La stretta di Trump sul commercio globale
La dottrina del “pugno di ferro” del Presidente Trump si manifesta con la minaccia di dazi del 25% su ogni nazione che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran. Un dazio è, in parole povere, una tassa sull’importazione, che renderebbe i prodotti più costosi per imprese e consumatori, potenzialmente ridisegnando le catene di approvvigionamento globali. Questa mossa non è isolata, ma si inserisce in una strategia americana più aggressiva che sta mettendo in difficoltà persino gli alleati di Vladimir Putin, segnalando, secondo alcuni analisti, “la fine di un’era” per il suo progetto di grande potenza. Per l’Europa, la cui prosperità è legata a doppio filo al libero scambio, si profila la necessità di navigare in acque sempre più agitate, tra pressioni economiche e schieramenti geopolitici.
Francia, il destino politico di Le Pen in bilico
A Parigi si gioca una partita cruciale per il futuro politico francese: Marine Le Pen affronta il processo d’appello per la presunta appropriazione indebita di fondi dell’Unione Europea. In gioco non c’è solo una potenziale condanna, ma il suo diritto a candidarsi alle prossime elezioni presidenziali. La vicenda solleva questioni fondamentali sullo stato di salute della nostra democrazia e sulla responsabilità di chi ci governa. Indipendentemente dall’esito, il processo mette in luce le tensioni tra i movimenti nazionalisti e le istituzioni sovranazionali, un tema che continua a definire il dibattito politico in tutto il continente.
L’asse Washington-Taipei e il nervosismo di Pechino
Mentre l’attenzione si concentra sull’Atlantico, nel Pacifico si stringono nuove alleanze. Taiwan e Stati Uniti hanno raggiunto un “consenso generale” su un accordo commerciale dopo mesi di negoziati. Questa intesa, che mira a ridurre le barriere tariffarie, non è un semplice accordo economico; rappresenta un forte segnale politico destinato a irritare la Cina, che considera l’isola parte del suo territorio. Per l’Europa, questo sviluppo evidenzia la crescente competizione strategica nell’Indo-Pacifico e la necessità di definire un proprio ruolo in un’area vitale per il commercio mondiale.
Fronte ucraino, la guerra continua
La tragica normalità della guerra continua a manifestarsi con attacchi russi, come quello che ha recentemente causato due vittime alla periferia di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina. Questo stillicidio di violenza prosegue mentre la leadership del Cremlino mostra segni di debolezza sul piano internazionale, incapace di proteggere efficacemente i propri alleati storici dalle pressioni americane. La resilienza ucraina, unita a queste crepe nel blocco avversario, potrebbe aprire nuovi scenari in un conflitto che rimane la ferita più profonda e aperta del nostro continente.
I nuovi equilibri globali sono in piena definizione; The Gist continuerà a monitorarli per voi.
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