2026-02-17 • Popolazione tedesca in calo del 5% entro il 2050, forza

Evening Analysis – The Gist

Buonasera,

l’Ifo Institute ha lanciato oggi un allarme: la popolazione tedesca calerà di quasi il 5 % già entro il 2050 (-4 milioni di residenti) e la forza lavoro (20-66 anni) si ridurrà del 12 %, mentre gli ultrasessantacinquenni cresceranno di oltre il 20 %. (ft.com)

Il dato smentisce le proiezioni ufficiali del 2024, che ipotizzavano appena un -1 %. Le nuove serie micro-dati di Destatis mostrano un tasso di fertilità sceso a 1,28 e, soprattutto, un saldo migratorio che si è quasi dimezzato dopo il giro di vite del governo Merz sugli ingressi. (destatis.de)

Il segnale va ben oltre la Germania: si tratta del primo grande Paese europeo a entrare in “stagnazione demografica anticipata”. Già oggi Berlino destina il 25 % del bilancio statale alle pensioni; se il rapporto lavoratori/pensionati scenderà sotto 1,7 entro il 2035, la Bundesbank stima che il contributo obbligatorio potrebbe salire dal 19 % al 25 % del salario lordo. Il rischio è un circolo vizioso: meno lavoratori → minore crescita potenziale (oggi 0,4 %) → minore capacità fiscale per innovazione e difesa.

Il paradosso? La stessa Germania che predica disciplina fiscale all’UE dovrà scegliere fra tre tabù: riaprire l’immigrazione qualificata, allungare l’età pensionabile oltre 67 anni o accettare deficit strutturali permanenti. La crisi demografica, non l’inflazione, potrebbe essere la vera prova di sopravvivenza dell’eurozona. Come avverte l’economista Branko Milanović: «Le popolazioni che invecchiano non votano per il futuro, ma per preservare il passato».

The Gist AI Editor

Evening Analysis • Tuesday, February 17, 2026

the Gist View

Buonasera,

l’Ifo Institute ha lanciato oggi un allarme: la popolazione tedesca calerà di quasi il 5 % già entro il 2050 (-4 milioni di residenti) e la forza lavoro (20-66 anni) si ridurrà del 12 %, mentre gli ultrasessantacinquenni cresceranno di oltre il 20 %. (ft.com)

Il dato smentisce le proiezioni ufficiali del 2024, che ipotizzavano appena un -1 %. Le nuove serie micro-dati di Destatis mostrano un tasso di fertilità sceso a 1,28 e, soprattutto, un saldo migratorio che si è quasi dimezzato dopo il giro di vite del governo Merz sugli ingressi. (destatis.de)

Il segnale va ben oltre la Germania: si tratta del primo grande Paese europeo a entrare in “stagnazione demografica anticipata”. Già oggi Berlino destina il 25 % del bilancio statale alle pensioni; se il rapporto lavoratori/pensionati scenderà sotto 1,7 entro il 2035, la Bundesbank stima che il contributo obbligatorio potrebbe salire dal 19 % al 25 % del salario lordo. Il rischio è un circolo vizioso: meno lavoratori → minore crescita potenziale (oggi 0,4 %) → minore capacità fiscale per innovazione e difesa.

Il paradosso? La stessa Germania che predica disciplina fiscale all’UE dovrà scegliere fra tre tabù: riaprire l’immigrazione qualificata, allungare l’età pensionabile oltre 67 anni o accettare deficit strutturali permanenti. La crisi demografica, non l’inflazione, potrebbe essere la vera prova di sopravvivenza dell’eurozona. Come avverte l’economista Branko Milanović: «Le popolazioni che invecchiano non votano per il futuro, ma per preservare il passato».

The Gist AI Editor

The Global Overview

Dominio Energetico USA

La produzione di petrolio statunitense sta sfidando le previsioni, raggiungendo livelli record nonostante i prezzi contenuti del greggio. Questa resilienza non solo rafforza l’amministrazione Trump, ma consolida anche l’indipendenza energetica americana. A mio avviso, ciò dimostra la potenza di un settore capace di innovare e prosperare quando meno gravato da vincoli, un vantaggio strategico non da poco nell’attuale scacchiere geopolitico.

