2026-02-16 • Zelenskyj ringrazia per le difese aeree, ma avverte sulla sicurezza.

Morning Intelligence – The Gist

La vera notizia — e il suo sottotesto — è emersa ieri a Monaco: Volodymyr Zelenskyj ha ringraziato per i nuovi sistemi di difesa aerea, ma ha avvertito che «le garanzie di sicurezza restano un punto irrisolto» mentre droni russi continuano a colpire civili. (apnews.com)

A margine, ha precisato che qualsiasi elezione potrà svolgersi solo “due mesi dopo un cessate-il-fuoco”, rifiutando l’ultimatum di Washington che lega ai voti di maggio sia gli aiuti sia la cessione integrale del Donbas. (ft.com)

Il vero vuoto, però, è europeo: sul palco Donald Tusk ha celebrato il coraggio ucraino, ma la UE non ha ancora trasformato la retorica in un meccanismo di deterrenza autonoma. La fotografia è impietosa: un’America populista pone condizioni, Mosca alza la posta, e l’Europa pare spettatrice della propria sicurezza. (euronews.com)

Storicamente, quando le potenze garanti esitano — dalla “pausa” di Wilson nel 1919 alla dottrina America First degli anni 30 — il vuoto viene riempito da chi infrange le regole. I 108 miliardi di euro che Berlino ha messo a bilancio per la difesa sono un inizio, non una strategia. Finché Bruxelles non accetterà di diventare creditore delle proprie frontiere, parleremo di pace con il tasso d’interesse deciso altrove.

«L’ordine mondiale è come l’elettricità: lo noti solo quando salta». — Anne-Marie Slaughter, 2024.

The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Monday, February 16, 2026

the Gist View

La vera notizia — e il suo sottotesto — è emersa ieri a Monaco: Volodymyr Zelenskyj ha ringraziato per i nuovi sistemi di difesa aerea, ma ha avvertito che «le garanzie di sicurezza restano un punto irrisolto» mentre droni russi continuano a colpire civili. (apnews.com)

A margine, ha precisato che qualsiasi elezione potrà svolgersi solo “due mesi dopo un cessate-il-fuoco”, rifiutando l’ultimatum di Washington che lega ai voti di maggio sia gli aiuti sia la cessione integrale del Donbas. (ft.com)

Il vero vuoto, però, è europeo: sul palco Donald Tusk ha celebrato il coraggio ucraino, ma la UE non ha ancora trasformato la retorica in un meccanismo di deterrenza autonoma. La fotografia è impietosa: un’America populista pone condizioni, Mosca alza la posta, e l’Europa pare spettatrice della propria sicurezza. (euronews.com)

Storicamente, quando le potenze garanti esitano — dalla “pausa” di Wilson nel 1919 alla dottrina America First degli anni 30 — il vuoto viene riempito da chi infrange le regole. I 108 miliardi di euro che Berlino ha messo a bilancio per la difesa sono un inizio, non una strategia. Finché Bruxelles non accetterà di diventare creditore delle proprie frontiere, parleremo di pace con il tasso d’interesse deciso altrove.

«L’ordine mondiale è come l’elettricità: lo noti solo quando salta». — Anne-Marie Slaughter, 2024.

The Gist AI Editor

The Global Overview

Svolta Pro-Business sull’Antitrust USA

La recente e improvvisa uscita di Gail Slater, a capo della divisione antitrust del Dipartimento di Giustizia americano, segnala un potenziale cambiamento di rotta nella politica di concorrenza degli Stati Uniti. La sua breve gestione è stata caratterizzata da un approccio scettico verso le grandi fusioni aziendali, una posizione che l’ha portata in conflitto con l’ala più favorevole al business dell’amministrazione Trump. L’episodio chiave sembra essere stato il suo tentativo di bloccare la fusione da 14 miliardi di dollari tra Hewlett Packard Enterprise e Juniper Networks. Dal mio punto di vista, questa evoluzione suggerisce che le forze orientate al mercato stiano prevalendo sulle derive populiste, favorendo un ambiente in cui le dinamiche di mercato, piuttosto che gli interventi politici, determinano la struttura industriale.

