’economista Branko Milanović. Finché l’Europa non renderà palese quel costo anche sul piano energetico e finanziario, il Kremlin troverà sempre carburante – letterale e politico – per nuovi lanci.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Scommesse rialziste, materie prime caute

I mercati statunitensi sembrano prezzare un’economia robusta, come indicano il rally dei titoli del settore retail e i rendimenti obbligazionari persistentemente elevati. A mio avviso, questi sono segnali di fiducia più eloquenti di molte previsioni governative. Tuttavia, sul fronte delle materie prime, il quadro è più sfumato. Goldman Sachs prevede una tendenza al ribasso per il petrolio a causa di un’offerta solida, nonostante i rischi geopolitici che solitamente ne sostengono il prezzo. Anche l’oro, pur mantenendo prospettive positive a lungo termine, affronta rischi nel breve periodo dovuti alle sue attuali quotazioni elevate.

Dinamismo asiatico negli investimenti globali

L’Asia continua a dimostrare un notevole dinamismo finanziario. L’Indonesia si prepara a lanciare la prima emissione di “dollar bond” sovrani del 2026 nel continente, un segnale della crescente attrattiva dei suoi mercati per il capitale internazionale. Nel frattempo, assistiamo a un flusso di investimenti in direzione opposta, con l’azienda thailandese B.Grimm Power che ha acquisito una partecipazione del 25% in un operatore idroelettrico statunitense per 230 milioni di dollari. Questo scambio transfrontaliero di capitali è un esempio lampante dei benefici derivanti da un commercio globale aperto e da mercati accessibili.

La frammentazione tecnologica e le sue conseguenze

La disputa tra Europa e Cina sui semiconduttori sta raggiungendo un punto critico, esemplificato dalla spaccatura di un produttore olandese di chip a causa di un contenzioso sui trasferimenti tecnologici. Ritengo che questo episodio illustri perfettamente come il nazionalismo tecnologico e le ingerenze statali finiscano per danneggiare l’innovazione e frammentare catene del valore altrimenti efficienti. Queste tensioni si inseriscono in un quadro geopolitico più ampio, dove le ambizioni sulle risorse, come quelle degli Stati Uniti sulla Groenlandia, generano attriti e minacciano gli equilibri locali in nome di interessi strategici superiori.

Le implicazioni di queste dinamiche saranno al centro della nostra prossima analisi.

The European Perspective

Germania: Orizzonte India

La Germania sta ricalibrando la sua bussola economica e strategica, guardando all’India come contrappeso alla crescente dipendenza dalla Cina. Il cancelliere Merz, nel suo primo viaggio asiatico, ha incontrato il primo ministro Narendra Modi per discutere di materie prime, cooperazione nel settore della difesa e reclutamento di manodopera qualificata. A mio avviso, questa mossa non è solo pragmatismo economico, ma un passo cruciale per diversificare le catene di approvvigionamento europee e rafforzare i legami con la più grande democrazia del mondo. Abbracciare partner che condividono valori democratici fondamentali riduce i rischi geopolitici e promuove un commercio globale più resiliente e basato su regole condivise.

Ucraina: L’innovazione come scudo

Mentre la Russia intensifica gli attacchi aerei su Kiev, colpendo le infrastrutture energetiche e lasciando senza riscaldamento oltre 1.000 edifici in pieno inverno, il Regno Unito risponde con un’accelerazione sul fronte dell’innovazione militare. Londra ha lanciato il progetto “Nightfall”, una competizione industriale per sviluppare e fornire in soli 12 mesi missili balistici a lungo raggio per l’Ucraina, capaci di colpire bersagli fino a 500 km di distanza. Questo dimostra come l’ingegno del libero mercato e la determinazione a difendere la sovranità nazionale possano creare barriere efficaci contro l’aggressione autoritaria, un segnale potente per l’intera Europa.

Iran: La voce della diplomazia

In un contesto di crescente tensione interna in Iran, il governo italiano, attraverso il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha espresso ferma preoccupazione, sostenendo le “aspirazioni democratiche del popolo iraniano”. Tajani ha chiesto il rispetto dei diritti umani e la rinuncia alla “vergogna della pena di morte come misura repressiva”. L’azione diplomatica italiana, in concerto con i partner europei, sottolinea un principio cardine: il commercio e le relazioni internazionali non possono prescindere dalla difesa delle libertà fondamentali. Ignorare la repressione per meri interessi economici sarebbe, a mio parere, una sconfitta per i valori liberali che l’Europa si impegna a difendere.

Le dinamiche globali sono in continua evoluzione; vi invito a seguirne gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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