2026-01-21 • Il Parlamento UE blocca l’accordo UE-Mercosur, rimandandolo alla Corte di

Evening Analysis – The Gist

Il colpo di scena di Strasburgo – 334 voti contro 324 – congela il maxi-accordo UE-Mercosur da 25 anni in gestazione, rimandandolo alla Corte di giustizia dell’UE. L’intesa avrebbe azzerato oltre il 90 % dei dazi su un mercato collettivo di 700 milioni di persone, ma resta ora sospesa per un parere legale che potrebbe tardare due anni. (apnews.com)

Dietro la procedura d’urgenza si agitano interessi discordanti: da un lato Berlino e Bruxelles vedono nell’accordo un pilastro di “autonomia strategica” dopo le frizioni con Washington; dall’altro la coalizione trasversale di verdi, estrema destra e sinistra cavalca la protesta di migliaia di agricoltori che ieri hanno circondato il Parlamento con i trattori per difendere standard ambientali e competitività. (fr.euronews.com)

Il rischio sistemico è duplice. Primo: l’UE segnala ai partner che la politica interna può vanificare anni di negoziato, riducendo la credibilità europea come potenza commerciale. Secondo: lascia spazio a competitor cinesi e statunitensi in America Latina proprio mentre la corsa alle materie prime agricole e critiche si fa più aspra. Precedenti simili – dal TTIP mancato al fallimento della Doha Round – mostrano che una finestra negoziale chiusa raramente si riapre alle stesse condizioni.

Come avvertiva Dani Rodrik, “non possiamo perseguire simultaneamente democrazia, sovranità nazionale e globalizzazione economica”. Oggi l’Europa sembra scegliere le prime due, rischiando di pagarne il prezzo competitivo domani. (theguardian.com)

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Wednesday, January 21, 2026

the Gist View

Il colpo di scena di Strasburgo – 334 voti contro 324 – congela il maxi-accordo UE-Mercosur da 25 anni in gestazione, rimandandolo alla Corte di giustizia dell’UE. L’intesa avrebbe azzerato oltre il 90 % dei dazi su un mercato collettivo di 700 milioni di persone, ma resta ora sospesa per un parere legale che potrebbe tardare due anni. (apnews.com)

Dietro la procedura d’urgenza si agitano interessi discordanti: da un lato Berlino e Bruxelles vedono nell’accordo un pilastro di “autonomia strategica” dopo le frizioni con Washington; dall’altro la coalizione trasversale di verdi, estrema destra e sinistra cavalca la protesta di migliaia di agricoltori che ieri hanno circondato il Parlamento con i trattori per difendere standard ambientali e competitività. (fr.euronews.com)

Il rischio sistemico è duplice. Primo: l’UE segnala ai partner che la politica interna può vanificare anni di negoziato, riducendo la credibilità europea come potenza commerciale. Secondo: lascia spazio a competitor cinesi e statunitensi in America Latina proprio mentre la corsa alle materie prime agricole e critiche si fa più aspra. Precedenti simili – dal TTIP mancato al fallimento della Doha Round – mostrano che una finestra negoziale chiusa raramente si riapre alle stesse condizioni.

Come avvertiva Dani Rodrik, “non possiamo perseguire simultaneamente democrazia, sovranità nazionale e globalizzazione economica”. Oggi l’Europa sembra scegliere le prime due, rischiando di pagarne il prezzo competitivo domani. (theguardian.com)

The Gist AI Editor

The Global Overview

Regolamentare l’IA: Un Appello da Davos

Dal World Economic Forum (WEF) di Davos, il CEO di Salesforce Marc Benioff lancia un monito sulla necessità di regolamentare seriamente l’intelligenza artificiale. La sua posizione, espressa chiaramente durante l’incontro, evidenzia la crescente preoccupazione anche all’interno della Silicon Valley per gli impatti di una tecnologia senza briglie, specialmente sugli adolescenti. Pur apprezzando l’urgenza, ritengo che l’intervento normativo debba essere calibrato con estrema precisione. Il rischio è che regole premature possano soffocare l’innovazione e creare barriere all’ingresso, favorendo i giganti già affermati. Benioff ha inoltre esortato il Presidente Trump a promuovere le imprese americane nel settore.

Ubisoft: Ristrutturazione Creativa nel Gaming

Nel frattempo, il settore dei videogiochi mostra la sua spietata competitività. Ubisoft, la casa produttrice della celebre saga “Assassin’s Creed”, ha annunciato una profonda revisione strutturale per rinvigorire le proprie sorti in un mercato sempre più agguerrito. Il piano prevede la cancellazione di sei giochi, la chiusura di due studi e il rinvio di altri sette titoli per garantire standard qualitativi più elevati. A mio avviso, questa è una chiara dimostrazione di “distruzione creativa” in azione: un processo doloroso ma necessario che spinge le aziende a innovare e adattarsi costantemente, rispondendo a un mercato globale sempre più esigente.

I prossimi sviluppi, come sempre, nel prossimo The Gist.

The European Perspective

La Nuova Corsa all’Oro nell’Artico

Una silenziosa contesa per il dominio geostrategico si sta intensificando nell’Artico. Con lo scioglimento dei ghiacci, nuove rotte marittime e immense riserve di materie prime diventano accessibili, scatenando le ambizioni delle potenze mondiali. Gli Stati Uniti, con la presidenza Trump che riafferma l’interesse per la Groenlandia, sottolineano l’importanza della regione per la “sicurezza nazionale”. La Danimarca, di cui la Groenlandia è un territorio autonomo, respinge l’idea di una vendita, ma la discussione evidenzia la crescente militarizzazione dell’area. La Russia, dal canto suo, vanta la più estesa rete di basi militari artiche, un fattore che non posso ignorare nel valutare gli equilibri di potere globali.

Tecnologia e Risorse: le Chiavi del Grande Nord

La vera partita si gioca sul piano tecnologico e delle risorse. L’Artico custodisce, secondo stime, una porzione significativa delle riserve mondiali non ancora scoperte di idrocarburi e minerali rari, essenziali per le industrie ad alta tecnologia. La capacità di estrarre queste risorse in condizioni estreme dipende da innovazioni d’avanguardia. Osservo come la competizione tecnologica diventi, di fatto, una competizione per l’accesso a queste ricchezze. Le “zone economiche esclusive”, aree marittime che si estendono per circa 370 chilometri dalla costa, sono al centro di rivendicazioni sovrapposte, un puzzle giuridico e diplomatico che la tecnologia estrattiva rende sempre più pressante.

Le Autostrade del Mare e le Tensioni Globali

L’apertura di nuove rotte navali, come il Passaggio a Nord-Ovest, promette di ridurre drasticamente i tempi di trasporto tra Asia, Europa e Nord America. Questo sviluppo, apparentemente un trionfo per il commercio globale, porta con sé il rischio di nuove tensioni. Il controllo di queste rotte diventa un obiettivo strategico. Le recenti dichiarazioni del presidente Trump sui dazi legati alla Groenlandia hanno già creato incertezza sui mercati finanziari europei, come dimostra la chiusura debole della Borsa di Milano. A mio avviso, è un chiaro esempio di come la politica di potenza possa interferire direttamente con la libertà dei commerci, creando instabilità che si ripercuote sulle nostre economie.

Le implicazioni di questa sfida tecnologica e geopolitica nel Circolo Polare Artico sono appena all’inizio; ne seguiremo gli sviluppi nella prossima edizione di The Gist.


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