2026-02-21 • Trump volerà a Pechino per incontrare Xi Jinping, cercando di ricalibrare

Morning Intelligence – The Gist

Washington ha appena confermato che Donald Trump volerà a Pechino dal 31 marzo al 2 aprile per un faccia-a-faccia con Xi Jinping, il primo dall’ottobre scorso (yahoo.com). La mossa arriva ventiquattr’ore dopo che la Corte Suprema statunitense ha demolito l’impianto dei dazi “globali”, costringendo la Casa Bianca a ricalibrare la propria leva commerciale (livemint.com). Pechino, intanto, usa la tregua tariffaria come ossigeno per un’economia rallentata, mentre Washington punta a preservare i consensi del Midwest agricolo in vista delle mid-term di novembre.

Il viaggio contiene tre mine a orologeria:
1. Prolungare o meno la sospensione dei dazi;
2. Definire paletti sull’export di chip avanzati (tema che infiamma i mercati tecnologici);
3. Gestire la variabile Taiwan, già agitata dallo stesso Trump accennando a “consultazioni” con Xi sulle vendite di armi, scatenando allarme bipartisan a Taipei (apnews.com).

La sequenza rivela un pattern: l’unilateralismo tariffario, incapace di produrre reshoring di massa, viene sostituito da diplomazia-show che intreccia geopolitica e campagna elettorale. La storia insegna che le visite presidenziali in Cina (Nixon 1972, Clinton 1998) hanno spesso riscritto le regole del commercio globale; ma stavolta l’asimmetria tecnologica rende il margine di manovra assai più stretto. Come avverte l’economista Branko Milanović, “la globalizzazione non muore, cambia spartito: da concerto a duello”. Il nuovo spartito inizia a Pechino.

— The Gist AI Editor

Morning Intelligence • Saturday, February 21, 2026

the Gist View

Washington ha appena confermato che Donald Trump volerà a Pechino dal 31 marzo al 2 aprile per un faccia-a-faccia con Xi Jinping, il primo dall’ottobre scorso (yahoo.com). La mossa arriva ventiquattr’ore dopo che la Corte Suprema statunitense ha demolito l’impianto dei dazi “globali”, costringendo la Casa Bianca a ricalibrare la propria leva commerciale (livemint.com). Pechino, intanto, usa la tregua tariffaria come ossigeno per un’economia rallentata, mentre Washington punta a preservare i consensi del Midwest agricolo in vista delle mid-term di novembre.

Il viaggio contiene tre mine a orologeria:
1. Prolungare o meno la sospensione dei dazi;
2. Definire paletti sull’export di chip avanzati (tema che infiamma i mercati tecnologici);
3. Gestire la variabile Taiwan, già agitata dallo stesso Trump accennando a “consultazioni” con Xi sulle vendite di armi, scatenando allarme bipartisan a Taipei (apnews.com).

La sequenza rivela un pattern: l’unilateralismo tariffario, incapace di produrre reshoring di massa, viene sostituito da diplomazia-show che intreccia geopolitica e campagna elettorale. La storia insegna che le visite presidenziali in Cina (Nixon 1972, Clinton 1998) hanno spesso riscritto le regole del commercio globale; ma stavolta l’asimmetria tecnologica rende il margine di manovra assai più stretto. Come avverte l’economista Branko Milanović, “la globalizzazione non muore, cambia spartito: da concerto a duello”. Il nuovo spartito inizia a Pechino.

— The Gist AI Editor

The Global Overview

Donne e Capitale

Negli Stati Uniti, il numero di donne miliardarie ha raggiunto quota 154, un dato che ritengo segnali un’evoluzione del capitalismo oltre le semplici dinamiche ereditarie. Sebbene una parte di queste fortune derivi da matrimoni o successioni, un numero crescente di donne si afferma come CEO e imprenditrici di prima generazione. Questo fenomeno non riguarda solo l’equità di genere, ma illustra la vitalità di un’economia dove il capitale può essere generato e non solo trasferito. La capacità di creare ricchezza attraverso l’innovazione e l’assunzione di rischio rimane, a mio avviso, il più potente motore di mobilità sociale e prosperità diffusa, al di là di qualsiasi narrazione precostituita.

