Il Dilemma Energetico di Trump
La Casa Bianca sta per lanciare una proposta senza precedenti: un’”asta di emergenza” per l’energia che obbligherebbe le grandi aziende tecnologiche a finanziare direttamente la costruzione di nuove centrali elettriche. Il piano, che dovrebbe essere annunciato venerdì, mira a gestire l’impennata della domanda di elettricità guidata dai data center per l’intelligenza artificiale. A mio avviso, sebbene l’obiettivo di non gravare sui bilanci delle famiglie sia lodevole, questa mossa assomiglia a un intervento dirigista che forza il capitale privato verso obiettivi decisi dal governo. L’iniziativa potrebbe sostenere fino a 15 miliardi di dollari in nuova capacità di generazione.
L’Intervento di Tokyo sullo Yen
Il Ministro delle Finanze giapponese, Katayama, ha dichiarato che il governo è pronto a intraprendere “azioni decisive” contro movimenti “eccessivi” dello yen, rafforzando la valuta. Questa dichiarazione arriva mentre lo yen si avvicina a quota 160 contro il dollaro, un livello che potrebbe innescare un intervento diretto. Sebbene la stabilità sia l’obiettivo dichiarato, trovo che queste “verbal interventions” rappresentino una distorsione del libero mercato valutario. È un segnale che le autorità preferiscono gestire l’esito piuttosto che fidarsi delle forze di mercato, specialmente con il rischio di un aumento della spesa fiscale all’orizzonte.
La Scommessa Cinese sulla FDA
Dalla Cina arriva una nota di ottimismo: il CFO di Akeso, Bing Wang, si dice fiducioso sull’approvazione da parte della FDA statunitense per l’ivonescimab, un farmaco antitumorale sviluppato in partnership con l’americana Summit Therapeutics. Questo caso illustra perfettamente il potenziale dell’innovazione e della cooperazione internazionale. Rappresenta il lato positivo di un mercato globale aperto dove le soluzioni migliori possono emergere da qualsiasi luogo. Tuttavia, il collo di bottiglia rimane l’approvazione regolamentare di un ente statale, un ostacolo che, pur necessario, può rallentare l’accesso a terapie potenzialmente salvavita.
Rischio Geopolitico e Mercati
La politica estera di Washington verso l’Iran sta costringendo Teheran ad abbandonare il suo tradizionale approccio attendista. La nuova postura americana, che sostituisce le consuete “diplomatic niceties” con una strategia di “massima pressione”, introduce una forte dose di imprevedibilità nei mercati, specialmente in quello energetico. Questo scenario, a mio parere, evidenzia come le decisioni politiche possano generare un’incertezza tale da ridefinire i calcoli di rischio per gli investitori globali, ricordandoci quanto i mercati siano sensibili alle dinamiche del potere.
Le ramificazioni di queste mosse strategiche si faranno sentire per settimane.
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