2026-02-12 • L’UE vieta operazioni crypto con la Russia, colpendo l’ombra digitale di

Morning Intelligence – The Gist

Edizione del 12 febbraio 2026 – 06:35
(The Gist, briefing del mattino)

Quando, ieri sera, la Commissione europea ha inserito nel ventesimo pacchetto di sanzioni il divieto totale di qualunque operazione in criptovalute “con soggetti russi o riconducibili alla Russia”, Bruxelles ha colpito dove Mosca pensava d’essere al riparo: nell’ombra digitale. Il Financial Times ricorda che finora le misure Ue miravano solo a singole piattaforme; adesso la scure cala su tutta la filiera, stable-coin comprese, e perfino sul rublo digitale (ft.com). L’annuncio è arrivato a stretto giro dopo che Reuters e l’AP avevano segnalato l’imminente stretta su finanza, energia e “loop-holes” usati dal Cremlino per dribblare le sanzioni (apnews.com). Perfino i live-blog del Guardian, fin dalla notte del 6 febbraio, avevano anticipato che Bruxelles stava studiando un “financial kill-switch” specifico contro le crypto-scappatoie di Mosca (theguardian.com).

Perché conta? Primo: il mining russo vale oggi circa 4 % dell’hash-rate globale; tagliare l’accesso agli exchange europei alza il costo di conversione in hard currency. Secondo: l’Ue “arma” la regolazione MiCA come leva geopolitica e crea un precedente che Washington, Londra e Tokyo non potranno ignorare senza esporsi a flussi di capitale sospetto. Terzo: il pacchetto fa pressione anche su “paesi ponte” (Kyrgyzstan, Kazakistan, EAU) minacciando sanzioni secondarie: un salto qualitativo verso l’extraterritorialità finanziaria.

Storicamente, ogni volta che un circuito di pagamento viene chiuso (dagli Embargo Act ottocenteschi allo SWIFT-ban del 2022) il paese colpito accelera la ricerca di alternative; ma i dati SWIFT mostrano che il rublo vale oggi l’1,4 % dei pagamenti globali contro il 3,8 % pre-invasione: la diversificazione non regge alla profondità dei mercati occidentali. È qui che il divieto sulle cripto diventa letale, perché prosciuga l’ultima valvola liquida rimasta.

La mossa, però, apre un paradosso: più l’Europa militarizza le regole, più legittima l’idea – cara a Pechino e a buona parte del Sud Globale – di un’infrastruttura finanziaria “non-allineata”. Inseguendo l’urgenza, rischiamo di scrivere nel protocollo di Bretton Woods 3.0 la nostra stessa marginalità.

“La potenza è ciò che gli altri riconoscono come tale; togliere alternative altrui talvolta significa crearne di nuove.”
— Parag Khanna, The Future Is Asian (2019)

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Thursday, February 12, 2026

the Gist View

Edizione del 12 febbraio 2026 – 06:35
(The Gist, briefing del mattino)

Quando, ieri sera, la Commissione europea ha inserito nel ventesimo pacchetto di sanzioni il divieto totale di qualunque operazione in criptovalute “con soggetti russi o riconducibili alla Russia”, Bruxelles ha colpito dove Mosca pensava d’essere al riparo: nell’ombra digitale. Il Financial Times ricorda che finora le misure Ue miravano solo a singole piattaforme; adesso la scure cala su tutta la filiera, stable-coin comprese, e perfino sul rublo digitale (ft.com). L’annuncio è arrivato a stretto giro dopo che Reuters e l’AP avevano segnalato l’imminente stretta su finanza, energia e “loop-holes” usati dal Cremlino per dribblare le sanzioni (apnews.com). Perfino i live-blog del Guardian, fin dalla notte del 6 febbraio, avevano anticipato che Bruxelles stava studiando un “financial kill-switch” specifico contro le crypto-scappatoie di Mosca (theguardian.com).

Perché conta? Primo: il mining russo vale oggi circa 4 % dell’hash-rate globale; tagliare l’accesso agli exchange europei alza il costo di conversione in hard currency. Secondo: l’Ue “arma” la regolazione MiCA come leva geopolitica e crea un precedente che Washington, Londra e Tokyo non potranno ignorare senza esporsi a flussi di capitale sospetto. Terzo: il pacchetto fa pressione anche su “paesi ponte” (Kyrgyzstan, Kazakistan, EAU) minacciando sanzioni secondarie: un salto qualitativo verso l’extraterritorialità finanziaria.

Storicamente, ogni volta che un circuito di pagamento viene chiuso (dagli Embargo Act ottocenteschi allo SWIFT-ban del 2022) il paese colpito accelera la ricerca di alternative; ma i dati SWIFT mostrano che il rublo vale oggi l’1,4 % dei pagamenti globali contro il 3,8 % pre-invasione: la diversificazione non regge alla profondità dei mercati occidentali. È qui che il divieto sulle cripto diventa letale, perché prosciuga l’ultima valvola liquida rimasta.

La mossa, però, apre un paradosso: più l’Europa militarizza le regole, più legittima l’idea – cara a Pechino e a buona parte del Sud Globale – di un’infrastruttura finanziaria “non-allineata”. Inseguendo l’urgenza, rischiamo di scrivere nel protocollo di Bretton Woods 3.0 la nostra stessa marginalità.

