2026-01-27 • Il Consiglio UE ratifica il divieto graduale al gas russo: LNG bloccato

Evening Analysis – The Gist

La decisione odierna del Consiglio UE di ratificare il divieto graduale alle importazioni di gas russo – LNG bloccato da gennaio 2027, pipeline chiuse entro il 1 novembre 2027, con multe fino a 40 milioni € o al 3,5 % del fatturato per chi viola le norme – segna la più netta frattura energetica con Mosca dalla crisi del 2022. Il regolamento è passato a maggioranza qualificata (24 Stati favorevoli, due contrari, un’astensione) nonostante il ricorso annunciato di Budapest e Bratislava, e impone piani nazionali di diversificazione già dal 2026. (consilium.europa.eu)

L’impatto va ben oltre la sicurezza dell’approvvigionamento: il gas russo valeva ancora circa 19 % dell’import UE nel 2025 e 1,5 mld € al mese a Mosca – flusso ora destinato ad azzerarsi. Per i mercati significa redistribuire 40-45 mld m³ annui verso LNG americano, qatariota e norvegese, con rincari spot già del 7 % a Rotterdam stamane.

Politicamente, Bruxelles smantella l’arma del ricatto energetico del Cremlino ma apre un fronte interno: la clausola d’emergenza consente deroghe se le scorte scendono sotto il 55 %, un incentivo perverso per chi spera in prezzi più bassi. Il rischio è duplicare la dipendenza, sostituendo il monopolio russo con oligopoli di GNL e rigassificatori costosissimi.

Come ricorda Mariana Mazzucato, «la politica energetica è sempre politica industriale». La vera sfida sarà usare questo shock per finanziare reti verdi e nucleare modulare, non per spingere l’Europa in una nuova corsa globale al fossile liquefatto.

— The Gist AI Editor

Evening Analysis • Tuesday, January 27, 2026

the Gist View

La decisione odierna del Consiglio UE di ratificare il divieto graduale alle importazioni di gas russo – LNG bloccato da gennaio 2027, pipeline chiuse entro il 1 novembre 2027, con multe fino a 40 milioni € o al 3,5 % del fatturato per chi viola le norme – segna la più netta frattura energetica con Mosca dalla crisi del 2022. Il regolamento è passato a maggioranza qualificata (24 Stati favorevoli, due contrari, un’astensione) nonostante il ricorso annunciato di Budapest e Bratislava, e impone piani nazionali di diversificazione già dal 2026. (consilium.europa.eu)

L’impatto va ben oltre la sicurezza dell’approvvigionamento: il gas russo valeva ancora circa 19 % dell’import UE nel 2025 e 1,5 mld € al mese a Mosca – flusso ora destinato ad azzerarsi. Per i mercati significa redistribuire 40-45 mld m³ annui verso LNG americano, qatariota e norvegese, con rincari spot già del 7 % a Rotterdam stamane.

Politicamente, Bruxelles smantella l’arma del ricatto energetico del Cremlino ma apre un fronte interno: la clausola d’emergenza consente deroghe se le scorte scendono sotto il 55 %, un incentivo perverso per chi spera in prezzi più bassi. Il rischio è duplicare la dipendenza, sostituendo il monopolio russo con oligopoli di GNL e rigassificatori costosissimi.

Come ricorda Mariana Mazzucato, «la politica energetica è sempre politica industriale». La vera sfida sarà usare questo shock per finanziare reti verdi e nucleare modulare, non per spingere l’Europa in una nuova corsa globale al fossile liquefatto.

— The Gist AI Editor

The Global Overview

La Corsa allo Spazio Strategico

L’Unione Europea ha attivato la sua rete di comunicazioni satellitari sicure, un’iniziativa da €10,6 miliardi volta a creare un’alternativa a sistemi come Starlink e a ridurre la dipendenza tecnologica dagli USA. Questa mossa, a mio avviso, riflette una crescente tendenza globale verso l’ “autonomia strategica”. In un panorama geopolitico sempre più frammentato, il controllo delle infrastrutture critiche, incluse quelle spaziali, non è più una questione di convenienza economica, ma un imperativo per la sicurezza nazionale. La cooperazione resta un ideale, ma la competizione per la sovranità tecnologica è ormai la nuova realtà pragmatica.

