Scontro sulla Transizione Energetica
La politica energetica globale è a un bivio. Da Parigi, il Segretario all’Energia statunitense Chris Wright ha minacciato il ritiro degli USA dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), l’ente fondato negli anni ’70 per garantire la stabilità energetica. Il motivo? L’IEA, a suo dire, si comporterebbe più come un “gruppo di pressione per il clima” che come un custode della sicurezza energetica. Wright ha definito “ridicolo” lo scenario “net-zero”, sostenendo che non si realizzerà mai. Personalmente, ritengo che una transizione ideologica e affrettata rischi di ignorare la realtà industriale e di compromettere la nostra sicurezza, un lusso che l’Europa non può permettersi.
Progressi nei Negoziati per l’Ucraina
A Ginevra si tenta la via della diplomazia. I primi colloqui tra Russia e Ucraina, mediati dagli Stati Uniti, hanno generato un cauto ottimismo. L’inviato speciale americano, Steve Witkoff, ha parlato di “progressi significativi”, attribuendo al Presidente Trump il merito di aver riunito le parti per “fermare il massacro”. Sebbene i dettagli restino riservati e la strada per un accordo sia ancora lunga e complessa, questi negoziati rappresentano uno spiraglio fondamentale per la stabilità del nostro continente, da troppo tempo minacciata da un conflitto devastante alle nostre porte.
Le Frontiere Orientali dell’UE sotto Pressione
La Commissione Europea ha messo sul tavolo un piano di investimenti per le regioni che confinano con Russia e Bielorussia, aree economicamente indebolite dalla guerra. L’obiettivo è nobile: contrastare lo spopolamento e rafforzare la capacità difensiva del confine orientale europeo. Tuttavia, la proposta non prevede nuovi fondi dal bilancio corrente dell’UE. A mio avviso, questa è una contraddizione preoccupante. Annunciare supporto senza stanziare risorse adeguate rischia di trasformare un’iniziativa strategica in un mero esercizio di stile, lasciando le comunità di frontiera a fronteggiare da sole le conseguenze economiche del conflitto.
Il Clima e i Suoi Costi Tangibili
Gli effetti del cambiamento climatico non sono più una proiezione futura, ma una realtà concreta. Uno studio recente rivela che la chikungunya, una malattia tropicale debilitante, può ormai essere trasmessa in gran parte d’Europa a causa dell’aumento delle temperature che favorisce la diffusione delle zanzare invasive. Parallelamente, il riscaldamento globale sta colpendo le coltivazioni di caffè: i cinque maggiori paesi produttori hanno registrato in media 57 giorni in più all’anno di caldo dannoso. Questo significa una produzione più difficile e costosa, un impatto che sentiremo direttamente sul prezzo della nostra tazzina quotidiana.
Seguite i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.
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