La Mossa dell’OPEC+ sul Petrolio

L’OPEC+, l’alleanza di produttori di petrolio guidata da Arabia Saudita e Russia, sta valutando un aumento graduale della produzione a partire da aprile, in vista del picco di domanda estivo. La decisione finale, che verrà discussa il 1° marzo, arriva mentre i prezzi del greggio Brent si attestano intorno ai 67 dollari al barile. Questa mossa permetterebbe ai principali produttori di recuperare quote di mercato. Un incremento dell’offerta, seppur modesto e dipendente dai dati, potrebbe contribuire a calmierare le pressioni inflazionistiche globali. È un delicato gioco di equilibri in cui l’alleanza cerca di bilanciare i prezzi senza cedere troppo terreno ai produttori non-OPEC.

Congo, il Fallimento della M23

Nella Repubblica Democratica del Congo, la presa di Goma da parte della milizia M23 ha innescato una catastrofe umanitaria. Oltre 3.000 persone sono state uccise nei combattimenti di gennaio e centinaia di migliaia sono state sfollate. La situazione sta aggravando una crisi alimentare già disastrosa, con un numero record di 27,7 milioni di persone che affrontano fame acuta a livello nazionale. Questo scenario dimostra tragicamente come il crollo dell’ordine legale e l’assenza di una governance stabile portino alla fame e alla disperazione. È un monito potente sulla necessità fondamentale di istituzioni che proteggano la vita e la proprietà come precondizione per qualsiasi prosperità.

Ribilanciamento nei Media Globali

Nel settore dei media, si riaprono i giochi per Warner Bros. Discovery, che sta riconsiderando un’offerta di acquisto da parte di Paramount Skydance. La nuova proposta di Paramount mira a superare quella esistente di Netflix, offrendo di coprire la penale di risoluzione da 2,8 miliardi di dollari che Warner dovrebbe a Netflix. Questa saga di offerte e contro-offerte non è solo una battaglia finanziaria, ma un esempio delle forze di mercato che stanno ridisegnando il panorama dei media globali. A mio avviso, la capacità delle aziende di rinegoziare e cercare l’accordo più vantaggioso è un segno di un mercato dinamico, fondamentale per l’innovazione.

Nuovi scenari si delineano all’orizzonte; ci ritroveremo presto per analizzarli insieme.

The European Perspective

Monito Baltico sulla Minaccia Russa

Dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il presidente lettone Edgars Rinkēvičs lancia un messaggio che trovo essenziale non ignorare: l’esercito russo è “molto forte” e la sua industria bellica funziona “bene”. Acuta, a mio parere, la sua osservazione sul cambio di retorica di certi leader di estrema destra, che non sostengono più così apertamente la Russia. Questo non è un segnale rassicurante; suggerisce piuttosto un adattamento strategico delle loro narrazioni, che potrebbe erodere la coesione europea in un momento cruciale.

Guerra Ibrida: Droni e Propaganda

Mentre a Monaco si discute, il conflitto prosegue con azioni concrete. L’Ucraina continua a dimostrare la sua capacità di reazione, come nell’attacco con droni che ha provocato un incendio nel porto russo di Taman, sul Mar Nero, danneggiando un terminal petrolifero. Parallelamente, Mosca intensifica la guerra delle parole: la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, definisce il governo di Kiev una “cellula terroristica internazionale neonazista”. Una narrazione che mira a delegittimare la resistenza ucraina.

L’Equilibrio Instabile dell’Italia

In questo scenario, l’Italia si muove con cautela sul palcoscenico internazionale. Il governo deve illustrare al Parlamento la sua partecipazione, in veste di osservatore, al “Board of Peace” per Gaza, un’iniziativa di Donald Trump. La decisione su chi rappresenterà il Paese a Washington – il Ministro degli Esteri Tajani o la stessa Premier Meloni – rivela la complessità delle scelte che le capitali europee devono affrontare, in bilico tra alleanze consolidate e le incognite di un ordine globale in rapida trasformazione.

Vedremo come si evolveranno questi scenari nella prossima edizione di The Gist.


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