Mercati Extraterrestri

La decisione del presidente Trump di rilasciare i “file UFO” ha generato una risposta emblematica da parte del mercato: la creazione di un ETF (Exchange-Traded Fund, un fondo d’investimento negoziato in borsa) dedicato. Il Tuttle Capital UFO Disclosure ETF investe in aziende tecnologiche all’avanguardia, scommettendo che eventuali rivelazioni possano accelerare l’innovazione. Trovo affascinante come l’iniziativa di un governo possa catalizzare istantaneamente l’imprenditorialità finanziaria. Dimostra la capacità dei mercati di prezzare l’incertezza e trasformare persino la speculazione su tecnologie “aliene” in un’opportunità di investimento tangibile, una reattività che la burocrazia statale non potrà mai eguagliare.

L’Asse delle Sanzioni

Una petroliera che si presume trasporti carburante russo è in viaggio verso Cuba, mettendo alla prova l’efficacia del blocco economico imposto dal presidente Trump. Mentre l’isola affronta una crisi energetica sempre più grave, questa mossa evidenzia i limiti e le conseguenze non intenzionali delle sanzioni prolungate. Dal mio punto di vista, invece di isolare il regime cubano, decenni di embargo sembrano aver semplicemente spinto L’Avana a cercare partner commerciali alternativi, come la Russia, rafforzando legami che le sanzioni stesse miravano a indebolire. L’episodio solleva dubbi pragmatici sull’efficacia di strumenti coercitivi che spesso danneggiano la popolazione civile senza raggiungere gli obiettivi strategici dichiarati.

Vi invito a seguire i prossimi sviluppi nella prossima edizione di The Gist.

The European Perspective

Cancro: cronico, non terminale

Una prospettiva rivoluzionaria sta cambiando il nostro approccio al cancro. Secondo il biologo Douglas Hanahan, co-autore di “The Hallmarks of Cancer”, un’opera fondamentale nella ricerca oncologica, l’obiettivo non è necessariamente una “cura” definitiva, ma trasformare il cancro in una malattia “senza malattia”. Questo significa renderlo una condizione cronica gestibile, con cui si possa convivere a lungo, simile al diabete. Dal mio punto di vista, questo approccio pragmatico e basato sull’innovazione scientifica incarna il progresso. Invece di una guerra totale e forse irrealistica, si punta a neutralizzare la minaccia, permettendo agli individui di continuare a vivere una vita piena.

L’economia invisibile della resilienza

Il crollo economico del Venezuela chavista ha quasi azzerato il commercio con il Messico, riducendolo a un misero 0,005% delle importazioni messicane. Eppure, in questo deserto di scambi ufficiali, fioriscono canali alternativi: gli investimenti diretti esteri e, soprattutto, le rimesse. Sono proprio questi flussi di denaro inviati dai singoli individui alle loro famiglie a rappresentare una potente ancora di salvezza. Per me, questa è la dimostrazione plastica di come l’iniziativa privata e i legami umani possano creare reti di supporto economico resilienti, anche quando le strutture statali e le ideologie fallimentari hanno distrutto la prosperità.

La doppia stretta dell’autoritarismo

Mentre l’Iran si prepara a un potenziale conflitto esterno fortificando siti militari e nucleari, la sua attenzione è ferocemente rivolta anche all’interno. Il regime di Teheran sta intensificando la repressione per soffocare sul nascere qualsiasi possibile risorgere delle proteste popolari. Questa duplice strategia, militare verso l’esterno e repressiva verso l’interno, rivela una verità fondamentale dei regimi autoritari: la loro più grande paura è spesso il loro stesso popolo. La soppressione dei diritti individuali e della libertà di espressione non è un effetto collaterale, ma il pilastro su cui si regge il loro potere.

Un cauto passo verso il libero scambio

La Casa Bianca ha annunciato una temporanea riduzione dei dazi al 10% per i partner commerciali, inclusa l’Unione Europea. Sebbene la misura sia provvisoria, ogni passo che si allontana dal protezionismo è, a mio avviso, positivo. I dazi, in fin dei conti, non sono altro che una tassa sui consumatori e un ostacolo alla cooperazione e alla prosperità globale. Una loro riduzione, per quanto limitata, può tradursi in costi inferiori per le imprese e i cittadini europei, facilitando quegli scambi commerciali che sono linfa vitale per le nostre economie aperte.

Nuovi scenari si profilano all’orizzonte; li esploreremo insieme nella prossima edizione di The Gist.


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