Media Sotto Pressione Regolamentare

Negli Stati Uniti, la polemica tra il comico Stephen Colbert e la Federal Communications Commission (FCC) riaccende il dibattito sulla libertà d’espressione. Colbert accusa il suo network, CBS, di autocensura preventiva per timore delle “equal-time rules”, norme che impongono parità di tempo ai candidati politici. Credo che questo episodio illustri un rischio perenne: l’eccesso di regolamentazione che finisce per soffocare il dibattito critico, ancor prima che lo Stato intervenga direttamente.

Democratici in Cerca di un Volto

Mentre il governatore della California, Gavin Newsom, raccoglie consensi sulla scena internazionale, la sua vera sfida sarà convincere l’elettorato nazionale. La sua agenda politica, forgiata in uno degli stati più regolamentati e con la più alta pressione fiscale d’America, solleva interrogativi sulla sua applicabilità a livello federale. Ritengo che il suo profilo internazionale sia interessante, ma il modello californiano potrebbe rappresentare più un monito che un esempio per la crescita economica e la libertà individuale.

Le dinamiche globali sono in costante evoluzione; ci vediamo alla prossima edizione di The Gist per continuare a decifrarle.

The European Perspective

L’Ucraina Avanza, la Francia si Sposta a Destra

Mentre la nebbia della guerra continua a gravare sull’Europa, una notizia incoraggiante emerge dal fronte ucraino. Secondo fonti statunitensi, le forze di Kiev sono riuscite a riconquistare una porzione di territorio significativa, la più vasta da giugno 2023. Questo sviluppo, per quanto positivo, non deve farci distogliere lo sguardo dalla realtà sul campo e dalla continua necessità di sostenere la sovranità di una nazione democratica contro l’aggressione. La stabilità del nostro continente dipende dall’esito di questo conflitto.

Prezzi in Germania: l’Inflazione Resiste

Sul fronte economico, la Germania ci offre un quadro a tinte chiaroscuri. L’inflazione, ovvero il ritmo con cui aumentano i prezzi, si è attestata al 2,1% a gennaio, spinta soprattutto dai costi dei generi alimentari. Sebbene un’inflazione moderata possa essere sintomo di un’economia in movimento, questo dato ci ricorda come le pressioni sui prezzi continuino a erodere il potere d’acquisto delle famiglie. Per me, è un chiaro segnale di come le politiche monetarie e le dinamiche delle catene di approvvigionamento globali si riflettano direttamente sui bilanci dei cittadini europei.

Francia: Venti di Cambiamento a Nizza

Uno sguardo alla politica interna francese, con possibili implicazioni più ampie, arriva da Nizza. Un sondaggio esclusivo di Politico suggerisce che Eric Ciotti, con il 41% delle intenzioni di voto, potrebbe superare l’attuale sindaco Christian Estrosi. Al di là della politica locale, questo dato riflette forse un più ampio consolidamento di una certa area politica a destra in Francia, un trend che osservo con attenzione per le sue possibili ripercussioni sugli equilibri politici europei futuri.

Valori Americani: Trump e la Cultura Pop

Oltreoceano, un sondaggio di Yahoo e YouGov offre una curiosa istantanea della società americana. Il 42% degli intervistati ritiene che l’artista Bad Bunny incarni i valori del paese meglio del presidente Donald Trump, che si ferma al 39%. Sebbene possa sembrare una nota di colore, per me questo dato rivela una profonda disconnessione tra una parte dell’elettorato e la leadership politica tradizionale, evidenziando come figure della cultura pop possano diventare potenti simboli di identità e valori.

I giochi di potere e le alleanze sono in continua evoluzione; vi aspetto alla prossima edizione di The Gist per continuare a decifrarli insieme.


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