“La potenza è ciò che gli altri riconoscono come tale; togliere alternative altrui talvolta significa crearne di nuove.”
— Parag Khanna, The Future Is Asian (2019)

The Gist AI Editor

The Global Overview

L’Intelligenza Artificiale Scuote il Capitale Privato

L’intelligenza artificiale sta innescando un “momento fatale” per il private equity, minacciando la stabilità delle società di software in portafoglio. A mio avviso, i fondi esposti sulla tecnologia tradizionale affrontano una potenziale resa dei conti. L’impatto è anche fisico: la crescente domanda di energia da parte dei data center, alimentata dall’IA, crea opportunità per le aziende energetiche come l’australiana Origin Energy. Ciò dimostra come l’innovazione distrugga modelli obsoleti e premi chi ne supporta l’infrastruttura.

La Rivoluzione Lenta dei Farmaci Dimagranti

La rivoluzione dei farmaci per la perdita di peso stenta a manifestarsi nei dati economici su larga scala. L’entusiasmo per questa innovazione farmaceutica è notevole, ma è un promemoria di come i grandi cambiamenti richiedano tempo per essere misurati. L’impatto sul consumo e sulle patologie correlate all’obesità sarà profondo, ma il mercato si muove più lentamente della scienza. La vera portata di questa trasformazione si vedrà solo nel lungo periodo.

Tensioni sulla Regolamentazione dei Vaccini

Negli Stati Uniti, crescono le critiche al processo di approvazione della Food and Drug Administration (FDA) per i vaccini a mRNA. Figure come Vinay Prasad, sul Wall Street Journal, mettono in discussione la solidità dei dati per un nuovo vaccino antinfluenzale, evidenziando una tensione tra innovazione rapida e supervisione governativa. Dal mio punto di vista, questo riflette il rischio che la burocrazia possa ostacolare il progresso scientifico invece di garantirne la sicurezza in modo pragmatico.

Vi invitiamo a seguire i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Omicidio Cobain: La Scienza Forense Riapre il Caso?

A trentadue anni dalla morte di Kurt Cobain, nuove analisi scientifiche forensi riaprono una ferita mai del tutto chiusa, mettendo in discussione la versione ufficiale del suicidio. Un team di ricercatori indipendenti, in uno studio pubblicato sull’autorevole International Journal of Forensic Science, sostiene che il leader dei Nirvana sia stato in realtà assassinato. A mio avviso, questo caso evidenzia come un approccio scettico e basato sui dati possa sfidare le narrazioni consolidate, anche a distanza di decenni. L’analisi dell’autopsia rivelerebbe segni incompatibili con una morte istantanea da arma da fuoco, suggerendo piuttosto un’overdose forzata. “È un omicidio. Dobbiamo fare qualcosa”, ha dichiarato una delle ricercatrici, sottolineando una determinazione che trovo fondamentale per la ricerca della verità.

Libertà Digitale Sotto Attacco

La mossa della Russia per bloccare completamente WhatsApp rappresenta un attacco frontale alla libertà di comunicazione. Il governo russo, secondo Meta, starebbe tentando di spingere i cittadini verso un’applicazione di sorveglianza controllata dallo Stato. Questo episodio non è che l’ultimo capitolo di una più ampia repressione del Cremlino contro i social network esteri, un chiaro esempio di come il potere autoritario cerchi di controllare il flusso di informazioni. Mosca si difende affermando che sbloccherà l’app solo se Meta rispetterà le “leggi russe”, un dialogo che suona più come un ultimatum. Da liberale, credo che la difesa di spazi digitali aperti e non censurati sia una delle battaglie cruciali del nostro tempo per la tutela dei diritti individuali.

Europa: Un Nuovo Attore nella Difesa Ucraina

Mentre il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina vacilla, l’Europa sta emergendo come il perno fondamentale della resistenza di Kiev. I paesi europei, in particolare quelli del nord e dell’ovest, hanno compensato la quasi totale assenza di nuovi aiuti militari americani, arrivando a coprire il 95% dell’assistenza. Questo cambio di passo, con un aumento del 67% degli aiuti militari europei nel 2025, dimostra una crescente assunzione di responsabilità da parte del continente. Credo che questa evoluzione, sebbene nata dalla necessità, possa rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e il suo ruolo come difensore della democrazia liberale ai propri confini, investendo quasi 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027.

Commercio Globale: Il Canale di Panama Riprende Vigore

Un segnale positivo per il commercio globale arriva dal Canale di Panama, dove i transiti a gennaio 2026 sono aumentati del 3,8% rispetto all’anno precedente. Questo indicatore, apparentemente tecnico, riflette la salute delle catene di approvvigionamento mondiali. L’incremento è stato trainato dalle navi Neopanamax, le più grandi, il cui passaggio è cresciuto del 6,3%. Il buon andamento di questa arteria vitale per il commercio marittimo è un segnale incoraggiante per l’economia europea, fortemente dipendente dalle importazioni ed esportazioni. Personalmente, vedo in questi dati una conferma di come la libertà di scambio e le infrastrutture efficienti siano motori insostituibili di prosperità.

Nuove analisi e dati continueranno a plasmare la nostra comprensione del mondo; ci vediamo alla prossima edizione di The Gist.


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