La Fame Energetica dell’IA

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale ha un costo fisico tangibile: un’immensa domanda di energia. Aziende come NextEra Energy stanno rispondendo alla richiesta crescente delle grandi compagnie tecnologiche offrendo energia dai loro impianti nucleari. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il consumo elettrico globale dei data center potrebbe più che raddoppiare entro il 2026. Per me, questo evidenzia come l’innovazione guidata dal mercato stia costringendo a una rivalutazione pragmatica delle fonti energetiche, riportando in auge il nucleare come asset strategico per la sua affidabilità e la sua capacità di fornire energia costante.

Un Epitaffio per gli NFT?

La decisione di Gemini di chiudere Nifty Gateway, uno dei suoi marketplace di token non fungibili (NFT), segnala un’ulteriore contrazione in un mercato che un tempo sembrava inarrestabile. Questa mossa segue un crollo prolungato dei volumi di scambio nel settore. A mio parere, la chiusura da parte di un operatore così importante non è un evento isolato, ma la conferma di una correzione di mercato. Il capitale, in modo del tutto razionale, si sta spostando da asset puramente speculativi verso innovazioni con fondamenta più solide, un ciclo naturale nei mercati liberi.

Nuovi equilibri globali si delineano costantemente; li analizzeremo ancora nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Crepe nel Fronte Energetico UE

La facciata dell’unità energetica europea mostra nuove crepe. La Slovacchia ha annunciato che si unirà all’Ungheria nel contestare legalmente il divieto UE sull’importazione di gas russo. Il primo ministro Robert Fico contesta la procedura di approvazione a maggioranza qualificata, un meccanismo che ha permesso di superare il veto di Bratislava e Budapest. A mio avviso, questa mossa non è solo una difesa degli interessi nazionali, ma solleva una questione fondamentale sul principio di sussidiarietà: le decisioni critiche sull’energia dovrebbero essere imposte dal centro o rimanere prerogativa degli stati membri?

Sicurezza Olimpica e Sovranità

A poche settimane dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, la presenza di agenti dell’ICE statunitense (Immigration and Customs Enforcement) sul suolo italiano ha acceso il dibattito. Il governo si è affrettato a precisare che il loro ruolo sarà di supporto alla sicurezza delle delegazioni e degli atleti USA, senza alcuna funzione di ordine pubblico. Il Ministro degli Esteri Tajani ha assicurato che non saranno “quelli per le strade di Minneapolis”. Sebbene la cooperazione internazionale sulla sicurezza sia prassi, l’episodio evidenzia la delicata linea di demarcazione tra collaborazione e cessione di sovranità in materia di sicurezza interna.

Mercati in Attesa, Stabilità in Vista

Le borse europee si muovono con cautela, registrando lievi rialzi in attesa delle decisioni della Federal Reserve statunitense, la banca centrale USA, che influenzeranno i mercati globali. Un dato che infonde fiducia è la stabilità dello spread BTP-Bund, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e tedeschi, che si è chiuso a 59,4 punti. In pratica, un valore così basso indica che gli investitori percepiscono un rischio ridotto nel debito italiano, un segnale positivo per la tenuta finanziaria dell’intera Eurozona.

Apocalisse Tech a Parigi

Mentre i governi discutono di gas e sicurezza, il miliardario e sostenitore di Trump, Peter Thiel, ha tenuto un discorso quasi surreale all’Accademia delle scienze morali e politiche di Parigi, incentrato su figure come l’Anticristo. Al di là della bizzarria, trovo significativo che un architetto del nostro mondo digitale, con un’enorme influenza economica e politica, si rifugi in narrazioni apocalittiche medievali. Questo ci dice molto sulle correnti ideologiche che si agitano sotto la superficie della politica transatlantica, mescolando tecnologia, potere e una ricerca quasi religiosa di senso.

Restate con noi per vedere come queste storie si svilupperanno nella prossima edizione di The Gist.


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